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" Eroe per caso"


Pagine correlate:

L'uomo che giocò col destino
recensione di Fernando Congedo



TESTI
Sog. e Sce. Mauro Boselli    

Chi era Blue Diamond?
Riscaldato dal fuoco che ne illumina il volto segnato dal tempo, il vecchio Tihkan risponde malvolentieri, narrando le gesta di una creatura malefica: di un demonio in carne ed ossa in grado persino di fuggire dalla dimora dell'Ossuta Signora.
I custodi della legge, vinti da un innato pragmatismo, risparmiano il fiato indicando uno schizzo inchiodato alla parete: l'avviso di taglia, oltre alle formule rituali, elargisce ulteriori dettagli: "predone e spietato assassino".
Abile nel non farsi irretire dal tentacolare fascino dei falsi miti, la storia parla di un bandito dai riflessi decisamente lenti, messo nel sacco da un trucco datato.
Tre ritagli di un unico ritratto, dunque: non combacianti. Per nulla un gran problema, sia chiaro: vomitando piombo, le mani di Tex hanno chiuso la questione.

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Tex, l'implacabile
(c) 2003 SBE
   
 

Tuttavia, volteggia greve ed instancabile la sensazione che nelle frasi dell'indiano alberghi un fondo di verità. Già, Blue Diamond un pò diavolo lo era davvero: gli fu sufficiente la magia di una pallottola di rimbalzo per mutare in una splendida avventura quel che si presentava come un logoro canovaccio.

Quint l'aveva intuito, ma gli era stato detto che si sbagliava, che l'essere un buon giudice di cavalli non comportava l'automatica acquisizione della qualifica di affidabile conoscitore di uomini. Lo stalliere, affatto persuaso, continuò a battere la pista e a seguire le tracce. E nell'attimo in cui la maschera di "Fast" Dan Macrea rotolò giù svelando i connotati di mister Reynolds, il suo sospetto assunse le fattezze di una granitica certezza.

"... il destino lanciò il guanto di sfida; Dan lo raccolse..."
     

Giocatore e ladro di cavalli da quattro soldi: questa, in poche parole, l'autentica carta d'identità, l'essenza del giovane Dan; questo lo scoglio sul quale doveva trascorrere senza tanti sussulti la propria esistenza. Un perdente. Può un perdente pensare di poter cancellare tale marchio dal personale codice genetico in una mano di poker con la sorte? Non dovrebbe, meglio, ascoltare il parere di quel saggio che consigliava all'ostrica di non abbandonare mai la sua casa al mare?
In una calda giornata di luglio, il destino lanciò il guanto di sfida; Dan lo raccolse e col suo carico umano dal valore di cinquemila dollari si imbarcò alla volta di Fargo. La partita ebbe inizio.

Avventura dalla non complessa struttura narrativa, ottimamente ideata e costruita: bella, avvincente e, raro di questi tempi, divertente. Ad esclusivo uso e consumo di chi l'aspettava, ecco servita la pleonastica conferma che un limitato - rispetto al solito - numero di tavole non costituisce una causa impediente la nascita di un fumetto di prim'ordine.

Uno e centomila: la banda Diamond, esperta compagnia di artisti eclettici, pronti a deliziare i concittadini dello sceriffo Mathers con clarini ed armi bianche.
Affatto impresa da poco riuscire a mettere in scena con ordine ed equilibrio tanti personaggi, far si che ognuno potesse sfruttare il proprio istante di gloria in modo da regalare alla platea un repertorio che gli consentisse di distinguersi ed essere ricordato: lo spazio offerto dal palcoscenico era esiguo. Nomi azzeccati e dialoghi taglienti, gli artifici utilizzati dall'organizzatore dell'evento. Gli stessi che, in collaborazione con l'erlebte rede grafico di Andreucci, scolpiscono attori del calibro di Dan Reynolds e "Fast" Dan, di John Crowley, il giornalista, e Sara, destinandoli alla sala delle cornici dorate nella prestigiosa galleria dei character boselliani.

Miss Neeson, al pari delle altre donne che nobilitano e addolciscono lo skyline disegnato da saloon, Colt e ceffi d'ogni tipo nelle storie dell'autore milanese, lungi dal fungere da sensuale ornamento, è uno dei cardini intorno ai quali ruota l'intera vicenda: lei il collante che salda Macrea a Fargo, lei la scintilla che fa deflagrare nel corpo e nella mente di Dan quella virtù chiamata coraggio, capace di trasformarlo, questa volta sul serio, in un eroe.

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Dan Reynolds
(c) 2003 SBE
   
 

Quando il destino mostrò le sue carte, mister Reynolds notò i titoli di coda scorrere veloci ai piedi dello schermo e capì che oltre il pelo dell'acqua respirava ormai soltanto la "o" della parola naufragio. Ma gli dei che governano i domini della fantasia, applicando le proprie leggi, così diverse da quelle che reggono il mondo reale, lo vollero proteggere e come ancora di salvezza stamparono per lui un asso sul cui sfondo bianco riluceva la stella a cinque punte del Corpo dei Ranger.

Tex si alterna con Dan nel vestire i panni del protagonista: impostazione logica, che favorisce il pieno manifestarsi della sua grandezza. Letale ed implacabile sin dal principio, una volta ridato alla vita dai due messi del Grande Spirito e pronto a sputar sentenze per bocca della "45", Aquila della Notte chiude il conto con i fuorilegge, restituendo la cittadina alla sua consueta ed operosa tranquillità.
L'inatteso quanto prezioso aiuto fornitogli dall'innamorato di Sara è solo il punto che decreta conclusa la naturale maturazione psicologica di quest'ultimo, giammai un'ombra sugli indiscussi meriti del ranger.

Fargo. Fioche luci accolgono la notte scesa a dar quiete agli abitanti, mentre nella main street dolcemente danza nel fresco vento dell'estate la pagina della "Gazette" in cui si racconta la leggenda dell'uomo che giocò col destino...



DISEGNI
Stefano Andreucci    

Disegnare Tex è un esame difficile da affrontare e superare, una prova da far tremare i polsi: quelli di Andreucci, esordiente nello staff texiano, quasi non lo hanno fatto. Con classe e personalità, facendo leva sull'eccellente intesa con lo sceneggiatore cementatasi sugli albi di Zagor, l'autore confeziona tavole di qualità, dove le immagini traducono in un esatto bianco e nero il linguaggio dei testi.

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La sensuale Sara Neeson (c) 2003 SBE

Tratto e soluzioni tecniche ispirati ad un evidente realismo - figlio legittimo, per parte di madre, di un' adeguata documentazione fotografica - partoriscono personaggi ed ambientazioni definiti con cura. Su tutte primeggiano la caratterizzazione della bellissima Sara e quella, duplice, di Dan.

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Crowley, il giornalista
(c) 2003 SBE
   
 
Manipolando con maestria i muscoli facciali e gli occhi, spesso fatti recitare nel buio proiettato dai copricapo, il giovane disegnatore evita la trappola di una mimica piatta e usuale, realizzando, per contro, espressioni che colpiscono per forza e dinamismo.

Buono il suo Tex, duro, ironico, inesorabile, il cui volto si rifà al modello firmato da Villa.
Fuori dai primi e primissimi piani, le pistole ed i loro calci in particolare costituiscono per Andreucci un problema da risolvere: questo aspetto ed alcuni visi e vignette prodotti un pò troppo frettolosamente, non pregiudicano in ogni caso un lavoro di notevole livello.



GLOBALE
 

Il West è un diamante dalle infinite sfaccettature: tante ancora attendono chi possa descriverne la straordinaria bellezza.
"Eroe per caso" ha coronato il sogno di una di esse.

 

 


 
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