Salta direttamente al contenuto

Pony Express

La fatica di essere eroi
Scheda di  |   | tex/


Pony Express
Tex 73-75


uBCode: ubcdbIT-TX-73b-75

Pony Express
- Trama

Nel corso di un'indagine sui crimini commessi dalla banda Blackburn, Tex e Carson mandano avanti Kit sulla pista per Denver. Il giovane incappa in una serie di sfortunati eventi e viene catturato dagli indiani Comanches, che insieme ai Kiowas minacciano d'infuocare il territorio tra l'Arkansas e il Cimarron, grazie anche alle armi fornite loro da Blackburn. Kit riesce a fuggire e ad informare Tex e Carson dell’attacco che gli indiani vogliono sferrare al deposito della "Overland". Coordinandosi con l’esercito, Tex trasforma il progettato massacro in una sconfitta per Comanches e Kiowas e si dirige subito dopo a Denver dove ritrova le tracce di Blackburn e lo smaschera, ponendo fine alle attività criminose dell'uomo che voleva diventare il pezzo grosso di Denver.

Valutazione

ideazione/soggetto
 5/7 
sceneggiatura/dialoghi
 6/7 
disegni/colori/lettering
 4/7 
 75
data pubblicazione Nov 1966 - Gen 1967
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbGiovanni Luigi Bonelli
copertina di ubcdbAurelio Galleppini (Galep)
disegni (matite e chine) di ubcdbVirgilio Muzzi
copertine
Tex 73<br>Copertina di Aurelio Galleppini<br><i>(c) SBE 1966</i> Tex 74<br>Copertina di Aurelio Galleppini<br><i>(c) SBE 1966</i> Tex 75<br>Copertina di Aurelio Galleppini<br><i>(c) SBE 1967</i> Edizioni Tex 73b-75<br><i>(c) degli aventi diritto</i> con la collaborazione (ai disegni) di ubcdbAurelio Galleppini (Galep)

Annotazioni

Una giornata nera

Chissà se è stata questa storia a rendere definitivamente indigesto il giovane Kit a molti lettori texiani; chissà se sono state queste quasi centotrenta tavole di Kit senza Tex, corrispondenti a cinque albetti settimanali da ottanta strisce. Cinque settimane: un'eternità - immagino - per gli avidi lettori degli anni Sessanta, con così tante strisce, ma così poco Tex (lui e Carson compaiono in due sole scene prima che Tex torni in azione da protagonista).

E dire che in questa storia, più forse che in tutte le successive di G. L. Bonelli, Kit è degno del nome che porta.

Non quanto a fortuna, certo, visto che gliene capitano di tutti i colori: un serpente a sonagli gli uccide il cavallo e lo appieda su una pista polverosa, la diligenza che lo soccorre viene rapinata, la stazione di cambio incendiata («Peste! Questa è decisamente la mia giornata nera!») e la sua corsa come Pony Rider viene fermata dai Comanches, armati dal rinnegato Blackburn. Da questo momento in poi comincia per Kit una sorta di calvario, che ha il suo apice nella "corsa dei bastoni" e il suo epilogo nella drammatica fuga notturna, calvario che Gian Luigi Bonelli accompagna da par suo, con delle didascalie quasi liriche, di grande impatto emotivo.

La Fortuna - per fortuna - non abbandona mai del tutto un Willer: Kit trova alcune tracce della banda Blackburn («A quanto pare la fortuna mi è sempre amica, poiché nonostante le ultime traversie, mi ha condotto sulle tracce fresche della banda!») e, al campo dei Comanches, perfino un angelo custode (l’aiutante "magico" delle fiabe?), che lo salva da morte sicura.

Ma è nel coraggio indomito di chi non teme la morte e si fa beffe degli avversari, nell’ostinazione con cui continua a lottare e tentare, nella forza datagli dell’impossibilità di cedere, nella sua "straordinaria forza di volontà", che Kit è figlio di Tex.
Un Kit ancora ragazzo ma purtuttavia maturo e ben consapevole della grandezza irraggiungibile del padre, a cui rende omaggio nella minaccia, quasi un proclama, che rivolge a Lunga Lancia (pag.87 del n.74).

L’incontro di "famiglia" a Ghost Hole vede l’uscita di scena di Kit, affidato a Carson, e il ritorno di Tex, quasi un passaggio di consegne. La storia riprende sui binari classici: agguantato il traditore rinnegato e sventata la minaccia rappresentata dagli indiani, rimangono una città da ripulire e un pezzo grosso da smascherare, missioni che Tex porta a compimento con la determinazione e la concretezza che gli sono proprie. Poco prima che si scateni quello che sarà un "autentico inferno", i tre pards si ritrovano riuniti, dando modo a Tex di mantenere la promessa fatta a Carson, perché "è giusto che il ragazzo abbia la sua rivincita" (pag.123).

Una storia divisa in due; avrebbe potuto essere questo un sottotitolo alternativo per un’avventura così singolare, costituita da una prima parte drammatica, quasi tragica, che vede l’eroe (figlio) affrontare una serie di dure prove, e da una seconda parte più genuinamente texiana, a tratti goliardica, in cui l’eroe (padre) sbaraglia gli avversari e vince, riparando i torti di tutti insieme al figlio, che così vendica i suoi.

Edizioni

Edizioni Tex 73b-75


(c) degli aventi diritto

Edizioni Tex 73b-75<br><i>(c) degli aventi diritto</i>
  • Tex Nuova Ristampa
    Ristampa dal 2002.02 al 2002.04
  • Tex - Collezione storica a colori (I fumetti di Repubblica - L'Espresso)
    Ristampa nel n. 35 Il tesoro del pirata e nel n. 36 La freccia nera.

Note e citazioni

  • Quest’avventura di Tex venne realizzata graficamente da Virgilio Muzzi con la collaborazione di Aurelio Galleppini. La storia apparve originariamente negli albi a striscia n.17-24 della Serie Pueblo (1965), corrispondenti alle tavole che vanno da pag.115 del Tex Gigante n.73 a pag.77 del n.75 (cfr. Cavalcando con Tex, Volume 2, pag.185, Edizioni Little Nemo, Torino, 1999).
  • A pag.70 dell'intervista a Virgilio Muzzi in "Tex disegni e disegnatori - Analisi cronologica delle prime quarantamila strisce di Tex" (edito da F. Bosco e R. Vallasciani, 1994, pag.69-71), alla domanda «Ci tolga una curiosità: non ha mai fatto lavori in cui lei faceva le matite e Galep i ripassi o viceversa?» il disegnatore di Codogno risponde: «No, mai successo, Galleppini ha sempre e soltanto messo le teste ai miei disegni.» Nella pagina precedente Muzzi aveva precisato che si trattava delle teste del solo Tex.
  • A tale proposito, a pag.120 di Tex (G. Brunoro, A. Carboni, A. Vianovi, Glamour International Production, 1994), Virgilio Muzzi racconta che "il Tex di quel periodo doveva necessariamente avere una linea unica e facilmente identificabile nel Tex di Galep. C’era la paura o il timore che a disegnare un Tex diverso, il lettore rimanesse sconcertato dalla novità. E allora Galep rifaceva le teste delle mie storie e io dovevo per forza di cose adeguarmi al suo stile. [...] La mia non è una critica [...] ma soltanto una constatazione."
  • Kit agisce da solo per tutta la prima parte della storia, Tex e Carson, dopo un paio di brevi apparizioni negli episodi Sangue sulla pista e Al campo dei Comanches, entrano veramente in azione solo a partire dalle ultime strisce di Il villaggio degli spettri (nota di Carlo Monni), ossia da pag.109 del n.74.
  • A pag.15 del n.74 Kit firma il registro dei Pony Riders come "Kit Smith" e si dichiara orfano («Niente parenti, Brett!»).
  • A pag.32 del n.74 Tex dice al Colonnello che lui e Carson sono "troppo conosciuti" a Denver, giustificando in tal modo la scelta di avere mandato Kit in avanscoperta.
  • Il trafficante d'armi Max Madoc, che fornisce armi e munizioni a Blackburn, agisce sotto copertura, spostandosi su un carrozzone che reca la scritta "Elisir Excelsior" in compagnia di un aiutante negro (pag.19 del n.75).
  • Il cavallo che Kit perde all’inizio della storia potrebbe essere il mitico (ma non quanto Dinamite) Diablo? (segnalazione di Carlo Monni).
  • La bella sella borchiata di Kit - che gli viene rubata da uno dei complici di Blackburn durante la rapina alla diligenza - costituisce una presenza costante nella prima parte della storia, uno degli elementi che permette di far progredire le indagini: Kit trova una delle borchie della sella sul teatro della sparatoria in cui viene assassinato Madoc, la sella ricompare poi al campo dei Comanches e successivamente al posto di scambio della "Overland" dove la riconosce Tex. Lo stesso dicasi per la cicatrice alla mano destra di Blackburn, di cui Zumah parla a Tex (pag.46 -75) e che gli permetterà di smascherare definitivamente Charley Harrison detto "Big" Charley alias «L’inafferrabile Blackburn dalla lunga chioma e dai baffi da tricheco!» (Kit, pag. 72 n.74).
  • A pag.49 del n.75 Tex incontra Bill Davis, giornalista di Denver, e lo saluta in questo modo altisonante: «Toh! ... Il vecchio Davis, detto anche lo scudo della legge, e il difensore dei costumi!»
  • Da notare come, in una battuta, Davis sappia cogliere in maniera calzante la personalità di Harrison: «In quanto ad Harrison, anche se in questi ultimi anni ha imparato a vestirsi da ricco borghese, egli è rimasto ciò che era un tempo: un emerito tagliagole! Ha imparato anche a parlare ed a comportarsi con una certa educazione, ma ha un modo di sorridere che ricorda da vicino quello di una tigre.» (pag.65)
  • A pag.60 del n.75 parlando a proposito di Charley Harrison, il giornalista Davis cita la data "85" (1885) e dice che Harrison "si aggregò per breve tempo coi Dalton". I fratelli Dalton, che nella realtà storica operarono dopo il 1890, compaiono in una delle prime storie di Tex dal titolo La banda dei Dalton n.8, quando Tex è da poco vedovo di Lilyth; la loro presenza in quell'avventura costituisce quindi un anacronismo rispetto alla collocazione temporale classica delle avventure di Tex. Nella versione Tutto Tex il riferimento all’anno "85" scompare.
  • In occasione dell'intervista dal titolo "Tex: professione anarchico" rilasciata a M. Marcheselli e F. Spiritelli (in Fumo di China, n.13, febbraio 1982, Bologna, Comicdom, pag.31), G. L. Bonelli afferma: «Il senso della giustizia e della rivolta contro l’arroganza è istintivo in Tex: ecco perché picchia tanto sovente.» Tex picchia persino quando si trova in situazioni di palese inferiorità e lo stesso si può affermare di ciascuno dei suoi pards: si ribellano, colpiscono, dileggiano e talvolta minacciano. Questo istinto di attaccare il nemico pur (o proprio) essendo vicini alla morte - forse al fine di ottenere una sorta di vendetta anticipata - costituisce un elemento tipico del quartetto. In questa storia, benché già ferito due volte alla testa e con le mani legate, "Kit si scaglia a testa bassa contro Lunga Lancia" (pag.58 del n.74), pensando «Visto che hai l’intenzione di farmi passare dei brutti guai, prenditi questo!». Reimpossessatosi della pistola, al capo Comanche che lo minaccia di orribili torture, risponde: «Può darsi! Ma che importanza può avere tutto ciò visto che prima ch’io muoia Lunga Lancia starà già vagando nel paese delle Grandi Ombre?» Arrivato al campo indiano dopo la "infernale galoppata" (pag.61-65), colpisce con una ginocchiata uno degli indiani («Taci tu, vecchia squaw!», pag.67) e, legato al palo della tortura, insulta per ben due volte Blackburn (pag.70 e 84) per poi minacciare ancora Lunga Lancia (pag.87) immediatamente prima di affrontare la "corsa dei bastoni".
  • A pag.64 del n.74 entra in scena Zumah, un guerriero navajo cacciato dalla sua tribù per avere offeso lo stregone e gli anziani e poi accolto nella tribù comanche di Lunga Lancia; a mente di chi scrive si tratta dell'unica figura di "esule" della saga di Tex.
  • A pag.100-101 del n.74 - come fece in Un piano ardito (n.20 pag.51) con suo padre e come farà anche in Giubbe Rosse (n.124 pag.32 e poi pag.36) con Tiger - Kit rifiuta l’offerta di Zumah di coprirgli la fuga («O ci salveremo insieme ... o periremo insieme.») Tuttavia, stavolta, perché ferito e stremato e forse anche perché Zumah glielo chiede nuovamente "per amore" del padre, Kit acconsente e corre verso le montagne.
  • Lunga Lancia, il capo dei Comanches che aveva catturato Kit, sopravvive al fallito assalto al deposito della "Overland". Dopo essersi vendicati del complice di Blackburn che avrebbe dovuto farli entrare nel fortino (pag.87 del n.75), Lunga Lancia e i guerrieri superstiti decidono di tornare sulle loro terre. Tex ritiene di non inseguirli (e nemmeno lo fa la cavalleria, cfr. pag.31) e si reca a Denver per cercare colà eventuali tracce di Blackburn.
  • Mentre nella storia immediatamente precedente Sulla pista del Kansas n.73 il pezzo grosso di Abilene ricattava la figlia del proprietario della miniera d’oro, qui la "bella" della storia (Nita Montejo, "stella" del locale "Criterion") è in combutta proprio con il pezzo grosso della città, per conto del quale spia l’uomo che la corteggia e che la vorrebbe sposare, ossia Mart Owens (cfr. pag. 63 del n.75).
  • Nella versione Tutto Tex le copertine del maestro Aurelio Galleppini hanno subito diverse modifiche riguardanti l’intensità dei colori, i colori di titoli, sfondi e abiti dei personaggi, la centratura e la relativa riduzione delle immagini, i caratteri e la centratura dei titoli. In particolare si osservi che, nella versione originale della copertina del n.73, la camicia di Tex è rossa e non gialla, mentre un misterioso sfondo bianco lascia il posto ad alberi e cieli azzurri.
  • Sfogliando l'edizione Tutto Tex della storia in oggetto, notiamo diverse altre modifiche rispetto all'originale, a parte il rifacimento dei balloon e molte correzioni e/o aggiunte riguardanti le onomatopee. Riportiamo qui di seguito alcune tra le modifiche più significative.
    n.73: viene aggiunto "Difficile.." alla frase pronunciata dall’uomo di scorta (pag.121); la frase «L’uomo di scorta si sente eroe!» diventa «L’uomo di scorta vuol fare l’eroe!» (pag.126); viene eliminato "certo" dalla frase «E naturalmente è chiaro che non era certo un vero pastore!» (pag.130).
    n.74: viene eliminato "quello", riferito a Mart Owens, dalla frase di Kit in basso a sinistra, mentre viene aggiunto "So che..." alla frase successiva (pag.5); viene eliminato l’aggettivo "sfortunati" riferito ai viaggiatori (didascalia pag.8); «Un po’ tanto.» diventa «Un po’ tanti.», mentre «Sì, un po’ troppo.» diventa «Sì, direi troppi.» (pag.14); al corriere che arriva da Boyero vengono aggiunti i baffi e la camicia diventa a quadri (pag.16-17); viene aggiunto "Puah!" alla frase di Kit «Venticinque dollari la settimana!» (pag.18 in alto); viene eliminata la domanda di "Big" Charley a Max Madoc «Da quando hai saputo?» (pag.21, vignetta in basso a destra); viene eliminato "Ti ripeto..." dalla successiva frase di Madoc (pag.22); il ballon contenente due frasi pronunciate da Tex viene attribuito al colonnello (pag.32 in alto a sinistra); nella frase pronunciata da Tex, "mio figlio" viene sostituito con "Kit" (pag.33 in alto a destra); «Dannati rossi!» pronunciato da Kit diventa «Dannati assassini!» (pag.43, in basso); viene eliminato "svenuta" riferito a "vittima" (pag.57, vignetta centrale a sinistra), mentre due vignette dopo viene aggiunta la seguente didascalia: «L’acqua fa riprendere i sensi al giovane...»; "dell’uomo" viene sostituito con "di chi" (pag.62 vignetta in basso a destra); nella didascalia di pag.63 dopo il nome Blackburn viene inserito "alias Big Charley"; viene eliminato "su cavallo" dalla frase di Lunga Lancia (pag.71, vignetta centrale a destra); "portarmi" diventa "consegnarmi" e viene eliminato "Accidenti!" a conclusione della riflessione di Kit (pag.72); parte della frase di Lunga Lancia "... avanzeranno poi durante la notte del terzo giorno ..." diventa "...e poi, durante la notte del terzo giorno dopo la grande luna..." (pag.83); "Ti proveremo il coraggio.." diventa "Proveremo il tuo coraggio..." (pag.86); viene eliminato "seco" dalla didascalia centrale a sinistra (pag.88); nella vignetta in basso a sinistra è stata ridisegnata la testa di Kit; si vede solo la nuca, mentre nella versione originale si vedeva il viso, tuttavia la testa aveva una posizione innaturale (pag.91); la parte iniziale del pensiero di Zumah "Zumah vuol salvare Piccolo Falco, ..." viene preceduta da "Se" (pag.93); vengono eliminate le imprecazioni «Per Manito!» (pag.102) e «Dannato coyote!» (pag.103); la parte iniziale della didascalia in basso a pag.108 "I lamentosi urli del branco dei coyotes trotterellanti veloci verso la preda ..." diventa "Le lamentose urla del branco trotterellando verso la preda.." mentre, nella parte seguente, "preda" diventa "vittima"; viene eliminata l’esclamazione di Tex «Bueno!» (pag.113); "stregone" diventa "uomo della medicina" (pag.117); "La notte del terzo giorno..." diventa "La notte del terzo giorno dopo la luna piena" (pag.119); la parte finale della frase di Tex "...e il primo saldo glielo farò fare proprio là!" diventa "e voglio essere io a dar loro la prima strigliata!" (pag.122); il balloon in basso a sinistra viene spostato da Carson a Tex (pag.123).
    n.75: Viene eliminato «Alzati!» e nella vignetta successiva la frase di Tex che cominciava con "Meno chiacchiere e fatti sotto..." diventa "Meno chiacchiere, e alzati, ora!", mentre nella vignetta in basso a sinistra "Alzati!" diventa "In piedi, forza!" (tutto a pag.10); viene eliminato «E va bene!» pronunciato da uno degli uomini del deposito (pag.10); nella didascalia di pag.26 parte centrale "...atterrito dall’uragano di spari tuonante alle loro spalle..." diventa "atterrito dall’uragano di spari..."; «Fila, idiota!» diventa «Levati di mezzo, idiota!» (pag.51); «Coltelli?... Oibò!» pronunciato da Tex diventa «Coltelli? Puah!» (pag.55); avvenuta l’esplosione, Bill ripete «Il mio giornale! Il mio giornale!», modificata in «Il mio giornale! Tanti anni di lavoro ...» (pag.67); «Perché?» diventa «Perché me lo chiedete?» (pag.71).

Incongruenze

  • Il terzo albo a striscia che compone questa storia s’intitola Lo stregone Comanche, ma in tutto l’albo e in quelli seguenti non c’è traccia di stregoni Comanche o d’altra razza (nota di Carlo Monni).
  • Il titolo della storia e dell'albo n.73 Pony Express rendono omaggio al servizio di posta espresso omonimo Pony Express in funzione negli Stati Uniti dall'aprile 1860 all'ottobre 1861. Anche a proposito del Pony Express si può parlare di anacronismo rispetto alla collocazione temporale classica delle avventure di Tex (adulto e padre), che si svolgono attorno al 1880; nel 1860-61 Kit non sarebbe ancora nato. Non dimentichiamo inoltre che nell'avventura in oggetto vi è un riferimento all'anno 1885 (cfr. pag.60 del n.75) e fa cenno ai fratelli Dalton; nella stessa storia si mescolano quindi eventi che si svolgono nell’arco di trent’anni.
  • A pag.66 del n.74 Lunga Lancia, appena tornato al campo con tre guerrieri superstiti e Kit prigioniero, dice che, prima di scontrarsi con il giovane, aveva dieci guerrieri: tuttavia, durante la scena precedente dell’inseguimento, del ferimento e della cattura di Kit, Muzzi ne disegna diversi di meno, considerato che Kit ne uccide cinque.
  • Nella didascalia della vignetta a destra, a pag.67, invece di Lunga Lancia viene nominato "Lungo Coltello", errore presente anche nell’edizione Tutto Tex.
  • A pag.16 del n.75 Slim, uno degli uomini del deposito della "Overland", dice al suo amico «Vado ad avvertire Willer.», ma poi ad andare da Tex è il compare con i baffi e la camicia a quadri. Nella versione Tutto Tex la frase è stata quindi modificata in «Vai ad avvertire Willer.»
  • A pag.46 del n.75 Zumah accenna ai capelli e alla barba finti di Blackburn, tuttavia si tratta di capelli e di baffi, non di barba. Il termine risulta corretto nella versione Tutto Tex.
  • In diverse occasioni Tex (pag.32, n.74), Kit (pag.72) e Zumah (pag.46, n.75) fanno riferimento ai "capelli molto lunghi" e alla "lunga chioma" di Blackburn, tuttavia nei disegni di Muzzi la lunghezza è appena accennata (e solo nella sequenza al campo indiano).
  • Nella versione originale l’insegna e la facciata del ristorante Elephant cambiano sensibilmente da una pagina all’altra (cfr. pag.48 e 49 del n.75, in basso a destra). Nella versione Tutto Tex nella vignetta di pag.49 i balloon sono stati spostati e hanno coperto l’insegna.
  • Nella versione originale vengono usati quasi esclusivamente i termini "Comance" e "Comances", corretti in "Comanche" e "Comanches" nella versione Tutto Tex.
  • Nella versione originale, a pag.60 e 61 del n.75, Charley Harrison viene denominato "Big Charlie" invece che "Big Charley", particolare corretto nell’edizione Tutto Tex.

Frasi

  • Blackburn: «Cosa ci fai qui, tu? ...»
    Kit: «Guardo la faccia di uno spregevole rinnegato!»
    n.74, pag.70
  • Kit: «Divertiti pure, Lunga Lancia! Ora tu e i tuoi coyotes potete ridere, ma giorno verrà in cui dovrete piangere lacrime di sangue. Verrà il giorno in cui mio padre scoprirà come io sono morto, e per mano di chi... e quello sarà il giorno in cui Lunga Lancia e i suoi cani tremanti cercheranno invano scampo fuggendo attraverso le grandi praterie o celandosi nell’ombra di canyons o caverne.»
    Lunga Lancia: «Chi sei? ...»
    Kit: «Uno il cui nome non ti direbbe nulla ... ma se la mia bocca pronunciasse il nome di mio padre, i tuoi polsi tremerebbero, e i tuoi occhi cercherebbero subito un posto in cui nascondersi.»
    n.74 pag.87
  • Carson: «Ehi, satanasso! Non ti sembra il caso di fare una sosta?»
    Tex: «È ancora presto! La mia idea sarebbe di arrivare almeno sino a Ghost Hole [...].»
    Carson: «Davvero? ... Beh, la mia idea sarebbe invece di darti una bella botta in testa!»
    Tex: «Perchè?»
    Carson: «Per aprirti la zucca e vedere cosa diavolo c'è dentro!»
    Tex: «Uh! Non sei un amico, Kit!»
    Carson: «Questa è buona! ... E tu? Credi forse di essere per me un amico? Ti venga un colpo! [...]»
    n.74, pag.109
  • Nita Montejo: «Vi interessate anche voi di trasporti, signor Willer?»
    Tex: «Non esattamente, miss Montejo.»
    Bill Davis: «Trasporti? ... Beh, in un certo senso si può anche dire che Willer si occupi dei trasporti, mia bella Nita. Infatti, porta sovente i manigoldi dall’aria aperta alle buie celle delle prigioni, e spesso li fa portare addirittura al cimitero!»
    n.75, pag.50

Personaggi

Tex, Kit, Carson Driscoll [+] conducente della diligenza della "Central Overland" Pete [+] uomo di scorta Slim [+] falso reverendo e complice di "Big" Charley, da lui assassinato Mart Owens gestisce la "Central Overland" e il servizio del Pony Express Brett Nyers responsabile del servizio del Pony Express Grosso Cane [+] capo dei Kiowas Lunga Lancia capo dei Comanches Zumah guerriero Navajo della tribù di Grosso Alce, salva Kit Max Madoc [+] imbonitore girovago e trafficante di armi, complice di Big Charley Tom [+] aiutante negro di Max Madoc Charley Harrison [+] detto "Big" Charley, proprietario del "Criterion", giocatore e tiratore, alias Tom Blackburn bandito in combutta con Comanches e Kiowas Rod [+] complice di "Big" Charley, viene ucciso da Lunga Lancia Colonnello del quartier generale dei Texas Rangers Maggiore Forbes comandante dello squadrone Capitano Wallis comandante del secondo squadrone Russel, Ted, Slim uomini del deposito della Overland Sam Meades fabbro del deposito della Overland Nita Montejo stella del "Criterion" e complice di Harrison Bill Davis giornalista di Denver, amico di Tex Roscoe, Bendix pistoleros di Harrison strapazzati da Tex sceriffo di Denver

Locations

pista che da Julesburg conduce a Denver passo di Englewood Red Rock Denver sede della "Central Overland" ufficio del telegrafo di Denver posto di cambio dei Pony Riders sponda del Sandy Creek Quartiere generale dei Texas Rangers territorio del Cimarron campo dei Comanches e dei Kiowas presso le sorgenti di Beaver Creek Colline Nere Ghost Hole villaggio fantasma deposito della "Central Overland" sul Big Sandy rovine della vecchia missione "Elephant" ristorante-saloon di Denver "Criterion" locale di Denver ufficio dello sceriffo di Denver

Elementi

banda criminale guerriglia indiana camuffamento Pony Riders sfortuna e fortuna Kit catturato e ferito assalto al fortino resa dei conti

Condividi questa pagina...