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" Il Classico:
Fuga dal terzo pianeta"


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Gli ultimi giorni della Madre Terra....
recensione di Vincenzo Oliva

Una Terra ridotta alla desolazione, un´┐Żumanit´┐Ż ridotta alla disperazione, un paradiso il cui prezzo ´┐Ż altissimo. Questi gli ingredienti di una delle migliori storie apparse su Zona X seconda versione. Peccato soltanto che....



TESTI
Sog. Federico Memola Sce. Francesco Donato    

Peccato che... il peccato ´┐Ż rimandato alla sezione disegni :-)

Federico Memola e Francesco Donato hanno saputo confezionare per questo numero 41 una storia intensa, drammatica, triste. Una storia di (stra)ordinaria - angosciante - fantaecologia, sul futuro che potrebbe aspettarci dietro l´┐Żangolo del dissennato abuso della natura che da troppi anni viene compiuto. Ma anche una storia intessuta di sottotrame d´┐Żamore: l´┐Żamore di Kyle Adenauer per la Collina - l´┐Żangolo di paradiso ricreato artificialmente in una Terra ormai morta dallo stesso Adenauer e dalla sua equipe - amore totale, senza riserve, l´┐Żamore di tutta una vita; l´┐Żamore di Kyle per la bella Kira, non abbastanza forte da superare l´┐Żossessione del professore per la sua Collina; l´┐Żamore di Roister (il terzo protagonista della storia) per Kira, evidente per il lettore, ma tenuto quasi nascosto fino alla tragedia finale.

Ed ´┐Ż anche una storia di morte. Questo "Fuga dal terzo pianeta" spicca nella recente produzione bonelliana per la completa assenza di elementi consolatori nel finale. Nel quadro abbastanza banale e conformista dell´┐Żultima produzione targata SBE, un simile elemento sarebbe da solo sufficiente a far guardare con interesse alla storia, anche in assenza degli altri pregi del racconto.

Fino a ´┐Ż circa della narrazione si ha l´┐Żimpressione di essere in presenza di una rilettura, ben scritta ma priva di elementi di grande originalit´┐Ż, del capolavoro di Douglas Trumbull "Silent Running", uno dei migliori film di fantascienza degli anni ´┐Ż70, noto in Italia con il fuorviante titolo di: "2002 la seconda odissea", pur non avendo alcun punto in comune con il film di Kubrick. Poi la brusca virata verso il drammatico epilogo, il ritmo concitato ed incalzante delle scene del "distacco" della Collina dalla Terra; la morte dei tre protagonisti (per Kira un´┐Żibernazione eterna da cui nessuno la potr´┐Ż risvegliare); l´┐Żultima tavola, con la sua pacata conclusione permeata di pessimismo totale. Un finale di storia che alza di molto il tono ed il valore dell´┐Żopera.

I tre protagonisti principali - in modo particolare le due figure maschili - sono ben caratterizzati; pi´┐Ż defilata appare, invece, la personalit´┐Ż di Kira. Al centro della narrazione sta la figura di Kyle Adenauer, personaggio complesso, dominato dall´┐Żansia di dare una seconda chance all´┐Żecosistema terrestre distaccando dalla crosta ormai morta del pianeta madre la Collina, appunto, il paradiso artificiale dove la sua dedizione assoluta ed il lavoro suo e dei suoi hanno ricreato un pezzetto della perduta natura terrestre. A questo scopo - nobile nelle intenzioni - finir´┐Ż per sacrificare innumerevoli vite umane, arrivando a negare, con le sue azioni, le premesse di pace su cui si fonda la difesa della natura; finir´┐Ż per sacrificare il suo pur grande amore per Kira; finir´┐Ż per sacrificare la propria vita; sacrificher´┐Ż tutto, lasciando dietro di s´┐Ż una Terra senza residue speranze.

Meno evidente la figura di Roister, capo biologo della Collina. Il giovane vive un sofferto e nascosto sentimento d´┐Żamore per Kira. Idealista, ma senza i risvolti maniacali della figura di Adenauer, non lo seguir´┐Ż nella sua decisione di far partire la Collina al prezzo di migliaia di vite umane. Ferito a morte dal professore nel finale, il suo sacrificio risulter´┐Ż inutile: la Collina partir´┐Ż, compiendo la sua strage, egli morir´┐Ż e non riuscir´┐Ż a salvare Kira, ibernata dal professore in vista del lungo viaggio che la Collina stessa - trasformata in nave generazionale - avrebbe dovuto compiere.

La figura di Kira risulta compressa tra quelle dei due uomini; innamorata, in modo forse acritico, della figura carismatica di Kyle Adenauer, e cieca al sentimento del giovane Roister, del quale non d´┐Ż segno di accorgersi. E´┐Ż Kira, tuttavia, addormentata nel sonno eterno della sua ibernazione, ad assurgere a simbolo della sconfitta definitiva e senza appello dell´┐Żumanit´┐Ż.



DISEGNI
Beniamino Delvecchio    

Dispiace che a una storia molto ben scritta - interessante e impeccabilmente costruita nelle sue figure principali, nei dialoghi, nelle descrizioni - non corrispondano dei disegni di eguale valore. Pur non essendo un disastro, la prova di Beniamino Delvecchio, appare insufficiente.

Per l´┐Żintero arco della storia i suoi volti danno l´┐Żimpressione di un tratto scarsamente curato, e risultano poco espressivi, un po´┐Ż grevi. Un tratto che non riesce a scrollarsi di dosso una certa rozzezza. Poco dinamici (anzi decisamente statici), forse eccessivamente chinati, i disegni di Delvecchio non rendono giustizia ai testi di Memola/Donato (appare statica anche la sequenza altamente drammatica alle pagg. 188/190); tuttavia l´┐Żassenza di errori evidenti li salva da una bocciatura completa.



GLOBALE
 

Ormai quasi arrivata alla fine della sua vita editoriale, Zona X pare regalare ai suoi lettori alcune zampate di classe: questa storia ´┐Ż sicuramente uno dei migliori "liberi" ospitati dalla seri; e la non eccelsa qualit´┐Ż dei disegni non fa venir meno un giudizio assolutamente positivo.

Resta il rimpianto di vedere prove come questa solo ora che la serie ´┐Ż condannata alla chiusura. Probabilmente, se anche il livello delle storie apparse su Zona X fosse stato pi´┐Ż alto, la sua stessa formula avrebbe finito per condannarla e tuttavia resta l´┐Żamaro in bocca al pensiero che forse.....
 

 


 
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