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<dopolavoro> il blog di uBC

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Giovedí, 8 Novembre 2007

messaggio da Lettore di Fumetti - 08/11/2007 07:50
Non sono d'accordo con il lettore [vedi dopolavoro del 7 novembre] che accusa i fumetti di essere troppo cari: non sono solo i fumetti ad essere troppo cari. Non è facile fare concorrenza a pubblicazioni che riempiono le pagine di messaggi promozionali e articoli senza senso. Riviste mensili che costano ben più di 2.70/3 euro vanno bene per essere lette in bagno o sotto l'ombrellore. Un fumetto è qualcosa di più, va letto e riletto, va analizzato nella sua forma artistica, e studiato quando riporta fatti storici e reali. Io sono uno studente universitario, a volte quei pochi euro che spendo per il fumetto mensile mi pesano, però poi, non appena finisco di leggerlo, non vedo l'ora che passi il mese per poterlo riacquistare. E poi, dopo qualche anno, si può rileggere tutto, senza dover aspettare che esca il numero successivo, dato che già si trova alla destra di quello appena riposto. Il tutto senza una riga di pubblicità.
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Mercoledí, 7 Novembre 2007

messaggio da Toni - 07/11/2007 10:00
Ormai e' una realta' tangibile: il fumetto oggi e' diventato un bene di lusso, a cominciare dai costi ormai proibitivi per la grandissima parte delle pubblicazioni. Cito per esempio Alan Ford, Edizioni If e persino la grande Bonelli non perde tempo. E naturalmente le vendite calano paurosamente ed i giovani preferiscono alla lettura di un sano fumetto una serata in pizzeria o un film in prima visione. Proprio così: ormai il fumetto e' morto. I mass media oggi offrono alternative molto piu' evasive. Purtroppo per me e tantissimi altri ex ragazzi il fumetto e' diventato davvero un bene di lusso.
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Lunedí, 5 Novembre 2007

messaggio da G.Gentili - 05/11/2007 12:50
Articolo su Lo Schermo:
Il fumetto non è in crisi, ma la vendita dei fumetti sì. Parlano i numeri. Durante l'ultima sessione dei Comics Talks, che si è conclusa ieri sera (sabato 3 novembre) nella sala incontri di Palazzo Ducale, sono stati presentati dati sconcertanti che certo non rassicurano il mondo editoriale, anche se in realtà ci si riferisce soprattutto alle vendite in edicola. Dopo il piccolo raggiunto nel 2004 con settanta milioni di copie vendute è avvenuto il crollo: sessantatre milioni e mezzo nel 2005, poco più di cinquantasette milioni nel 2006 e quest'anno, secondo le stime, le vendite non supereranno di molto i cinquantuno milioni. Il motivo di questa crisi? Difficile da individuare...

Sabato, 24 Marzo 2007

messaggio da G.Gentili - 24/03/2007 11:50
afNews ha pubblicato una interessante elaborazione dei dati ADS (Accertamento Diffusione Stampa - dati dichiarati dagli editori) con specifico riferimento ai fumetti in edicola:
(..) La variazione indicata per novembre 2006 è il risultato del raffronto col 2005, il che rende ancora più evidente il tracollo complessivo. Il dato vale per tutto quel poco di edicola per bambini che ancora esiste in Italia ed è la conferma di un panorama drammatico in cui la cultura italiana (che ovviamente nasce dai livelli di lettura infantile) mostra di essere ormai stata spazzata via da alcune generazioni. (..)il settimanale Topolino vendeva (come media annuale) in edicola 197.566 al novembre 2005 e si trova al novembre 2006 con un venduto di 161.567 copie perdendo il 18%; Il Giornalino passa da 28.380 a 24.622 (perde il 13%). Il mensile Witch da 115.833 a 85.524 (meno 26,2%). Bambi perde il 27,2%, I Classici Disney perdono il 20,1%. I Grandi Classici Disney perdono il 17,7%. (..)
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Giovedí, 8 Giugno 2006

messaggio da C.Di Clemente - 08/06/2006 13:32
Un estratto dall'articolo "Investire in fumetti conviene" di TGfin:
In Italia quello della fumettistica è un terreno poco battuto dagli investitori. Ci sono molti estimatori e collezionisti che comprano i bozzetti soprattutto per ammirare dal vivo i disegni e per avere il privilegio di apprezzare le correzioni e le sfumature fatte dall'autore. Ma all'estero, invece, il mercato è piuttosto vivace. Volendo fare degli esempi pratici, una tavola di Andrea Pazienza, che nel 1983 veniva scambiata a 400mila lire, ora sul mercato ha una quotazione di almeno 5mila euro. Vale a dire che si è apprezzata di ben 25 volte. Ed è andata ancora meglio a chi ha comprato un bozzetto realizzato a matita da Hugo Pratt. Nel 1991 valeva più o meno 4 milioni di lire e oggi si può comprare sborsando 8mila euro. Ossia il 400% in più.

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