ubcfumetti.com
Indice del SitoNovità !Cerca nel SitoScrivi a uBC
MagazineRecensioni




"Il mistero dell'Unicorno"


Pagine correlate:

Non sono di Pasqua, ma sono comunque a sorpresa. . .
recensione di Roberto Giammatteo

Uova micidiali, provenienti da un lontano passato, armi fatali, continuano a seminare morte e terrore!


TESTI
Sog. e Sce. Moreno Burattini    

Burattini è riuscito a costruire una bella storia avvincente e coinvolgente. L'unica pecca riguarda il soggetto che ha una base (la guerra senza tempo tra Mu ed Atlantide) che non è delle più originali, visto che utilizza temi ormai radicati in tutto l'universo bonelliano e soprattutto in Martin Mystère. A parte questo, i vari colpi di scena sono ben orchestrati dall'autore toscano, soprattutto in fase di sceneggiatura, seminando indizi che non lasciano trapelare la realtà, che diventa ovvia solo al momento della loro risoluzione.

"Burattini ha sceneggiato la storia intrecciando diversi piani temporali"
   
Burattini ha sceneggiato la storia intrecciando diversi piani temporali (quattro per l'esattezza): la storia dell'Unicorno (passato prossimo), il passato di Weiss e Van Dicke (passato recente), il presente e la guerra tra Mu e Atlantide (passato remoto), senza mai stancare o confondere il lettore. Pochi sono i cali di tensione nella storia, colmati da passaggi in cui ci viene raccontato il passato.

Il finale, poi, ci mostra uno Zagor cinico come non mai, quando decide di far saltare in aria la Santa Barbara della Unicorno senza pensarci su due volte, per evitare la diffusione del contagio dovuto all'innesco delle "armi fatali", pur sapendo di uccidere decine di persone, anche se delinquenti, ma comunque esseri umani.

Piccolo appunto. All'inizio della storia manca un preciso riferimento alla storia precedente. Zagor e Cico, nella loro prima apparizione, ricordano l'avventura a Port Whale, albi n.386/388, senza minimamente ricordare la parentesi in Scozia, albi n.389/391. Ultimamente, eravamo stati abituati ad una continuity più ferrea.



DISEGNI
Alessandro Chiarolla    

Terzo appuntamento sulle pagine di Zagor per Alessandro Chiarolla. Giunto a Zagor passando per Martin Mystère, ha cercato nella sua prima storia, "Le sette città di Cibola" (albi n.355/357), di attenersi molto ai canoni fissati dal disegno classico di Gallieno Ferri. Con la storia successiva, "La terra dei Cherokee" (albi n.372/373), ha cominciato a realizzare il personaggio in maniera molto più personale. Con questa storia, si può dire che ha completatato questa sua "maturazione" appropriandosi a pieno delle caratteristiche fondamentali di Zagor e del suo mondo, senza però dimenticarsi di realizzare il tutto con uno stile proprio.

"Con questa storia, si può dire che Chiarolla ha completatato la sua 'maturazione'"
   
Chiarolla dimostra una capacità incredibile di rendere al massimo la dinamicità di scene di azione; notevole è anche l'espressività dei volti dei vari personaggi, vedi ad esempio p.22 dell'albo n.394, dove ci regala un primo piano di Zagor estremamente cattivo. Forse la vignetta farà storcere il naso ai "puristi" amanti dello Zagor buono in qualsiasi occasione, ma in questo caso, il risentimento che Zagor mostra nei confronti, della apparentemente, dolce e indifesa Miss Adah, non può essere raffigurato diversamente.

Per chiudere vorrei porre un'ipotetica domanda al curatore di Zagor, Mauro Boselli: perchè non affidare una storia avente proptagonista un giovane Zagor, alla matita di Chiarolla? A me sembra molto adatto ad una storia del genere, basta sfogliare, anche velocemente, quest'ultima storia realizzata. Un esempio per tutti è la vignetta realizzata a p.7 dell'albo n.393.



GLOBALE
 

Nel complesso risulta una storia molto ben riuscita. Nota dolente le cover (tre) di Ferri. Non rimarranno di certo negli annali, tutte e tre abbastanza anonime. Forse la prima potrebbe essere considerata la migliore se non fosse per un evidente errore di anatomia sulla figura di Zagor (il sedere inesistente).
 

 


 
(c) 1996 uBC all right reserved worldwide
Top
http://www.ubcfumetti.com §