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Uomo di Baltimora, L'

il West e Tex raccontati da una nobile penna dell'Est
Scheda di  |   | tex/


Uomo di Baltimora, L'
Tex 591-592


uBCode: ubcdbIT-TX-591-592

Uomo di Baltimora, L'
- Trama

Tex e Kit salvano la vita a Lord William Hodson, nobile avventuriero di origini inglesi proveniente da Baltimora, in viaggio attraverso l'Ovest alla ricerca di materiale per i suoi libri. Il Lord segue padre e figlio fino a Riverstone e finisce per farsi coinvolgere nella rapina alla banca locale, avendo così modo di vedere in azione diverse figure di uomini del West: banditi della peggior specie, vigliacchi destinati a riscattarsi ed eroi come Tex e Kit.

Valutazione

ideazione/soggetto
 4/7 
sceneggiatura/dialoghi
 5/7 
disegni/colori/lettering
 4/7 
 62
data pubblicazione Feb 2010 - Mar 2010
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbTito Faraci
copertina di ubcdbClaudio Villa
disegni (matite e chine) di ubcdbGiovanni Bruzzo
copertine
Destini incrociati<br>copertina di Claudio Villa, Tex 592<br><i>(c) 2010 Sergio Bonelli Editore</i> L'uomo di Baltimora<br>copertina di Claudio Villa, Tex 591<br><i>(c) 2010 Sergio Bonelli Editore</i>

Annotazioni

Doppio gioco

Alla sua terza storia per Tex, Tito Faraci si accolla due belle gatte da pelare: mette in scena padre e figlio, coppia non sempre facile da gestire, e tenta un esperimento meta-narrativo, raccontando di un nobile scrittore e disegnatore che a sua volta narra l'avventura vissuta con i due Willer.
Partendo dall'assunto secondo cui il racconto di Lord William Hodson comincia con l'inizio della storia, assistiamo alla bonaria invasione dell'avventura texiana da parte di Faraci/Hodson, al suo incontro con i pards e al suo partecipare alle successive fasi della vicenda che vede Tex e Kit all'inseguimento di una pericolosa banda di rapinatori. Faraci/Hodson riflette sovente e sovente si interroga su sé stesso e su Tex e racconta, spesso con un eccesso di ampollosità, di sparatorie, risse, inseguimenti e di come l'eroe si rapporta a uomini semplici, a tutori della legge timorosi, a banditi della peggior specie e a un uomo pieno di sorprese quale è il Lord.
L'autore indugia a volte troppo nella celebrazione descrittiva del mito di Tex, ma dimostra tutta la sua abilità nella costruzione delle scene, impreziosite dall'alternarsi di racconto e meta-racconto, giocato attraverso i bozzetti schizzati dal Lord. Tuttavia, la storia manca di fluidità , risultando rallentata e appesantita dal lungo flash-back con cui Tex cerca di "spiegare" Kit al Lord e da alcuni episodi in cui Lord William Hodson filosofeggia oppure fa il verso a Tex, ad es. gareggiando (e superandolo) in abilità nell'uso delle armi e facendo sfociare in rissa uno scontro con il solito balordo da saloon, con tanto di generoso pagamento dei danni.
Faraci/Hodson si insinua anche nel rapporto tra padre e figlio, stavolta sgomitando, tanto che ben presto Kit esce di scena per lasciare campo libero allo scrittore inglese; se nel primo albo il Lord è il perno attraverso il quale si snoda la vicenda, nel secondo vive il mito accanto a Tex, diventandone l'unico pard. Padre e figlio si vedono ben poco insieme, ma il loro è comunque un rapporto mediato dal Lord, costantemente presente.
Nel complesso e nonostante qualche svarione di natura caratteriale riguardante Tex e Kit, la storia risulta abbastanza gradevole, grazie anche al positivo esordio di Giovanni Bruzzo. L'artista genovese, debitore verso il modello ticciano, riesce a creare un'avvolgente e polverosa atmosfera western e rappresenta con efficacia ambientazioni e paesaggi. Le maggiori perplessità riguardano i volti e le espressioni di Tex e Kit e un eccesso di recitazione che caratterizza sia i comprimari, sia i cattivi, caricaturali i primi, eccessivamente ghignanti i secondi.

Note e citazioni

  • Questa è la terza storia di Tex scritta da Tito Faraci dopo "Evasione" n.511-512 e "Lo sceriffo indiano" n.581-582 (quest'ultima, scritta per prima, è stata pubblicata per seconda).
  • Si tratta invece dell'esordio su Tex per il genovese Giovanni Bruzzo, che per la Sergio Bonelli Editore ha realizzato l'episodio n.42 di Dampyr, gli episodi n. 4, 11 e parte del 18 di Brad Barron e diversi episodi di Mister No.
  • Vi sono alcuni accenni alla vecchiaia di Tex: il primo, a mo' di battuta da parte di Kit nei confronti del padre ("...Con l'età i riflessi rallentano!", pag.12); il secondo è una riflessione dello stesso Tex, che scherza circa il fatto che anche Lord William Hodson è stato più veloce di lui, seppure solo di un attimo (pag.21); il terzo proviene ancora da Tex, che mentre sta sostenendo per un piede un bandito penzolante su uno strapiombo, dice (scherzando?): "Ti avverto, comincio a invecchiare...e non so quanto riuscirò a reggerti, prima di lasciarti sfracellare sulle rocce!" (pag.66 del n.592).
  • E' decisamente paterno il rapporto di Lord William Hodson nei confronti di Kit e, in certi commenti del Lord, ci sembra di ravvisare una sorta di invidia verso Tex. Per quanto non manchino i complimenti rivolti a padre e figlio, Hodson è particolarmente benevolo nei confronti di Kit, del quale afferma, rivolgendosi al padre, nemmeno cinque minuti dopo avere conosciuto entrambi: "Ha tutta l'aria di un ragazzo sveglio. Avete di che andarne fiero". (pag.18) I complimenti continuano a pag.33 ("E tu sei un ragazzo in gamba, Kit!") e a pag.39 (Tex e Kit uomini "fuori dall'ordinario"), per poi tornare sull'argomento della fierezza paterna durante il racconto di pag.36-50 ("Chissà come vi sentiste fiero di Kit, in quel momento..." pag. 49, n.592) e in occasione del commiato di pag.114 ("Siete un uomo fortunato, Willer! Avete un figlio di cui andare fiero.").
  • Lord William Hodson trova in Kit un ascoltatore interessato ai racconti dei suoi viaggi e un osservatore attento dei suoi disegni e bozzetti. Si tratta di una finezza di Tito Faraci, che ha recuperato il Kit lettore di giornali di viaggi e appassionato di libri (cfr. "Il ragazzo selvaggio" n.319, pag.65 e "Il segno del serpente" n.g3, pag.238-239 di Claudio Nizzi), comunque il membro più istruito del quartetto (cfr. ad es. "Rio Verde" n.86, pag.68-69 e "Fantasmi nel deserto" n.177, pag.77 di G.L. Bonelli).
  • Ha proprio ragione il Lord nel dire a Tex, poco prima della sparatoria finale: "Non avete ancora capito chi avete davanti!" (pag. 74, n.592). In effetti, e per quanto si possa comprendere una certa diffidenza nei confronti di un uomo dell'Est, Tex si comporta in maniera un po' confusa nei riguardi del Lord venendo meno alla sua fama di grande giudice di uomini: non vuole il suo aiuto per dare la caccia ai banditi ( "...credo che sareste di troppo.", pag.44) anche se lo giudica "in gamba" (pag.52); ritiene un "sano proposito" l'intenzione del Lord di non stargli "troppo fra i piedi" (pag.79); se ne libera affidandolo a Kit, tanto che il Lord commenta: "Forse tuo padre pensa che mi serva una balia!" (pag.85). Nell'albo successivo, per poter seguire Tex sulle tracce dei banditi, il Lord gli deve ricordare di aver "già dato prova di saper usare una pistola"; per quanto ovviamente questo non sia sufficiente per affrontare dei pericolosi criminali (cfr. tutto l'inseguimento, in particolare pag.81), Tex mette le mani avanti e gli preannuncia uno scaricamento istantaneo, nel caso diventasse "zavorra" (pag.31).
  • Si è tanto parlato, in rete, di un Kit protagonista e di una valorizzazione della sua figura. Ci sembra tuttavia che ciò avvenga solo marginalmente, se escludiamo la scena in flash-back nel secondo albo, che poco ha a che vedere con il resto della vicenda. A metà storia Kit esce di scena per fare spazio a Lord William Hodson, che diventa il pard di Tex fino a poche pagine dalla conclusione. Inoltre, nonostante una brillante premessa (la vocina che gli ronza in testa e che lo induce ad entrare in banca, pag.10-12) e la scena col ferro di cavallo (pag.16-17), nelle sei pagine successive Kit non fa affatto una bella figura (cfr. la sezione incongruenze) e non si riscatta certo quando - sofferente e sanguinante - corre dietro al padre. Infatti il suo comportamento, pur se dettato dalle migliori intenzioni, causa la morte dello sceriffo, che si prende la pallottola a lui destinata (pag.98); non si sentiva proprio il bisogno dell'ennesima vittima della jella che Kit sembra portarsi appresso.
  • Sempre riguardo a Kit - e tanto per voler essere pignoli - nel tempo in cui il padre ammazza i quattro fuorilegge al ranch di Ronnie (pag.112-114, n.591), Kit elimina un solo bandito (l'altro lo elimina l'onnipresente Lord, pag.18, 592).
  • Leggendo e rileggendo le pag.26-30 del n.592, ci siamo chiesti se davvero Tex avrebbe abbandonato Kit, lasciandolo da solo in quella che avrebbe potuto essere la sua ultima notte. Dopo essere stato assente alla morte del padre, a quella del fratello e a quella della moglie, veramente Tex avrebbe lasciato da solo il figlio in una circostanza tanto grave (la più grave di tutta la saga), cavandosela con una dichiarazione di fede ("Kit ce la farà ... nessun dubbio! Deve farcela!", pag.27) e una "stile" Pilato ("Con il doc è in buone mani...Restando qui non c'è nulla che io possa fare per lui!", pag. 30)? Il lettore sa che Kit ce la farà , ma Tex no. Il discorso sarebbe stato ben diverso se Kit non fosse stato morente (cfr. ad esempio il comportamento di Tex ne "Gli assassini" n.g12, pag.46-50 e in "Terra di confine" n.469, pag.99-102, entrambi di Mauro Boselli); in circostanze come queste, conoscendo Tex e la sua sete di giustizia e vendetta, egli non avrebbe potuto fare altro che lasciare Kit in buone mani e mettersi subito alle calcagna dei colpevoli.

Incongruenze

  • A pag.20 Lord William Hodson esibisce una mirabile destrezza nell'estrarre la Colt, arrivando a battere in velocità persino Tex, seppure di un solo attimo, e addirittura voltandosi, mentre Tex stava di fronte al suo avversario e avrebbe dovuto accorgersene prima. Grande viaggiatore, avventuriero, disegnatore, scrittore e uomo dalle molte abilità ("Per fortuna, ho sempre avuto una certa predisposizione per il disegno, oltre che per la scrittura...e per un'altra decina di discipline.", pag.33), Hodson racconta di aver vissuto "esperienze straordinarie" combattendo con le armi più disparate, principalmente con il fucile "compagno di tante avventure" (pag.21). Avrà quindi avuto modo di affinare la sua mira, ma non certo di acquisire la velocità dimostrata nell'estrarre la pistola, capacità richiesta nel West americano, non certo in India, Africa, ecc. o tra i pirati e i Thugs. E comunque, anche nel caso in cui il Lord abbia dovuto affrontare dei duelli, avrà sicuramente combattuto secondo ben altre regole rispetto a quelle vigenti nel West.
  • Nel n.591 a pag.30 i componenti della banda di rapinatori, esclusi Warden e Barton, sono dodici, numero confermato anche a pag.90 dello stesso albo. A pag.51 del n.592, tolti Sam, i quattro banditi uccisi da Tex al ranch e i due uccisi da Kit e Hodson in banca, dei dodici banditi originari dovrebbero esserne rimasti cinque, mentre invece se ne vedono nove (diventano nove dopo, includendo i quattro uomini di guardia alla miniera abbandonata).
  • Nella scena a pag.22-24 del n.592 Kit commette un grosso errore, che rischia quasi di costargli la vita, errore che non trova scusanti nella sua giovane età , considerata la sua lunga esperienza in materia: di fronte alla minaccia di Barton ("Attenti! Una mossa di troppo e faccio saltare la testa al nostro direttore!", pag.22), Kit risponde "D'accordo! Non spareremo!" e abbassa la pistola, imitato dal Lord. L'errore consiste nell'aver abbassato l'arma, diventando così un inerme bersaglio: il semplice istinto di sopravvivenza impone invece di continuare a tenere sotto tiro l'avversario e comunque di essere in grado di difendersi (cfr. ad es. la scena alla stazione ferroviaria ne "Gli intoccabili" ("The Untouchables", 1987 di Brian De Palma)). Conseguenza di tale errore è che, due pagine dopo, Barton spara a Kit, il quale, invece di usare la pistola che - ricordiamo - aveva ancora in mano, si sorprende e poi si prende la pallottola. Un Willer avrebbe dovuto essere in grado di reagire senza mettere in pericolo la vita dell'ostaggio nello stesso istante in cui Barton cominciava a ghignare e, ciò considerato, l'osservazione di Hodson circa la velocità di Kit nel buttarsi "prontamente di lato" (pag.27) invece di comportarsi come avrebbe dovuto/saputo fare, lascia l'amaro in bocca. Kit ha comunque una grossa attenuante, poiché il padre in passato commise lo stesso errore, forse anche più grossolanamente. Ci riferiamo a "El muerto", in particolare alle pagg.84-85 del n.190. Tex in quel momento è praticamente un uomo morto, e lo sarebbe di sicuro se Ordonhez non fermasse l'azione del suo infuriato complice, cosa che tuttavia Tex non poteva minimamente sospettare. (segnalazione di Giorgio Loi)
  • La ferita di Kit è grave, in certe sequenze appare addirittura gravissima, tanto da far temere per la sua vita: nella preview a pag.115, n. 591, "la vita di Kit è appesa a un filo" e il giovane viene mostrato a letto, con al capezzale lo sceriffo e il dottore, addirittura delirante (sussurra persino "Padre..."!?); a pag.26 del n. 592 il medico conferma che: La ferita è seria... ma lui è un ragazzo forte. Bisognerà vedere se passerà la notte..." (dicendo se, il medico conferma che Kit si trova tra la vita e la morte); a pag.35, Kit delira, chiedendo di suo padre. Tuttavia il giorno dopo il giovane, seppur sofferente, galoppa seguendo le tracce del padre, poi sviene, cade da cavallo e quando rivede il padre (pag.97, dopo un'altra galoppata), non manifesta nessun cedimento, anzi dice di stare bene e scherza ("Credevi forse che mi sarei perso questa festa?"). Non c'è dubbio sul fatto che Kit abbia un fisico forte e uno spirito indomito, però, delle due, l'una: o non era così grave e il medico è un allarmista oppure Kit ha una capacità di recupero pari a quella di Wolverine. ;-)

Frase

    "Ti conviene uccidere me, non lui... perché ti assicuro che ogni istante che io resto in vita potrebbe essere l'ultimo, per te e per i tuoi compari!"
    Tex, n.591 pag.72

Personaggi

Tex, Kit Lord William Hodson nobile avventuriero di Baltimora, nonchè scrittore e disegnatore Jack Pollard [+] cacciatore di taglie Greg Warden [+] alias signor Roland, complice di Barton Freddy Barton [+] capo della banda Sam, Stan [+] rapinatori di banca Bud fa a pugni con Hodson nel saloon Nick Cameron [+] ex ranger e sceriffo di Riverstone Gomez [+] bandito messicano governante dello sceriffo Cameron Preston [+] Direttore della banca cliente della banca, si ribella ai rapinatori Ronnie vecchio ranchero Ellen moglie di Ronnie Marv vicesceriffo Rupert vicesceriffo ferito dai banditi dottore di Riverstone

Locations

Trading post tra le Black Mountains Riverstone Paradise saloon a Riverstone Ufficio dello sceriffo Casa dello sceriffo Banca di Riverstone Ufficio del Direttore Preston Ranch presso Riverstone Territorio nei dintorni di Riverstone Miniera abbandonata

Elementi

Avventuriero di Baltimora Storia e leggenda Rapinatori di banche Ex ranger codardo Scontri a fuoco Resa dei conti

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