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Sabato, 2 Agosto 2008

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messaggio da P.Dionisio - 02/08/2008 12:05
Da TuttoLibri, il supplemento culturale settimanale de LaStampa in edicola oggi, un articolo di Alberto Gedda dedicato ai prossimi 60 anni di Tex:
Il compleanno di Tex - 60 anni che ne fanno il fumetto italiano più longevo - si avvicina: il 30 settembre del 1948 nelle edicole arrivò la striscia «Il totem misterioso» con un personaggio al debutto: Tex Willer, allora fuorilegge per forza, divenuto poi ranger del Texas e capo dei Navajos come Aquila della Notte. Testi di Giovanni Luigi Bonelli, disegni di Aurelio Galoppini. Due monumenti del fumetto seriale d'autore. In attesa dei festeggiamenti (ci sarà un albo speciale di Tex e avrà allegato un ricordo di Giovanni Luigi Bonelli) ci sono due uscite importanti che sottolineano la vitalità del personaggio oltre, naturalmente, le consuete collane in edicola con albi nuovi (siamo al n. 574) e ristampe.
Per la serie dei «texoni» (appuntamento annuale con albi d'autore di grande formato) l'editore Sergio Bonelli ha infatti pubblicato una storia di grande fascino: Seminoles (240 pp. e 5.80) scritta da un vero mito del racconto western, Gino D'Antonio scomparso nel 2006, e disegnata da una delle matite più interessanti, Luigi Filippucci, illustratore acquisito dalla squadra di «Martin Mystère». (..)

Giovedí, 10 Aprile 2008

messaggio da G.Gentili - 10/04/2008 13:05
Da Lo Schermo di Lucca:
Il Comitato nazionale per le celebrazioni dei 100 anni del fumetto italiano è ora una realtà. Si è costituito a Lucca, come promesso dal sottosegretario Andrea Marcucci. Ma la sede legale sarà Milano. Com'era prevedibile Gianno Bono, già a capo del Comitato promotore, è stato eletto presidente. Tra le novità di questa prima giornata di lavoro la nomina di presidente onorario per Umberto Eco (ieri assente come molti altri), la definizione dei componenti della giunta (presieduta dal sindaco di Lucca, Mauro Favilla) e della commissione scientifica (presidente è Fausto Colombo). Budget iniziale: 84mila euro. Ma è già in corso un'ulteriore richiesta di finanziamento per il 2009. Al Museo del Fumetto, infine, la consolazione del "centro nazionale di documentazione". All'interno tutti i componenti del Comitato. (..)
Dal blog La Quinta Stanza:
(..) gli studenti lucchesi incontreranno nella sala conferenze di Palazzo Guinigi tutti i grandi autori italiani che hanno contribuito all'allestimento della mostra "Quando il West arrivò a Lucca". Si comincia sabato 5 aprile, con Sergio Tisselli (ore 11). Poi sarà la volta di Renzo Calegari (19 aprile), Giovanni Ticci (26 aprile), Sergio Toppi (3 maggio), Ivo Milazzo (10 maggio) e Paolo Eleuteri Serpieri (17 maggio).

Sabato, 16 Febbraio 2008

messaggio da M.Gremignai - 16/02/2008 21:55
Da un articolo di Maurizio Giannattasio sul Corriere della Sera:
Strapotere manga. Negli Usa manda in pensione fior di supereroi del calibro di Superman e Capitan America. In Francia un ragazzo su due, tra i 9 e i 13 anni, studia sui fumetti nipponici. In Italia costringe la blasonatissima Disney a trasformare il Re Topo in una striscia con gli occhioni languidi. Unica sacca di resistenza: Tex. «Non vedrete mai una storia del ranger in stile manga» assicura Sergio Bonelli (..)
Secondo Wired, celebre rivista sul mondo Internet, le vendite dei manga negli Stati Uniti sono triplicate negli ultimi 4 anni e nelle librerie gli scaffali dedicati ai fumetti giapponesi hanno superato quelli americani. (..)
Ma se il sorpasso non c'è ancora stato, poco ci manca. (..)
La Francia è diventato il secondo mercato mondiale dei manga dopo il Giappone che chiaramente vanta il primato con un fatturato di 4,2 miliardi di dollari all'anno.
La smentita di Luigi Siviero su fumettidicarta.blogspot:
Ho cercato l'articolo originale su cui è basato quello italiano: http://www.wired.com/
Il sorpasso dei manga è una licenza poetica italiana. Wired non ne parla.

Giovedí, 7 Febbraio 2008

messaggio da Davide Lupi - 07/02/2008 23:45
Salve, sono un ragazzo delle Marche che legge fumetti fin dai primi anni '90 e volevo fare delle considerazioni sul momento del fumetto italiano, riallacciandomi anche a un messaggio di due mesi fa di Mauro Fradegradi e la seguente risposta di Manetti [cfr. dopolavoro del 21 dicembre 2007].
Per quel che mi riguarda credo si stia vivendo, e gia da qualche anno, una fase di stasi. La SBE la fa quasi da padrona, ma non ci sono più i personaggi di una volta: non si legge più il Dylan Dog di prima con quella fantasia iniziale, rilegato a una stasi continua di ripetizioni di se stesso.
Molte serie chiudono per mancanza di idee e quelle che ci propongono non sono poi tanto sorprendenti (se si esclude appunto qualche numero di Demian e Volto Nascosto, ma poi...) e hanno capito che è meglio proporre miniserie (sia SBE che Eura o altri) piuttosto che storie infinite o confusionarie o banali; gli stessi Dampyr e John Doe stanno, ahimè, evidenziando qualche lacuna.
Sinceramente sono un po' nostalgico di Napoleone, di quel Magico Vento, del primo Lazarus Ledd, di disegnatori non ingessati e sceneggiatori innovativi; apprezzo Julia e il fu Detective Dante, ma colleziono tutti gli altri ormai per inerzia...
Perchè nessuno azzarda cambi di rotta, perché non si sperimentano fasi narrative, sconvolgimenti nelle storie? Perchè in ogni serie non muore mai nessuno o non si sposa mai nessuno, per usare un eufemismo... hanno forse paura di qualcosa? Sinceramente sento il bisogno un po' di novità, di movimenti all'interno delle case editrici, o di nuove/altre case editrici, all'interno delle testate, dei singoli personaggi, di movimento e forse di avvicinamento alle vicende quotidiane, alla realtà. Novità. Sotto più punti di vista.
Grazie della considerazione e un saluto.
messaggio da Giuseppe Reina - 07/01/2008 23:17
In relazione alla composita risposta data da Francesco Manetti,in cui si afferma che Zagor è un fumetto preadolescenziale,vorrei fargli osservare che,da un sondaggio da me condotto,risulta che il lettore medio-tipo zagoriano è di 40 anni con cultuta medio-alta. Zagor è fumetto popolare con lettori in tutte le fasce d'età e con un prepotente ritorno di 20/30enni,grazie anche ai forums zagoriani,rintracciabili sul WEB. Invito pertanto,il Manetti in questione,a non dissertare su argomenti di cui non conosce l'esatta portata e su cui esprime una "improvvida" critica. Lo invito anche a conoscere piu' da vicino il mondo zagoriano ed i fans che ruotano attorno al fumetto che considero i piu' appassionati e fedeli d'Italia. Giusto per la chiarezza. Risponde M.Migliori, uBC Staff
Ho trovato sorprendente leggere queste risposte (vedi anche la successiva) per così dire "stizzite" a un innocuo passaggio di un sintetico ragionamento sul target dei prodotti bonelliani. Che Francesco abbia citato a titolo di esempio e non dispregiativo Zagor, mi sembra chiarissimo e lo potete (ri)leggere nella sua risposta.
Passata la sorpresa, ho invece apprezzato la passione che ancora anima i lettori zagoriani, pur dopo decenni di storie, non esenti da periodi bui. Che Zagor si sia evoluto in questi anni sembra indubbio a me (che ho lasciato Tex ma ho cominciato Zagor) come a Francesco.
Ma tutto questo mi sembra secondario e non deve certo far dimenticare o "disprezzare" lo Zagor degli esordi. Un prodotto che in versione aggiornata sarebbe quantomai opportuno anche oggi. Non capisco infatti perchè giudichiate offensivo un prodotto più o meno mirato a lettori "preadolescenti". Credetemi c'è un gran bisogno di lettori nuovi senza i quali se il fumetto non è morto, certamente non sta molto bene...

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