Salta direttamente al contenuto

Schiavisti, Gli

“Capitan” Tex e i Navajos affrontano mercanti di schiavi e untori di vaiolo
Scheda di  |   | tex/


Schiavisti, Gli
IT-TX-618-620


uBCode: ubcdbIT-TX-618-620

Schiavisti, Gli
- Trama

Insieme ai suoi pards e ad un gruppo di guerrieri Navajos, Tex sgomina la banda di cacciatori di schiavi di Riago e salva i prigionieri Papago destinati a lavorare nelle miniere di Canaan, di proprietà di un signorotto locale, il Colonnello Ramos. Deciso a mettere fine al traffico umano, Tex entra in Messico e affronta i rurales guidati dal Tenente Castillo, comandante della Guardia rural di Canaan che, pur disapprovando i metodi di Ramos, non gli si è mai opposto. Scortando a casa alcuni prigionieri Zuni, Tex scopre che quasi tutti gli Zuni del villaggio del capo Sehagigua sono stati sterminati dal vaiolo, diffuso con delle coperte contaminate dall’infernale Espectro e dai suoi seguaci. Distrutto il covo di Espectro, i nostri si dirigono verso Canaan dove soccorrono il Tenente Castillo e sgominano il piccolo esercito del Colonnello Ramos, ponendo quindi fine alle sofferenze degli schiavi nella miniera.

Valutazione

ideazione/soggetto
 4/7 
sceneggiatura/dialoghi
 3/7 
disegni/colori/lettering
 6/7 
 62

Recensione

data pubblicazione Apr 2012 - Giu 2012
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbMauro Boselli
copertina di ubcdbClaudio Villa
disegni (matite e chine) di ubcdbErnesto Garcia Seijas
copertine
Tex 618<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 619<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 620<br>Copertina di Claudio Villa<br><i>(c) (C) 2012 Sergio Bonelli Editore</i>
tavole o vignette
Castillo e Don Chisciotte<br>Tex 619, pag.46 - Tavola di Ernesto Garcia Seijas<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i> Faccia a faccia con Espectro<br>Tex 620, pag.57 - Tavola di Ernesto Garcia Seijas<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i>
tavole o vignette
La grinta di Tex Willer<br>Tex 619, pag.72 - Disegno di Ernesto Garcia Seijas<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i> Tiger Jack, in tutto il suo splendore<br>Tex 618, pag.58 - Disegno di Ernesto Garcia Seijas<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i>

Annotazioni

Note e citazioni

  • Questa è la quinta storia realizzata per Tex da Ernesto Rudesindo Garcia Seijas, la terza per la serie regolare; le due precedenti sono Il Killer n.571-572 (2008) e La prova del fuoco n.598-599 (2010). Il maestro argentino ha illustrato anche Polizia Apache Almanacco del West 2007 e il Texone Le iene di Lamont n.g26, opera alla quale ha lavorato per quattro anni, concluso tra il 2002 e il 2003, ma pubblicato in novembre 2011. Per la Sergio Bonelli Editore ha realizzato anche un episodio di Julia dal titolo Delitto alla moda n.80 (2005).
  • A pag.27 del n.618 Kit si rivolge a Carson dicendogli «La fortuna aiuta gli audaci, zio Kit!», citando il celebre motto ("Audaces fortuna iuvat") che fa parte del repertorio delle locuzioni latine.
  • L’ottimismo di Tex è proverbiale, così come il pessimismo del buon vecchio Carson; alle molte domande del suo pard Tex risponde con la massima «Un problema alla volta, vecchio cammello!» (pag.45, ripetuta a pag.82 n.618) che verrà ripresa dallo stesso Carson («Un problema alla volta, eh?», pag.67), per poi essere ribadita da Tex nell’albo successivo («Una cosa alla volta!», pag.76).
  • A pag.66 del n.618 Hokee si rivolge a Tex chiamandolo prima Aquila della notte e poi Tex, confidenza, quest'ultima, che è solito prendersi solo Tiger, quanto meno tra i guerrieri Navajos o gli indiani in generale.
  • Queste due frasi, pronunciate rispettivamente da uno dei Navajos e da Carson («La situazione è disperata, Tiger Jack!» e «Sono superiori di numero! Non ce la può fare! », pag.104, 106 del n.618) ci hanno ricordato le tipiche espressioni esagerate pronunciate dai quattro pards nelle storie dell’ultimo Claudio Nizzi.
  • A pag.9 n.619, in pieno approccio diplomatico, Tex parla al Tenente Castillo della sua amicizia con il Governatore dello Stato del Chihuahua, ossia Montales, definendolo "più che un fratello" e accennando al loro comune passato di rivoluzionari in nome del Messico.
  • «La responsabilità non sarà vostra, se siamo teste dure e vi abbiamo disobbedito, riattraversando il confine a vostra insaputa...» dichiara Tex a Castillo (pag.45 n.619), il quale, nell’albo successivo, a sua volta dice: «E così, a mia insaputa, avevo degli angioletti custodi...» (pag.87); quel "a mia insaputa" ridesta spiacevoli ricordi legati a molteplici dichiarazioni di politici nostrani, tuttavia, considerato che in entrambi i casi si riferisce a Castillo, non è poi così inappropriato.
  • A pag.46 del n.619, mentre discorre con Tex, Carson e Kit, il Tenente Castillo cita il personaggio di Don Chisciotte e racconta loro un episodio tratto dalle avventure del Cavaliere della Mancia. Considerato ciò che Castillo dirà a Tex, a pag.101 del n.620, è evidente che lui si era identificato con il mulattiere del racconto, mentre a Tex aveva attribuito il ruolo del Cavaliere spagnolo. Vi è un altro riferimento a Don Chisciotte, a pag.76 del n.619, quando Kit rammenta a suo padre e Carson l’episodio narrato dal Tenente Castillo, al fine di distogliere Carson dal proposito di tornare a casa, una volta riportati gli Zuni alle loro terre.
  • A pag.47 del n.619 l’alleanza tra rangers e rurales è già stata siglata, ma Kit si prende troppa libertà con il Tenente Castillo quando lo zittisce, con tanto di indice davanti alla bocca: «SST! Non dite niente, Tenente Castillo! Inutile cercare di far cambiare idea a mio padre! Aveva già preso la sua decisione...»
  • Di "donchisciottismo, che poi è una forma di ottimismo" in Tex parla Ferruccio Alessandri in Anatomia di un cow-boy - Microinchiesta su un successo editoriale con tanto di pseudotavola rotonda ("Man Only", N.3-4, marzo-aprile 1974, s.l., pag.27, col.2). Riportiamo l’intervento di Gian Luigi Bonelli a tale proposito:
    Ecco! Tu hai detto una grande parola: ottimismo. Ossia, gratuitamente lui attribuisce all’uomo la capacità di scindere tra il bene e il male. Lui pensa ottimisticamente che la gente debba saper capire dov’è il bene e saper condannare dov’è il male. Ciò non avviene nella realtà, però lui cerca di aiutare una certa tendenza contro un’altra tendenza. Non è invecchiato, è rimasto lo stesso piccione di prima. Come prima, nella sua prima storia, ha incominciato difendendo una povera crista di indiana che non sapeva nemmeno chi fosse... La vede correre, inseguita dalla sparatoria di quattro maramani (probabilmente "maramaldi", ndr) e lui interviene. Non le ha chiesto: scusi, perché le danno delle revolverate? Non gliel’ha chiesto. Ha visto una contro quattro... Chiuso.
  • Il vaiolo, terribile protagonista di una delle più memorabili storie di Tex (Fort Defiance n.103-106 meglio conosciuta come "Il Giuramento"), fa strage tra gli indiani Zuni del villaggio del capo Sehagigua (cfr. pag.94-99 n.619). Più avanti si scoprirà che il virus è stato trasmesso con le stesse modalità usate per i Navajos all’epoca della morte di Lilyth, vale a dire le coperte infette.
  • A pag.102 del n.619 l'infelice accenno di Riago alle vicende riguardanti la morte di Lilyth scatena la furiosa reazione di Tex, che colpisce al volto due volte il cacciatore di scalpi, benché questi avesse le mani legate. Era stato Tex a nominare Lilyth per la prima volta, a pag.99, facendo riferimento all’uso dello "stesso trucco delle coperte infette" che ne causò la morte, per poi specificare a Kit, nella vignetta successiva, che Lilyth è «Tua madre, figliolo!» !?
  • Le fattezze del biondo Ray Wallace, braccio destro di Espectro, ricordano quelle de "L'uomo di Richmond", protagonista della serie western omonima, realizzata nel 1975 da E. R. G. Seijas in collaborazione con Ray Collins e apparsa sulle pagine del settimanale "Skorpio" a partire dal 1982. Sulla base di quanto detto circa il vaiolo da Espectro a pag.8 del n.620 («Tutti noi che viviamo in questa valle ne siamo già immuni! Ma quelli che vogliono collaborare con noi devono affrontarlo!») anche Ray è sopravvissuto al vaiolo, ma il suo viso d’angelo non ne porta alcun segno.
  • Espectro riporta alla memoria il Signore degli abissi, custode delle pietre della morte in El Morisco n.101-103 (meglio conosciuta appunto come "Il Signore degli abissi"), ma soprattutto il professor Carmonas alias Vindex che ne Il totem nel deserto n.34-35 si dedica ad esperimenti di genetica su uomini e puma, operando in un laboratorio che si trova in una piramide azteca. La principale differenza è che Espectro sparge il contagio del vaiolo, spinto unicamente dal desiderio di vendetta (di cui non conosciamo l’origine), mentre il "mad doctor" Vindex, autoproclamatosi "re dei re", vuole creare un esercito per conquistare il mondo. Espectro ricorda anche la nemesi di Zagor ossia lo scienziato pazzo Hellingen, personaggio dotato di una diabolica e smisurata intelligenza, capace probabilmente anche di ottenere "una coltivazione di cellule infettate dal vaiolo" (pag.7 n.619).
  • A proposito della "missione" di Espectro e dei suoi seguaci, nulla ci viene detto circa le loro motivazioni. Ray Wallace precisa di ricavare un suo "tornaconto" (pag.5 del n.620), mentre, per quanto riguarda i suoi compagni, il modo in cui vengono presentati agli Zuni del capo Sehagigua («...Ma sono di sangue Tarahumara del sud. Ne avrete sentito parlare...Venerano la divinità della Notte... Ed è soltanto a causa della loro religione se riparano il viso dai raggi del sole!», pag.95 del n.619), fa pensare ad una setta di fanatici religiosi, con a capo Espectro, sovrano e sacerdote. Tutto ciò considerato, la loro indifferenza nei confronti del tesoro di Moctezuma risulta comprensibile, quella ostentata da Ray Wallace decisamente molto meno.
  • La montagna in cui si trova il pinnacolo di roccia denominato la "Testa dell’aquila" (cfr. pag.109 del n.619) ci ha fatto tornare in mente la "Bocca del Diavolo" o "Monte degli avvoltoi" de La montagna misteriosa n.15, storia del 1952 in cui Tex e Kit penetrano all'interno della montagna attraverso una spaccatura che si trova lungo il fianco. All’interno della montagna vive il "popolo della Mesa", discendente degli Aztechi, dominato dal loro Gran sacerdote, il "Sacro figlio del Sole", che una volta all’anno offre in sacrificio due giovani al Dio della Guerra sulla sommità del tempio che ha le fattezze di un "teocalli" simile a quello in cui dimorano Espectro e la sua banda (cfr. pag.113 del n.619).
  • A pag.6 del n.620 Espectro conduce Riago e i suoi uomini nelle cripte dell’antico castillo e mostra loro una parte del tesoro dell’imperatore azteco Moctezuma. Moctezuma! n.560 è anche il titolo di una storia di Tex del 2007, sceneggiata da Claudio Nizzi e disegnata da Fernando Fusco, che prende però il nome dal villaggio di contadini in cui ha luogo lo scontro tra Tex e gli uomini dell’haciendero Don Diego Villalta (cfr.pag.19-32), signorotto del territorio. "Moctezuma" è anche il nome della nave carica di armi comandata dal capitano Rega ne Il mistero della pergamena n.425-428.
  • La distruzione del covo dei cattivi - in questo caso il castillo di Espectro - con i nostri che riescono a sfuggire al disastro pochi istanti prima che si compia (pag.76-79 del n.620), è un vero classico della saga di Tex. Ve ne sono molti esempi, ma a noi piace ricordare la fine del rifugio della banda dei "locos" ne Il fuggiasco n.196-199 e il crollo del tempio di Rakos ne La piramide misteriosa n.228-229.
  • La fuga attraverso la spaccatura nella roccia (pag.79 del n.620) ricorda invece il finale di Indiana Jones e l’ultima crociata (Indiana Jones and the Last Crusade, 1989, regia di Steven Spielberg), con Harrison Ford e Sean Connery.
  • Durante la fuga, Kit e Tiger si voltano per guardare l’esplosione e fanno un pot-pourri di riferimenti religiosi tra l’Inferno causato dall’esplosione («Peste! Dietro di noi si è scatenato l’Inferno!»), la "giusta collera del Grande Spirito" e il loro ruolo di "angeli vendicatori"(«E noi siamo stati i suoi Angeli vendicatori.», pag.79). Angeli vendicatori... del Grande Spirito!? (segnalazione di Giorgio Loi).
  • Nel dialogo tra Castillo («Noi non chiediamo a un uomo il suo passato quando si arruola nella Guardia Rural! È così anche per i rangers?») e Tex («Ci puoi giurare che è così, tenente!»), a pag.114, è evidente il riferimento al passato di Tex, il quale, dopo una serie di vicende vissute nei panni del fuorilegge - o, come piuttosto si definiva Tex, "giustiziere" - viene riabilitato e arruolato fra i rangers (La mano rossa n.1, pag.137).

Incongruenze

  • Fino a pag.28 del n.618 mancano le frange sulle spalle ai costumi indiani di Tex e Kit.
  • Sempre fino a pag.28, Tex indossa i mocassini (cfr. anche pag.26); a pag.31 indossa invece gli stivali (vignetta centrale), mentre a pag.32 indossa di nuovo i mocassini.
  • A pag.63, nella vignetta in basso a destra, c’è un probabile errore nella curvatura della pipetta: considerando il contenuto del balloon («Di che ti preoccupi, fratello? I Rurales montano dei ronzini e non sanno cavalcare come noi Navajos! Ci prenderemo gioco di loro senza correre troppi rischi! Mi spiace solo dover rinunciare alla battaglia di questa notte!...») e il dialogo delle due vignette precedenti, il discorso andrebbe pronunciato da colui che ha autorità ed è al comando, cioè Tiger, non da un Navajo qualsiasi, in questo caso quello che si trova alla sua destra.
  • A pag.71 Kit tramortisce la guardia usando il tomahawk, che però non aveva quando è uscito dal ruscello e quando poi è strisciato ventre a terra per avvicinarsi alla prigione (cfr. pag.68-69). Il suo compagno d’avventura, Hokee, ha invece sia il coltello, sia il tomahawk.
  • Nelle prime righe del riassunto a pag.5 del n.619 si legge: "Dopo aver salvato un gruppo di indiani, soprattutto donne e bambini, dai cacciatori di schiavi di Riago, Tex e i suoi pards, accompagnati dai Navajos, traversano il confine per riportarli in Messico, alle loro tribù." Tuttavia, quando Tex, i pards e "un pugno di guerrieri scelti" Navajos passano il confine (cfr. pag.44-45 del n.618), vanno a "stanare quel che rimane della banda" di Riago, mentre i prigionieri Papago rimangono a Fort Mesquite, in attesa di "riprendere le forze per riaffrontare il viaggio di ritorno", scortati alle loro terre dagli altri Navajos (cfr. pag.38).
  • A pag.87 del n.619 Tiger chiede a Tex se era necessario bruciare i corpi e Tex ribatte: «Ho assistito a qualcosa del genere, molto tempo fa... gli Zuni sono stati sterminati da un’epidemia di vaiolo!» Presumendo che Tex faccia riferimento all’epidemia scatenata tra i Navajos da Brennan e Teller (cfr. Il Giuramento, n.104, cit.), in realtà Tex non ha assistito proprio a niente, visto che le vicende narrate da pag.69 a pag.108 si svolgono - a epidemia già sotto controllo - in una sola giornata, al termine della quale Tex si allontana dal villaggio centrale insieme a Tiger, per compiere la sua vendetta. Chi ha assistito a tutto è invece Tiger che non solo si dovrebbe ricordare "ancora bene quel tempo" («Furono giorni di morte e di disperazione, e i lamenti delle squaws salivano al cielo insieme al fumo degli incendi appiccati alle capanne dei Navajos colpiti dal terribile male!», pag.32 n.104), ma era presente quando Higgins e i suoi butterati complici giunsero al villaggio a portare le coperte (cfr. pag.108).
  • A pag.34 del n.620 (striscia centrale, vignetta di sinistra), la pipetta del balloon di Tex è posizionata erroneamente e la frase a lui attribuita («Di andare laggiù. E tu verrai con noi.») avrebbe dovuto essere pronunciata da Tiger, disegnato nell’atto di dire qualcosa, con l’indice puntato verso Riago. Ciò è confermato dalla vignetta precedente, dove è Tiger a condurre il discorso, parlando del progetto di risalire il fiume e di trovare il passaggio (cfr. pag.14-18).
  • A pag.53 del n.620, dopo che Tex, Carson e Kit sono partiti alla volta del rifugio di Espectro, Yavasin spiega a uno dei Navajos perché sono voluti andare da soli: «Espectro e i suoi uomini odiano gli indiani. Ma lasceranno entrare tre bianchi nel loro rifugio...» Il fatto che Kit sia un mezzosangue e che Espectro, dato il suo odio viscerale per gli indiani, possa accorgersene e agire di conseguenza, pare non preoccupi nessuno.

Frase

  • Castillo: «Conoscete "Don Chisciotte"?»
    Tex: «Mai avuto il piacere!»
    Carson: «È un altro caporione locale?»
    n.619, pag.46

Personaggi

Tex, Carson, Tiger, Kit Ramos [+] ex colonnello dell’esercito e proprietario delle miniere di Canaan, uomo influente della Sonora Riago [+] cacciatore di scalpi, procura schiavi a Ramos Moreno [+] braccio destro di Riago Iniquez [+] uomo al servizio di Ramos Pablo, Jesùs, Diego, Felipe, Rico [+] cacciatori di scalpi Tenente Castillo ufficiale della Guardia Rural di frontiera, comanda il distaccamento di Canaan Sergente Vegros ufficiale della Guardia Rural di frontiera Caporale Ulloa ufficiale della Guardia Rural di frontiera Juan, Preto soldati della Guardia Rural che guidano Tex al villaggio Zuni Juanito giovane Papago liberato a Fort Mesquite sorella maggiore di Juanito Lithan [+] guerriero Navajo ucciso durante lo scontro a Fort Mesquite Tonio, Nathan guerrieri Navajos che restano di scorta agli indiani Papago liberati Yavasin, Nahentai guerrieri Navajos Hokee guerriero metà Apache, metà Navajo Recio, Corrio [+] uomini al servizio di Ramos Esquivel [+] uomo al servizio di Ramos, dirige la miniera Lopez uomo al servizio di Ramos, ferito alla mano da Carson Kaviu giovane Zuni, liberato nel rifugio dei cacciatori di scalpi vecchio Zuni sopravvissuto al vaiolo Espectro [+] sopravvissuto al vaiolo, vuole "liberare il mondo dai diavoli rossi" Ray Wallace [+] braccio destro di Espectro Pedro [+] ex braccio destro di Riago Cruz, Soto, Rios [+] uomini di Espectro prete di Canaan

Locations

Fort Mesquite nel deserto di Sonora territorio al confine della "Terra delle pietre fumanti" Canaan villaggio della Sonora ufficio del Tenente Castillo presso il comando della Guardia Rural a Canaan camera del Tenente Castillo rifugio dei cacciatori di scalpi Canyon del Corvo deserto di Sonora miniere a cielo aperto presso Canaan ufficio del Colonnello Ramos alla miniera pendici occidentali della Sierra Blanca villaggio Zuni del capo Sehagigua pueblo dei Pima Testa dell’Aquila, pinnacolo di roccia rifugio di Espectro cripta dell'antico castillo hacienda del Colonnello Ramos fiume sotterraneo dintorni di Canaan

Vedere anche...

Recensione

Condividi questa pagina...