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" La Nave Nera"


Pagine correlate:
Scheda 397/399

Ahhh, che delizia concedersi qualche giorno di vacanza su una paradisiaca isola dei Caraibi! C'è il mare, il sole, la palme da cocco... i cannibali, i vampiri... No Alpitour? Ahi ahi ahi ahi!

Welcome to paradise
recensione di Daniele Alfonso



TESTI
Sog. e Sce. Mauro Boselli    

A scanso di equivoci, diciamolo subito: la storia è bella. Anzi, è molto bella. Ma stavolta il "trucco" è un po' troppo scoperto. Abbiamo già notato numerose volte come Boselli ami creare personaggi in bilico tra il bene e il male, e come riesca a imbastire intrecci appassionanti giocando su queste ambiguità. "La nave nera" è una storia interamente costruita con questa tecnica, a partire dalla protagonista Ylenia Varga, malvagia in quanto creatura della notte, ma aggrappata con tutte le sue forza a quel residuo di umanità che le resta. Ylenia da nemica di Zagor diventa sua alleata quando si tratta di attaccare Van Zant e la sua ciurma, fino a trasformarsi nuovamente in nemica alla fine della storia. Perfino i cannibali divantano alleati nella lotta contro i vampiri di Van Zant, che sono gli unici villains a tutto tondo della situazione e quindi sterminabili senza rimpianti, soprattutto perché erano dei poco di buono anche da semplici mortali. Diversa è la sorte del guardiamarina Stanton, gran bravo ragazzo in vita, ma trasformatosi in vampiro sanguinario: il capitano Wallace è costretto ad ucciderlo, ma è di sicuro un compito tremendamente spiacevole. A sua volta Wallace diviene un ostacolo verso la fine della storia, nel momento in cui la sua volontà viene dominata telepaticamente dalla vampira. Addirittura ad un certo punto Zagor osserva che nemmeno i cannibali meritano una regina crudele come Ylenia, che però non sembra poi così cattiva, e ci si chiede se lo sia più o meno dei cannibali che domina. Insomma, la maggior parte dei personaggi di questa avventura ha in sè qualcosa di buono e qualcosa di malvagio, ed è quasi impossibile provare per essi lo stesso sentimento, sia esso di odio o di simpatia, dall'inizio alla fine della lettura. Questo è il "trucco". Personalmente, sono dell'opinione che quando i meccanismi narrativi che sono alla base della costruzione di una storia diventano troppo evidenti, significa che la storia non è scritta particolarmente bene. Gli autori sono come dei burattinai che devono avere l'abilità di muovere le loro marionette senza mai mostrare i "fili": se questi si vedono, una parte della suspension of disbelief va a quel paese, ed è un peccato. Tuttavia, devo ammettere che "La nave nera" è una storia estremamente avvincente, e anche se il "trucco" (continuiamo a chiamarlo così) c'è e si vede, questo non pregiudica, se non in minima parte, il divertimento.

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Da due così mi farei mordere anche io!
disegno di Della Monica, (c) 2001 SBE
   

Quest'avventura zagoriana trae una buona parte del suo fascino da alcune trovate veramente di notevole effetto scenico, in particolare quella "nave nera" che le dà il titolo. L'idea di una nave governata da un equipaggio di vampiri, che va alla deriva durante il giorno e che insegue implacabilmente le sue prede durante le notti burrascose è sicuramente qualcosa che colpisce la fantasia. Così come è interessante, in quanto inconsueta, l'ambientazione costituita da un'isoletta caraibica: un piccolo paradiso naturale, ma infestato di pericoli di ogni tipo, anche sovra-naturale. Ma quando si parla di fascino non si può non pensare a lei: Ylenia Varga, un personaggio studiato dagli autori in ogni dettaglio e sviluppato con grande abilità. Ylenia è un insieme di contraddizioni e di ambiguità. Un mostro sanguinario e ultracentenario che si nasconde nelle sensuali forme di una giovane ed elegante nobildonna europea abbigliata come una bellezza dei caraibi. Ma è veramente un mostro, questa donna che si definisce "una schiava"; che ammette di aver provato, inutilmente, a bere solo il sangue degli animali; che si dice alla ricerca "di un po' di felicità"; che in punto di morte chiede perdono alla sua fedele compagna Elspeth; che dopo aver salvato la vita allo Spirito con la Scure è poi pronta a ucciderlo, ma solo perché c'è in gioco il suo amore di una vita? Eppure, non è questa la stessa Ylenia che governa con il terrore una tribù di cannibali; che vampirizza l'equipaggio di Van Zant solo "per maggiore comodità"; che per sopravvivere vuole bere il sangue dell'uomo che ama, trasformandolo a sua volta in un mostro? Ylenia Varga è indubbiamente una figura tragica e romantica, chiaramente ispirata a Dracula. Ma non al Dracula originale di Bram Stoker, bensì al'interpretazione cinematografica di Francis Ford Coppola, che fece ritrovare al vampiro il suo amore perduto da secoli, e reincarnatosi nuovamente nelle spoglie della giovane Mina. Allo stesso modo, Ylenia Varga ritrova il suo fidanzato Alexander Wallace nel capitano Eric Wallace, suo discendente. Un incontro toccante, per il quale siamo disposti ad ignorare la probabilità praticamente nulla che questo amore si sia potuto ritrovare in una sperduta isoletta caraibica. Una figura tragica, Ylenia Varga, e quando, alla fine, la vediamo scomparire nell'oceano, solitaria presenza a bordo della nave nera, non possiamo non unirci al sincero augurio di Zagor: possa il cielo avere pietà di lei.



DISEGNI
Raffaele Della Monica    

Il creatore grafico di Ylenia Varga in "Vampyr" (ZG 397/399) non poteva non essere l'autore anche del suo ritorno. Raffaele Della Monica riesce a prodursi in una performance davvero di alto livello, con dei disegni certamente superiori, in qualità, a quelli del ritorno di Bela Rakosi. Colpiscono particolarmente le sequenze che vedono protagonista la Nave Nera all'inseguimento della Paloma nell'oceano in tempesta, realizzate con encomiabile cura sia nella raffigurazione degli ambienti e delle navi, sia nell'espressività dei personaggi: l'angoscia ed il terrore dipinti sui volti dei marinai della Paloma sono quasi tangibili. Notevole anche l'assalto dei vampiri di Van Zant alla nave inglese Glory (davvero inquietante l'apparizione di Van Zant al guardiamarina Stanton!) e, in generale, tutte le sequenze vampiresche, che laureano Della Monica ottimo disegnatore horror.

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La Nave Nera insegue la sua preda
Disegno di Della Monica, (c) 2001 SBE

Per quanto riguarda Ylenia Varga, che dire? E' lei, ed è perfetta. La presenza del gentil sesso sulle pagine di Zagor è diventata una piacevole abitudine, ed è ormai chiaro che i disegnatori dello Spirito con la Scure devono avere nel loro curriculum la capacità di disegnare belle donne almeno quanto i disegnatori di Dylan Dog!



GLOBALE
 

Non trovate anche voi strano che, dopo 15 mesi di Dampyr, Boselli abbia scritto la sua migliore storia di vampiri per Zagor? :-)
 

 


 
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