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Venerdí, 19 Dicembre 2008

messaggio da P.Dionisio - 19/12/2008 22:30
Da un articolo su La Stampa:
«Esbiros de la malonza, mi son qui por farve la fiesta!»: occhio, è arrivato il ciclone Zorry Kid che «escribe la zeta da por todos», combatte i cattivi in divisa e salva i vecchi con la gotta. Insomma, il leggendario eroe mascherato che cavalca tra Messico e California raddrizzando torti e salvando fanciulle nella rilettura dell'irresistibile Benito Jacovitti.
(..)
Zorry Kid arrivò sulle pagine del Corriere dei Piccoli nel 1968 in occasione del ritorno televisivo della serie più famosa del vendicatore mascherato, prodotta tra il 1957 e il 1959 dalla Disney con l'attore Guy Williams (che in realtà si chiamava Guido Catalano, di qui l'aspetto latino) a vestire i panni di don Diego de la Vega, protagonista della saga inventata nel 1919 da Johnston McCulley. Jacovitti riprende la storia per interpretarla nei suoi canoni: dalla storpiatura yankee in Zorry Kid al suo alter ego smidollato Kid Paloma (il don Diego a fumetti), al maggiordomo-complice Carmelito Battiston. Palma non ha un padre (come don Diego) ma un collerico nonno (che molto ispirerà Luciano Secchi per il suo Numero Uno dei Tnt) don Alvaron de la Gota, il sergente Garcia è Martin Pelota mentre la pulzella è una virago di nome Alonza Alonza detta Alonza. Di qui parte il lungo racconto delle «avventure» del ridicolo baffuto Zorry Kid, storie di un dinamismo eccezionale, sorretto dalle inquadrature cinematografiche e stetoscopiche che costituiscono la cifra della genialità artigiana di Jac.

Giovedí, 27 Novembre 2008

messaggio da Arcadia oltre le nuvole - 27/11/2008 20:35
Sabato 29 novembre 2008 a partire dalle ore 16 Tito Faraci presenterà la storia di Tex disegnata dai fratelli Raul e Gianluca Cestaro presso la fumetteria Arcadia oltre le nuvole (via Don Luigi Palazzolo 32, Bergamo).
L'avventura, che sarà pubblicata a partire da marzo 2009, è la prima scritta da Faraci per Aquila della Notte, anche se è stata preceduta in edicola da "Evasione!" (n.558/559, disegni di José Ortiz), ed i tre autori ne sono particolarmente fieri.
Inoltre fino al 7 dicembre 2008 è possibile visitare la mostra Il tratto della morte, curata insieme a Pier Giorgio Nosari, al Museo Bernareggi, in Via Pignolo a Bergamo. La mostra indaga sulle molteplici rappresentazioni della morte nel mondo del fumetto, da Max and Moritz (1865) a Death Note, passando per Pratt, Jacovitti, Tezuka, Alan Moore, Franquin ed il maggior numero di autori "fondamentali" del mondo delle nuvole parlanti. Venerdì 5 dicembre incontro presso il museo con i due curatori della mostra e Roberto Recchioni.

Giovedí, 22 Luglio 2004

messaggio da P.Dionisio - 22/07/2004 20:20
Di oggi la notizia che al noto fumettista Benito Jacovitti (1923-1997) è stata dedicata una voce all'interno del Dizionario Biografico degli Italiani di Treccani.

Venerdí, 7 Novembre 2003

messaggio da P.Dionisio - 07/11/2003 03:30
Oggi, insieme al quotidiano La Repubblica è allegato il trentottesimo volume de I Grandi Classici del Fumetto: è il turno dei personaggi del grande autore di fumetti comici Jacovitti. Nel volume sono contenute le storie "Cocco Bill fa sette più" (la prima storia di Cocco Bill), "Cip l'arcipoliziotto", "Zorry Chicchirikid!", "Coccobilliput", "Pippo vola!" e "Zagar contro Zagar". E la settimana prossima tocca a Jeff Hawke...

Giovedí, 6 Novembre 2003

messaggio da G.Gentili - 06/11/2003 14:55
Le acrobazie di Jacovitti equilibrista senza rete è il nuovo articolo di Luca Raffaelli di oggi su Repubblica per il volume dell'iniziativa "I Grandi Classici del Fumetto" in uscita domani, dedicato a Jacovitti ed ai suoi personaggi più famosi. "Attraverso i suoi tanti personaggi, Jac crea una realtà parallela già perfettamente viva dentro di sé. Tant'è vero che lui non sentiva la necessità di scrivere una sceneggiatura della storia che andava a realizzare. Come un equilibrista senza rete partiva direttamente con il pennino sul foglio bianco realizzando mano a mano tutto quello che gli veniva in mente. Poi, quando arrivava a quattro-cinque tavole dalla fine, scioglieva i nodi della trama e in qualche modo concludeva la storia." Gli altri articoli alla pagina delle Idee.

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