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Lunedí, 23 Ottobre 2006

weblog/?2728
messaggio da C.Di Clemente - 23/10/2006 00:31
TGcom pubblica l'intervista "Sono la balia di Dylan Dog!" a Paola Barbato in occasione del ventennale dell'indagatore dell'incubo. Un estratto sulla questione se il personaggio sia ancora allettante per i lettori più giovani:
... ci sono moltissimi lettori adolescenti. La differenza è che Dylan Dog per la generazione che adesso ha superato i trent'anni era una specie di evento perché era atipico, anomalo, davvero nuovo, era un eroe debole in cui ci si poteva riconoscere. Sclavi, come dico sempre, ha creato una persona, non un personaggio. E nella metà degli anni '80 questo rappresentava davvero qualcosa di inedito rispetto a quello che proponeva il mercato del fumetto. Finalmente c'era un eroe che, come dire, si poteva toccare con mano. I giovanissimi di oggi non se lo trovano come una novità, ma come qualcosa che già c'è, anche perché nel frattempo c'è stata un'evoluzione nel mondo dei fumetti, e di personaggi più umani oggi ce ne sono certamente di più. In passato l'eroe era l'eroe e il lettore era il lettore, c'era distanza tra i due. Oggi, anche grazie a Dylan, non è più così.

Domenica, 25 Giugno 2006

weblog/?2319
messaggio da R.Giammatteo - 25/06/2006 09:02
Giancarlo Berardi, creatore di Julia, ed il disegnatore Valerio Piccioni sono stati ospiti della puntata del 22 giugno di "Tempi dispari" di RaiNews24, dedicata ai fumetti (videointervista).

Lunedí, 12 Giugno 2006

messaggio da C.Di Clemente - 12/06/2006 16:16
Fantasy Magazine ospita un'intervista al disegnatore Sergio Toppi, uno dei pilastri del fumetto italiano. Un estratto:
Credo che ci siano molti giovani di talento impegnati in forme molto diverse, anche grazie ai nuovi strumenti a cui accennavamo prima, per esempio il computer. Io lavoro con la matita in mano ma che è uno strumento abbastanza raro per chi cominica adesso. Le cose mutano, ed è giusto che sia così. Solo, mi auguro che la seduzione tecnica del mezzo non finisca con il sostituire la creatività. Credo che ci sia questa possibilità, in effetti, ovvero che la tecnica si sostituisca in parte alla ricerca personale: non è un grido di allarme, ci mancherebbe, più che altro una riflessione personale che mi capita di fare ogni tanto. I nuovi strumenti di lavoro sono indubbiamente mezzi affascinanti ma forse c'è il rischio che ci si perda un po' nel gusto di cambiare, rivedere, allungare un disegno (occupazioni che, manualmente, sono molto meno attraenti) perdendo di vista il lavoro che si suppone ci sia dietro. Personalmente mi auguro che, di fondo, la pietra di volta rimanga sempre la creatività del singolo autore. Si vedrà. Noi, e parlo dei disegnatori della mia generazione, la nostra parte l'abbiamo fatta. Adesso auguro buon lavoro ai giovani e soprattutto auguro loro tutte le possibilità per esprimersi al meglio.

Sabato, 3 Giugno 2006

messaggio da C.Di Clemente - 03/06/2006 07:41
Komix.it ospita un'intervista a Paolo Parisi, autore della recente graphic novel "Chernobyl, di cosa sono fatte le nuvole". Un estratto:
La cosa più difficile è stata trattare un argomento così delicato come quello del disastro al reattore nucleare di Chernobyl senza cadere nella retorica e banalità. È stata una scelta difficile, ma ben calcolata e riuscita. Il lettore va saputo trasportare. Deve riuscire a entrare nel mondo che stai raccontando. Deve distaccarsene solo dopo aver finito il libro. Io riesco a fare questo usando un segno estremamente sintetico e scegliendo lunghe sequenze "mute", senza dialoghi né didascalie, lasciando che il silenzio diventi narrazione autonoma, pura.

Giovedí, 1 Giugno 2006

messaggio da C.Di Clemente - 01/06/2006 02:00
Comicus ospita la prima parte di un'intervista a Federico Memola, in cui l'autore parla di Jonathan Steele, la sua creatura fantasy passata dalla Bonelli Editore alla Star Comics con non pochi cambiamenti. Un estratto:
La saga (non uso il termine "serie" di proposito) di Jonathan Steele racconta principalmente UNA sola cosa (e questo si può dire, ormai, credo -spero!- che sia chiaro): la storia d’amore fra due esseri umani, Jonathan e Myriam, che in pratica si ricercano, anche senza saperlo, persino oltre la vita. Questa è la base, il cardine incontrovertibile. Nella nuova serie, Myriam è una ragazza disinibita, libera e moderna, che ha avuto le sue esperienze e non si è fatta problemi in proposito; Jonathan, dal canto suo, ha avuto anche una storia con Jasmine. Ma, alla fine, i due sono tornati ancora una volta insieme, e ci resteranno, su questo non c’è dubbio. Tutto il resto che ruota attorno a loro può invece essere stravolto, anche radicalmente.

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