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" Veracruz"


Pagine correlate:
Scheda Guitar Jim

"Ayayayay! Canta y no llores!"... Le parole sono queste, la musica la state ascoltando, e la voce di Guitar Jim... be', quella ce la possiamo solo immaginare.

Il mio "amico" Guitar Jim
recensione di Daniele Alfonso



TESTI
Sog. e Sce. Mauro Boselli    

A proposito di quest'ultima avventura zagoriana, si è svolta di recente un'interessante discussione su Pleasant Point (la "pagina della posta" di Darkwood Online, il sito ufficiale dello Zagor Club): tutto è partito da un'osservazione del noto critico Giampiero Belardinelli, che vi invito a leggere, secondo cui Mauro Boselli non ha tenuto conto dell'evoluzione che il personaggio di Guitar Jim ha avuto nel corso del tempo. E' chiaro, a mio parere, come Boselli abbia voluto rispettare la caratterizzazione originale del personaggio, così come fu delineato da Guido Nolitta nei lontanti anni '60. Tutto l'interesse che si può avere in Guitar Jim risiede nel fatto che si tratta di un personaggio in bilico tra il bene e il male: avventuriero e ladro sì, ma, in fondo, un bravo ragazzo, e pure simpatico. Probabilmente si tratta del miglior character mai concepito da Nolitta/Bonelli (che pure era una miniera di felici invenzioni), ed era impossibile che Boselli non volesse ritornare a questa brillante interpretazione di Guitar Jim, vista la smaccata propensione, dimostrata più volte con personaggi quali Nat Murdo e Marie Laveau, che Mauro Boselli ha verso i personaggi ambigui. Se anche ci fosse stata un'evoluzione del personaggio, da "Il mio amico Guitar Jim" (ZG 100) ad oggi, la logica non vieta che Jim abbia poi voluto tornare sui suoi passi, riprendendo la carriera criminale, magari dopo essere stato piantato da Rowena. E questo non ce lo rende meno simpatico: anzi!

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Guitar Jim fa la sua classica entrèe canterina
Disegno di Pesce, (c) 2001 SBE

Il problema, semmai, è un altro. Purtroppo il Guitar Jim boselliano manca quasi completamente di verve, e durante il corso della storia lo vediamo completamente preda degli eventi. Dopo essersi fatto giocare da una ladruncola alle prime armi come Pearl Nightshade, si fa anche mettere nel sacco dai suoi improvvisati complici (un gruppo di volgari banditi da strada), e vederlo piagnucolare di fronte a Zagor, dicendo "io non volevo che andasse così", ci fa rimpiangere quel ragazzo spavaldo, sbruffone e sicuro di sè dei tempi di "La mano di Allah" (ZG 75/76), ad esempio. Gli unici avversari di cui Guitar Jim riesce ad aver ragione senza essere spalleggiato (volontariamente o meno) dallo Spirito con la Scure sono un quartetto di scalcagnati mariachi: un po' poco per un tipo svelto di mano e di cervello, come dovrebbe essere il nostro Jim. E' questo il punto: lo è ancora, svelto, o gli anni passano per tutti?

"Il Guitar Jim boselliano manca quasi completamente di verve"    
A chi va, dunque, la nostra simpatia fra i personaggi di questa storia? Non, ahinoi, a un Guitar Jim un po' imbolsito, anche se sempre un eccellente personaggio. Non certo a Zagor che, per reazione alle marachelle del suo nemico/amico, ingoia un buon manico di scopa trasformandosi in un noioso moralista, per quanto i suoi sermoni lascino parecchi lividi a chi li subisce. Nemmeno -per carità- a Pearl Nightshade, donna bellissima, pericolosa e fredda come il ghiaccio: alla larga da donne del genere, gente! E buona fortuna a te, Jim: ora che ti sei fatto incantare dai suoi occhioni azzurri te ne servirà tanta, altro che canta y no llores! Non a Jim, non a Zagor, non a Pearl. A chi, allora? Ma sicuramente a Cico, caramba y carambita! Mai come in questa occasione Boselli è riuscito a padroneggiare così abilmente il personaggio, in maniera assolutamente nolittiana. Il pancione svolge un ruolo primario in più di un'occasione, non solo perché Veracruz è la sua città natale e il Messico è la sua patria, ma soprattutto perché riesce a svolgere la sua funzione comica non come superflua appendice alla narrazione, ma come parte integrante di essa. Osservate, ad esempio, la provvidenziale randellata a p.60 del secondo numero, tanto per fare un esempio.

In questa avventura la componente comica svolge un ruolo essenziale, e non solo grazie a Cico, distribuendosi fra numerosi personaggi, come zio Felipe e zia Antonieta, Guitar Jim, il maggiordomo Toby (che riesce a farci sogghignare perfino in punto di morte!) e altri ancora. Comicità ben dosata e azione a pieno ritmo, senza trascurare qualche momento di pathos, sono le linee guida che Boselli ha seguito nella costruzione di questa storia, sicuramente ben riuscita e molto divertente, nonostante quanto detto prima: una vera boccata d'aria fresca dopo le cupissime avventure vissute dal Re di Darkwood nei mesi passati, che dimostra la cura con cui è gestita la programmazione zagoriana, alternando sapientemente avventure di vario genere e stile, mantenendosi a mille miglia dal pericolo di annoiare il lettore.



DISEGNI
Massimo Pesce    

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Pearl Nightshade
disegno di Pesce, (c) 2001 SBE
   
Il giornalista Giampiero Mughini, commentando qualche tempo fa su un noto settimanale i fumetti erotici di Saudelli e Baldazzini, scriveva "chi non ha ossessioni erotiche, peste lo colga!". Be', anche se noi lettori zagoriani siamo dei bravi ragazzi/e che non pensano a certe cosacce, non possiamo non essere d'accordo. E dello stesso parere sembrano anche Boselli e Pesce, che hanno voluto regalarci una Pearl Nightshade più sexy che mai: legata, seminuda (ma senza esagerare), e preda di una congrega di banditacci messicani, la bionda Pearl rivaleggia, in quanto a carica erotica, con l'indimenticata Virginia, altrettanto legata e svestita, che Gallieno Ferri disegnò per la storica "Il sigillo dell'imperatore", ricordate? (E come fareste a dimenticarvela?). Pesce ha fatto davvero un buon lavoro su Pearl Nightshade -che, per inciso, il sottoscritto preferisce di gran lunga alle maggiorate che circolano sulle pagine di Legs- ma non si è fermato qui. A parte qualche fisionomia un po' spigolosa, nel complesso le sue tavole sono molto gradevoli, e sono ben riuscite anche le interpretazioni che l'autore dà di Cico (se escludiamo qualche capitombolo qua e là, comunque perdonabile) e Zagor. Tuttavia, da qui in poi vogliamo ricordare Massimo Pesce come "l'uomo che disegnò Pearl Nightshade". :-)



GLOBALE
 

One shot, one kill. Espressione un po' cruenta per dire che gli autori zagoriani continuano a non sbagliare un colpo. Anche se Boselli non ha saputo darci il Guitar Jim che ci aspettavamo, deludendo parzialmente un'attesa duranta la bellezza di vent'anni (da tanto Jim non compariva sulla serie regolare), il guidizio su "Veracruz" non può assolutamente essere un pollice verso. Francamente, comincio ad essere quasi stanco di scrivere recensioni positive...
 

 


 
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