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" Oppio!"

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Eva

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Aspettando El Morisco..
recensione di Marco Migliori

Teatranti si', ma come doppio lavoro. Per arrotondare si possono fare i soldi come corrieri dell'oppio, in mezzo a cinesi, e a ranger ficcanaso..



TESTI
Sog. e Sce. Claudio Nizzi    

Cosa vedono i miei occhi: il classico cinese super-cattivone schiaffato in copertina nella penombra di una sala certamente addetta anche a inennarabili torture, visto il braciere di non promettente aspetto sito davanti a un Tex pronto a tutto.

Questo ci promette la copertina di Villa, mentre la storia in realta' parla di tutt'altro: un menage a trois, che si concludera' in mezzo a vari tradimenti, in un finale drammatico ma abituale.

A pag.42 del primo albo, entra in scena il "super-cattivone", che in realta' avra' un ruolo del tutto marginale nella vicenda. Ed e' proprio questo, mi sembra, il punto dolente della sceneggiatura. Dal punto di vista della plausibilita', il furbo cinese ha tutto l'interesse a lasciar andar via senza interferire Tex e Carson dal teatro (pag.87), dato che il suo contatto con i corrieri (Rick), e' morto, e quindi la scelta di Nizzi è apprezzabile. Ma dall'altro lato, scrivendo la morte di Rick, si spreca (forse) una buona occasione per rinverdire i fasti di tante avventure di Tex, che alla fine non entra nemmeno nella questione iniziale dell'indagine di Jones: il traffico di oppio. Quasi a voler dire che nonostante la passione di Tex e Carson, il crimine persiste e insiste, basta che non attraversi direttamente la strada dei due ranger.

Rispettati tutti gli stereotipi di Tex sui cinesi:

  • nella migliore tradizione di Tex, i cinesi sono dappertutto: anche al teatro di Gunnison, dietro la porta ad origliare c'e' un uomo delle pulizie cinese. Gente infida i cinesi, ma posti in secondo piano in quest'albo tutto incentrato sul tradimento.

  • il capo dei malvagi e' sempre in una sala nascosta, a cui si accede tramite una casa da te, o una casa da gioco, seduto su una sorta di trono nella sala delle udienze. In effetti questi capi cinesi, sembrano in perenne attesa di qualcuno che entri chiedendon udienza per annunciare l'arrivo di Tex.

    Naturalmente Tex e Carson non possono nemmeno toccare con un dito una donna (pag.101 primo albo), figuriamoci ucciderla! E per questo provvidenzialmente :-), la stessa imbocca con un carrozzone, un specie di sentiero di montagna sufficientemente alto da permettere la caduta mortale sul torrente sottostante. Fosse la prima volta..



    DISEGNI
    Andrea Venturi    

    Non posso dire che questi disegni siano brutti: i personaggi sono ben caratterizzati, dal diabolico gobbo al fascinoso Rick; Tex e Carson sono disegnati bene; buona la dinamicita' dei movimenti; non male l'uso insolito di certe prospettive; gli ambienti non sono male.. Con tutto cio' non riesco tuttavia ad appassionarmi al tratto di Venturi.

     
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    la contesa Eva
    disegno di Venturi (c) 1998 SBE
       

    Sara' colpa di Eva? Dipinta nella sceneggiatura come la meta di qualsiasi uomo della compagnia teatrale, Eva viene disegnata come donna prosperosa, ma non certo invitante.. Ma no, non e' colpa di Eva perche' ritengo questa caratterizzazione positiva: da un tocco di realismo alla storia, calandola nella realta' di un West in cui le donne scarseggiavano, e belle o brutte che fossero, erano certo molto ricercate.

    Quel realismo che viene poi a mancare nel disegnare un teatro strapieno in una cittadina del West (che chissa' se poteva ospitarne uno!). Peccato veniale, in quanto caratteristica di tutta la saga di Tex che rispetta punto il realismo nelle ambientazioni cittadine, sempre piu' popolate della realta'.



    GLOBALE
     

    Complessivamente non e' una brutta storia: semplicemente non dice molto. Sarà perche' le mie aspettative erano basate su un gran ritorno delle atmosfere da quartiere cinese, su cui tante belle storie erano incentrate. Sta di fatto che si accoglie la fine come qualcosa di scontato, anche se apprezzo che Nizzi non abbia tirato in lungo l'avventura, e l'abbia chiusa quindi in sole (per Tex) 150 pagine, mantenendo tutto sommato un ritmo discreto che ci ha reso ben leggibile la storia.

    Un riempitivo, in attesa di leggerci il ritorno di El Morisco, in cui mi sembra che Boselli abbia messo anche troppa carne al fuoco.
     

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