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Pagine correlate:

  Il lungo viaggio
Codice: [336] 220pp
Rating:
scheda di Giorgio Loi

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Claudio Nizzi
    Disegni/Copertina:
    José Ortiz / Claudio Villa
    Lettering:
    Renata Tuis

    SERIE REGOLARE
    n515 "Il lungo viaggio" - 110pp - 03.09
    n516 "La cripta" - 110pp - 03.10
    n517 "Il serpente piumato" - 110pp - 03.11
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In due parole. . .

Tex e Carson sono in Messico, in compagnia del professor Doberado, sulle tracce di un favoloso tesoro azteco tra oscure cripte, suggestivi scenari esotici, indiani Yaquis e un inusuale viaggio in mongolfiera. Ma il tesoro fa gola anche a una banda di uomini senza scrupoli.


Note e citazioni

  • L'ambientazione di questa storia è tipica della narrativa avventurosa per ragazzi di cui Emilio Salgari si può considerare un caposcuola. In particolare il Messico (come il Canada sul fronte nordico) è una terra che ben si presta, nella saga di Tex, all'inserimento di tematiche esotiche.
  • Tex e Carson si trovano nuovamente coinvolti in una spedizione archeologica. La prima volta, sempre in Messico è stata nel n.269 "Il segreto della Sierra Madre".
  • E' anche la seconda volta che affrontano un viaggio in mongolfiera. Il precedente risale al n.256 "Uno sceriffo nei guai".
  • Il professor Doberado, amico di El Morisco, si era già incontrato con i due pards nel n.328 "La nave perduta".
  • Questa è la quarta volta che Tex e Carson finiscono in galera (sic) negli ultimi mesi, tre delle quali in terra messicana. Ogni volta ne sono usciti per un intervento esterno. Considerato che si tratta di uomini di legge la cosa è quantomeno curiosa.
  • Anche stavolta, come in innumerevoli altre negli ultimi anni, i piani di Tex sono scoperti da qualcuno che origlia fuori dalla porta (senza che Tex si accorga di nulla, ovviamente). A questo punto Tex dovrebbe prendere seriamente in considerazione l'idea di smettere di esporre i suoi piani a voce alta o, quanto meno, di usare il dialetto navajo! ;-)
  • Nel prologo del n.515 Ortiz usa un espediente grafico, la bordatura nera delle vignette, finora mai usato in un albo di Tex.
  • Sorvegliando le rovine del forte di San Esteban sull'isola Tiburòn Tex rievoca gli avvenimenti di tanti anni prima, quand'egli, Lupe e Drigo vi penetrarono per liberare Montales che vi era tenuto prigioniero. Immaginiamo che Tex ricordi Lupe con particolare tenerezza poiché fu la sola donna, a parte la moglie Lilyth, ad avere l'ardire di chiedergli di sposarla! ;-) Tutto questo è narrato nei nn.6-7.
  • Per due volte Tex e Carson ricevono un aiuto risolutivo da... un topo! La prima nel n.515, la seconda nel n.517.
  • Le trappole predisposte dagli Aztechi a protezione del tesoro sottintendono che questo antico popolo padroneggiasse una tecnologia evoluta, anche se non fantascientifica come sostenuto da certi filoni che collegano le origini della cultura azteca addirittura ad Atlantide.
Incongruenze
  • Nel n.515, durante l'assalto al treno, Tex e Carson tengono un comportamento senza senso. Prima sparano addosso ai banditi dal finestrino, poi, una volta che questi sono sul treno, mettono via le armi per non mettere in pericolo i passeggeri. A parte che in questo modo i passeggeri si sono trovati alla mercé dei banditi, quindi molto più in pericolo, ma da parte di Tex e Carson non ha alcun senso abbassare le armi di fronte a delinquenti armati e con il dente avvelenato per aver perso alcuni compagni proprio per mano loro. Avrebbero potuto farsi ammazzare sul posto senza poter opporre alcuna resistenza, poiché non avevano alcun motivo per ritenere che i banditi avessero intenzioni differenti (nemmeno l'abusatissimo e ingenuo "prendeteli vivi"). Solo un'altrettanto ingiustificata decisione dei banditi, quella di ammazzare i due pards fuori dal vagone (per "non impressionare le signore"?, ma andiamo!) consente loro di salvarsi la pelle.
  • Sempre nel n.515 l'inseguimento a rotta di collo di Tex e Carson per prendere il treno non è giustificato, trovandosi ad appena due ore da Chihuahua e potendo montare su due buoni cavalli (di cui ne perdono uno proprio per inseguire il treno).
  • Nel n.516 a pag.60 Tex tenta di corrompere i banditi che minacciano lui e i suoi amici, offrendo loro il doppio della somma che essi avrebbero ricevuto dal loro mandante. Per quanto possa trattarsi di una manovra diversiva, non ci pare una frase in linea con la psicologia di Tex. In passato Tex ha trattato con i delinquenti, ma sempre da una posizione di vantaggio (solitamente per ottenerne collaborazione), mai per salvarsi la pelle: è una questione d'orgoglio, che diamine!
  • Tex decide di giocare a carte scoperte con Buchanan, e questo rientra perfettamente nel suo classico modo di agire. Però non si preoccupa del fatto che così facendo espone il povero professor Moreno alla rappresaglia dei malviventi, che infatti lo pestano ben bene per farsi svelare le mosse dei due rangers. Più ancora che ingenuo, anche in questo caso il comportamento di Tex è irresponsabile (facendo il paio con la loro arrendevolezza sul treno).
  • Durante l'esplorazione della cripta, nel n.516, abbiamo un sole a luce intermittente. Dall'inizio della giornata all'assedio dei banditi dovrebbero essere passate non più di cinque ore, eppure a pag.67 vediamo chiaramente che è scesa la notte. Dopo un'altra ora Tex e soci escono dalla cripta ed è giorno, come nota Tex stesso a pag.75. Il giorno dura fino a pag.78, quando ripiomba improvvisamente la notte, ma passa un'altra mezz'ora ed ecco che a pag.86 ritorna un bel sole splendente! Una bella confusione, non c'è che dire.
  • Nel n.517, pag.82, terza vignetta, l'esterno è completamente al buio mentre l'interno della stanza segreta appare luminoso alle spalle di Tex, come se si trattasse di una scena notturna; la vignetta successiva mostra, correttamente, l'esatto opposto.
  • Nel n.517, pag.52, Naco rivolge a Tex queste parole: "La tua fama è giunta fino ai nostri villaggi nella Sonora, quando incontravamo i cugini Apaches". Intanto gli Yaquis sono sempre stati tradizionali nemici di Tex e dei Navajos, quindi tutta questa benevolenza avrebbe richiesto quanto meno una spiegazione convincente. Secondariamente Yaquis e Apaches non sono affatto "cugini", perché i primi sono di origine Azteca mentre i secondi sono Athapaskan, come i Navajos (segnalazione di Aurelio Sangiorgio)
  • Nel prologo ci viene raccontato che i tagliapietre dell'imperatore scolpirono sulla sommità di un isolotto una grande testa di serpente, impiegandoci un numero imprecisato di settimane, mentre il tesoro veniva depositato all'interno di una grotta naturale. Ci viene però difficile accettare che gli stessi tagliapietre, anche se aiutati dai soldati, siano riusciti a ricavare quell'immensa sala che Tex scopre nel n.517, pag.78; una sala tra l'altro completamente decorata, con tanto di colonne, e per di più dotata di trappole meccaniche a protezione del tesoro. Nemmeno con le tecnologie odierne sarebbe possibile ricavare una simile opera architettonica in poche settimane; figuriamoci a quei tempi, con i mezzi di fortuna di cui sicuramente l'imperatore si sarà dovuto accontentare, essendo fuggito a bordo di una singola nave.
  • Nel n.517, pag. 109, Tex spara a Buchanan ferendolo alla spalla sinistra. Non sarebbe la prima volta che Tex spara solo per disarmare e non per uccidere, ma la spalla è quella sbagliata perché Buchanan impugna la pistola con la destra (e infatti, subito dopo, si scaglia contro Tex sparando all'impazzata). Dobbiamo concludere che... Tex ha sbagliato mira da pochi metri, stando ben piantato sulle gambe e con tutto il tempo di prendere la mira. Per amore del personaggio la registriamo come incongurenza, altrimenti ci sarebbe poco di che stare allegri.
La frase
  • "Ho sorvolato zone del pianeta piuttosto primitive, e durante certe soste notturne mi è capitato spesso di dovermi difendere dall'assalto di selvaggi antropofagi o dall'attacco di belve feroci... e posso garantirvi che è stato un autentico spasso!"
    Ingegner Palomares, n.517, pag.36


Personaggi

Tex Carson Tacho Montoya [+] capobanda messicano Montales governatore di Chihuahua e grande amico di Tex Professor Doberado amico comune di El Morisco e di Tex e Carson Manuel Ruidoso direttore della biblioteca universitaria di Città del Messico Héctor Lima [+] assistente di Ruidoso George Buchanan [+] contrabbandiere d'arte, titolare del "Mexican Art Institute" Jacobo Vargas infermiere all'ospedale di Città del Messico Dottor Medina complice di Buchanan Harry [+] braccio destro di Buchanan Vegas segretario dell'alcalde di Città del Messico, amico di Montales Ramirez [+] bandido al soldo di Buchanan Justino Moreno titolare della cattedra di fisica e chimica all'università di Città del Messico, amico di Doberado Carlos sgherro di Buchanan Gonzalo portiere dell'università di Città del Messico,complice di Buchanan Hipòlito Palomares, ingegnere esperto in aerostati, amico di Moreno e Doberado Naco capo di una tribù Yaqui emigrata sulla costa di Baja California

Locations

Stato del Chihuahua, Messico Chihuahua, capitale dello stato omonimo Palazzo del governatore di Chihuahua Ospedale di Città del Messico Studio del dottor Medina in Calle Bolivar, Città del Messico Mexican Art Institute, Città del Messico Rovine del Convento di San Xavier, fuori da Città del Messico Università di Città del Messico Arcipelago, golfo di California

Elementi

Conquistadores spagnoli Civiltà Azteca Tesoro antico Assalto al treno Archeologia Pallone aerostatico Indiani Yaquis
 

 


 
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