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Pagine correlate:

  Ombre nella notte
Codice: 224pp
Rating:
scheda di Michela Feltrin

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Claudio Nizzi
    Disegni/Copertina:
    Roberto De Angelis
    Lettering:
    Marina Sanfelice

    ALBO SPECIALE (Texone)
    g18 "Ombre nella notte" - 224pp - 04.07
    (5k)


In due parole. . .

Incaricati di rintracciare un medico di Boston scomparso nella mesa de los Pimas, Tex e i suoi pards si trovano coinvolti in un misterioso caso di rapine, di sparizioni di indiani e di orrende creature che agiscono con animalesca ferocia. Gli indizi e le tracce portano a una grande casa costruita ai piedi della mesa, dove un emerito scienziato conduce da lungo tempo dei terribili e strani esperimenti…


Note e citazioni

  • Il disegnatore di questo Albo Speciale è Roberto De Angelis, copertinista e colonna della serie fantascientifica bonelliana "Nathan Never". Dopo Galep,Ticci, Parlov, Capitanio, Milazzo e Brindisi, un altro illustratore di casa Bonelli viene dunque chiamato a cimentarsi con il Texone e a interpretare in modo... "personale" la figura di Tex.
  • L’impianto della storia si rifà esplicitamente a "Diablero!", avventura scritta da GianLuigi Bonelli e pubblicata nel 1972 (albi nn.135-137). Se non dovessero bastare le anticipazioni in merito offerte da Tex e Kit alle pagg. 72 e 73 del Texone, ricordiamo che il Diablero era stato descritto dallo stregone Mangos come "una persona malvagia che pratica la magia nera ed è capace di trasformarsi in animale" (n.135, pag.33) e che le vittime che il Diablero terrorizzava durante le notti di luna piena erano degli indiani, ossia gli Apaches Broncos che vivevano nella Sierra del Hueso. La differenza più evidente tra le due storie - a livello di puro impianto - è rappresentata dalla sostituzione della magia nera con la scienza: mentre nell’avventura del 1972 le trasformazioni erano causate da una misteriosa pozione preparata dalla diablera Mitla, le metamorfosi che avvengono nel Texone sono la diretta conseguenza di una serie di esperimenti di natura chimica condotti da un chirurgo dell’Est su degli ignari indiani Pimas.
  • L’autore degli esperimenti è Robert Stevens, un medico di Boston intenzionato a "isolare nell’uomo la parte buona da quella malvagia e a cancellare quest’ultima per sempre" (pag.166). La figura dello scienziato che si illude di sostituire la creatio hominis alla creatio dei e le considerazioni su Bene/Male e leggi divine si rifanno al racconto "The strange case of Doctor Jekyll and Mister Hyde" pubblicato da Robert Louis Stevenson nel 1886. Si noti tuttavia che la figura del mostro peloso e feroce, assai vicina al licantropo, è ripresa dall’iconografia popolare influenzata dalle trasposizioni hollywoodiane e non dal racconto di Stevenson. Secondo lo scrittore scozzese il male puro che Hyde incarna traspare all’esterno in qualcosa di indefinibile senza che il corpo mostri alcuna apparente deformazione.
  • Nella rubrica "Caro Tex…" a pag.4 dell’albo "El Paso" (Tex Nuova Ristampa n.117, agosto 2004) l’editore ribadisce che la storia presentata nel Texone è "perfettamente in sintonia con quello che i critici amano definire 'l’altro Tex'."
  • Anche in questa storia compare un personaggio nel ruolo di avvocato, una delle figure professionali presenti con maggior frequenza in questi ultimi anni nelle avventure scritte per Tex da Claudio Nizzi.
  • Nel prendere la decisione di andare a salvare la ragazza indiana rapita dall’uomo-scimmia (pagg.41-42), i Pimas mostrano una prudenza paragonabile a quella ostentata dai quattro pards nel Texone n.16 "I predatori del deserto", dove la risoluzione di non "abbandonare una damigella in pericolo" viene praticamente posta ai voti (pagg. 196-197).
  • I colpi sparati in aria da Tex e Carson a pag.58 ("… così se c’è qualcuno in pericolo prenderà coraggio." sic!) più che dare coraggio al carrettiere in fuga danno l’opportunità ai due banditi di trovare un nascondiglio (pag.63) e quindi di sfuggire allo scontro con i pards. Una situazione simile si era verificata nell’ultimo MaxiTex "Figlio del Vento", dove gli spari in aria dei quattro pards avevano indotto alla fuga un gruppetto di indiani.
  • Che la memoria di Carson non sia più quella di una volta è risaputo, ma il fatto di non ricordarsi del Diablero (pag.73) rappresenta una nota parecchio stonata, quasi quanto quella a pag.11 dell’albo n.511 "Ritorno a Culver City", dove Tex si scorda di aver parlato ai pards del suo passato.
  • Alle pagg.83-89 la vicenda viene movimentata da una figura immancabile nelle sceneggiature nizziane: l’uomo che origlia.
  • A pag.121 la domanda furtiva di Leo Valance desta immediatamente i sospetti di Tex: il Tex "buon conoscitore di uomini" è estremamente raro di questi tempi e normalmente poco convincente, tanto da rendere indispensabile una sorta di spiegazione multipla che coinvolge la didascalia, il disegno, il pensiero di Tex, il dialogo con Valance, il dialogo tra Valance e Kaiva, il successivo dialogo-spiegazione con i pards (pagg.125-126), nonché il commento di pag.146. Non dimentichiamo inoltre lo scambio di battute di pag.128 tra Tex e il politicamente-corretto avvocato Ferguson, che viene da Tex rassicurato circa l’infallibilità del fiuto texiano e la correttezza nell’adozione di certi metodi pesanti destinati ai soli colpevoli.
  • "Attenti a non colpire il padre di Thomas!" dice Tex a Carson e a Kit poco prima che i tre pards inizino a crivellare il dottor Stevens/Hyde intento a strangolare Ferguson steso a terra a circa due metri di distanza (pag.216): se questa è un’espressione della stima che il Tex di Nizzi ha per Carson e Kit, allora capiamo perché Kit sia quasi sempre confinato nella riserva Navajo e Carson risulti indispensabile solo nella ricerca dei ristoranti.
Incongruenze
  • Segnaliamo come incongruente con il carattere di Tex la frase da lui pronunciata a pag.36: “Non possiamo deludere il nostro amico Allan, anche perché, un giorno o l’altro, potremmo essere noi a dovergli chiedere un favore.” Il tipo di eroe che Tex incarna non accetta gli incarichi per ragioni di calcolo o di interesse personale, bensì per servire la Giustizia. Dobbiamo purtroppo constatare che questa abitudine al calcolo si è ormai consolidata nel Tex di Claudio Nizzi: bastino come esempi il Texone dello scorso anno "Mercanti di schiavi" (pag.23) e il già citato "Ritorno a Culver City" (pag.8). Tale abitudine contagia a volte anche le comparse, come testimonia la frase pronunciata da Tonito a pag.41.
  • A pag.74 (terza striscia) e a pag.76 (seconda striscia, prima vignetta) De Angelis disegna Carson al posto di Tiger. In realtà Carson rimane a fare compagnia all’atterrito carrettiere mentre Tex, Kit, Tiger e l’avvocato Ferguson si recano sul luogo dell’agguato.
  • Dopo aver studiato il terreno e scoperto le tracce della presenza di due uomini, responsabili della sparizione delle creature eliminate dal conducente, i quattro pards proseguono verso Tubac insieme a Ferguson e al carrettiere. Nessuno di loro ritiene opportuno seguire le tracce dei due uomini (pag.78), complici di una tentata rapina e di un omicidio.
  • Durante il breve colloquio con il dottor Stevens (pagg.114-116) nessuno dei presenti si prende la briga di domandare al dottore il motivo della mancata risposta alla lettera con la quale l’avvocato Ferguson chiedeva notizie riguardanti il padre (si veda pag.32).
  • A conclusione del colloquio tra il sospettoso Tex e l’insospettito Valance, Tex ottiene dallo stesso Valance le indicazioni per raggiungere i due villaggi Pimas. Nonostante Tex abbia “la precisa sensazione che Valance sappia parecchie cose su quella banda, ma che intenda tenerle per sé” (pag.126) egli non prende nessuna precauzione: segue pari passo il percorso suggeritogli e non si preoccupa di stabilire dei turni di guardia.
  • Invece di approfittare della dabbenaggine di Tex e di usare i fucili contro due avversari addormentati e ben illuminati dal fuoco del bivacco, Valance e Kaiva lanciano all’attacco gli uomini-scimmia, subito falciati a pistolettate (pagg.132-136). Ben decisi a non sfruttare neanche la successiva imprudenza di Tex (impegnato a conversare con Ferguson, pag.137) i due banditi mettono mano ai loro fucili con un certo ritardo, offrendo una poco convincente prova di tiro a breve distanza (in ciò imitati dallo stesso Tex a pag.143).
  • Convinto che Valance ormai “farà di tutto per tenersi alla larga” (pag.170), Tex non prende precauzioni di sorta nemmeno sulla via del ritorno cadendo in un agguato che fallisce solo per la (solita) scarsa mira dell’avversario e per la provvidenziale decisione dei pards (evidentemente più cauti di Tex) di non rifare la pista al ritroso e di prendere una scorciatoia.
  • Nell’episodio della roulette russa con pistola scarica, alle pagg.185-188, l’elaborazione della scena e la costruzione dei dialoghi ci presentano un Tex gretto ben lontano dallo stile che contraddistingue il comportamento del personaggio bonelliano. Nel trattare con un delinquente di mezza tacca il vecchio Tex passava spesso dal pestaggio alla minaccia di morte (con pistola carica), arrivando persino a sparare a pochi centimetri dal malcapitato per indurlo a parlare. Un modo di agire diretto, spiccio, violento, spesso spietato, ma certamente non subdolo e compiaciuto. La sgradevole sensazione suscitata da queste poche pagine è paragonabile a quella provata nel vedere Tex umiliare un avversario ormai sconfitto alle pagg.215-216 del già citato "Figlio del Vento".
  • Nonostante l’avvertimento di Sammy (“…voi state pronti. Queste bestiacce sono imprevedibili.”), la reazione dei quattro pards alla furia dell’uomo-scimmia non è affatto pronta, né tanto meno efficace: per non rischiare di colpire Sammy da distanza ravvicinata (pag.199) Tex lascia che il mostro gli spezzi il collo, decidendosi a intervenire quando ormai non esiste più alcun rischio.
  • A pag.200 Tex esplode due colpi di pistola verso l’uomo-scimmia, ma la seconda vignetta della prima striscia di pag.201 mostra il cadavere con tre fori di proiettile (segnalazione di Giorgio Loi).
  • A pag.212 non si spiega perché il dottor Ferguson faccia uscire tutti dalla stanza prima di iniettare l’antidoto a Stevens, facendo addirittura chiudere a chiave la porta. Sarebbe stato più sensato poter contare sulla protezione di quattro uomini armati, a meno che Ferguson non avesse già saputo cos’era successo a Sammy circa mezz’ora prima…
  • A pag.220 il dottor Ferguson conferma che la situazione di Stevens gli era nota sin da tre mesi prima, cioè da quando aveva ricevuto la richiesta di aiuto del suo vecchio amico e collega e aveva deciso liberamente di raggiungerlo per elaborare insieme a lui un nuovo antidoto. Viene allora da chiedersi per quale motivo il dottor Stevens abbia cercato di far credere che Ferguson non era mai arrivato alla villa (pag.85), lo abbia tenuto prigioniero (pag.163) e non abbia dato risposta alla lettera del figlio di Ferguson (pag.164).
La frase
  • "Andiamo a vedere chi sono gli allegroni che stanno facendo questo concerto. E facciamoci sentire, così se c’è qualcuno in pericolo prenderà coraggio."
    Tex, pag.58


Personaggi

Tex, Carson, Kit, Tiger dottor Henry Ferguson medico di Boston Esperanza locandiera di Tubac marito di Esperanza Avvocato Thomas Ferguson figlio di Henry Cavallo Zoppo capo dei Pimas Towoka sciamano dei Pimas Azeema [+] e sua madre Makita indiane Pimas Tonito [+] promesso sposo di Azeema José [+] e Chavez conducenti del carro sceriffo di Tubac Miguel Fernandez stalliere di Tubac dottor Robert Stevens [+] chirurgo e chimico, autore degli esperimenti sugli indiani Pimas Alfred domestico personale del dottor Stevens Leo Valance, Sammy e Kaiva [+] uomini di casa Stevens e organizzatori delle rapine Yorgas, Yanos, Yamas, Yablos e Yonath [+] pastori Pimas trasformati in uomini scimmia Juanito pastore Pimas ed ex uomo scimmia salvato dall'antidoto del dottor Ferguson

Locations

Villaggio di Tubac Arizona Saloon di Tucson mesa de los Pimos pista che da Tucson conduce a Tubac casa del dottor Stevens ai piedi della mesa dei Pimas Villaggio dei Pimas guidati da Cavallo Zoppo

Elementi

Fantastico Metamorfosi umane Antagonismo tra scienziati Violazione delle leggi divine Rapine Sparizioni di indiani
 

 


 
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