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Moctezuma!

Tex arriva e ammazza tutti... ma sempre babbeo rimane
Scheda di  |   | tex/


Moctezuma!
IT-TX-560


uBCode: ubcdbIT-TX-560

Moctezuma!
- Trama

Tex si scontra con il ricco haciendero Don Diego Villalta, colpevole di affamare e derubare i suoi contadini e rapire le loro donne. Sulle tracce di una di queste, la giovane Maria Dolores, Tex elimina man mano gli hombres che proteggono Don Diego, ma trappole e sofferenze lo attendono prima di giungere allo scrontro finale.
data pubblicazione Giu 2007 - Giu 2007
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbClaudio Nizzi
copertina di ubcdbClaudio Villa
disegni (matite e chine) di ubcdbFerdinando Fusco
copertine
Moctezuma!<br>Tex 560<br><i>(c) 2007 SBE</i>

Annotazioni

Note e citazioni

  • Si tratta della prima storia disegnata da Ferdinando Fusco dopo una lunga assenza dovuta a problemi alla vista.
  • Tex batte tutti i record precedenti e si slaccia il cinturone già a pag.6. Anche questa avventura, come la precedente, vede Tex subito in azione!
  • Un altro record battuto è quello della presenza di addirittura sette donne - per nulla passive - in una storia di sole 110 pagine, inclusa la maliarda discinta che si accompagna a Don Villalta.
  • Tex è stato salvato da tutte le categorie - ragazzini, donne, frati, paralitici - quindi non stupisce che venga il turno di una vecchietta, più precisamente della governante di casa Villalta, che libera Tex dalle corde (pag.78) per ringraziarlo di aver salvato suo nipote, quell'Aurelio Torres che "un giorno ci libererà dal dominio di Don Diego". La profezia si avvera a pag.110, quando Villalta muore cadendo da cavallo per merito di una corda tesa da Torres, ma è probabile che la zia sognasse il nipote alla guida della gloriosa rivoluzione dei peones (cfr. pag.30).
  • A pag.104 Tex rischierebbe di rimetterci la pelle per opera di Pablo, se non fosse per un avvertimento della governante Pilar, che così lo salva per la seconda volta.

Incongruenze

  • Incurante del primo colpo di avvertimento sparato da uno degli uomini di Villalta, Tex continua a girare loro le spalle. Il messicano ordina di fare fuoco solo dopo il secondo colpo di avvertimento, ma Tex non poteva certo saperlo (pag.22-25).
  • Pur avendo constatato di quali crimini siano capaci gli uomini di Don Villalta, Tex non si esime dal giustificare e spiegare che "spedire all'inferno quei quattro scannagatti è stata una semplice azione di legittima difesa, visto che sono stati loro i primi ad aprire il fuoco..." (pag.33). Si replica a pag.62, quando Tex spiega a Don Diego di essere stato costretto a difendersi, uccidendo cinque dei suoi hombres, "solo dopo che loro hanno rivolto i fucili contro di me".
  • A pag. 34 Tex arriva addirittura a giustificare la sua decisione di accorrere nel luogo da cui provengono molti spari e di "non fingere di non aver sentito..." perché "qualcuno può aver bisogno di aiuto e se tirassi dritto mi sentirei un verme".
  • Sarà stato per via della generosa scollatura della ragazza stesa a terra che Tex non si accorge del sopraggiungere di tre brutti ceffi, spuntati da chissà dove, uno dei quali lo mette fuori combattimento con la classica botta in testa. Botta che è abbastanza forte da tramortirlo, ma non sufficiente per rovinargli il look, considerato che il cappello non gli scivola di testa di mezzo millimetro (pag.56-57)
  • A pag.58 Tex impiega un po' prima di rendersi conto che è caduto in un tranello come un pollo, ma non tarda ad uscirsene con una delle sue perle, suscitate dal nobile animo legalitario e politicamente corretto di quello che un tempo fu il ranger giustiziere: "Tiratemi fuori di qui, maledizione! Non avete nessun diritto di tenermi prigioniero!"
  • Dopo avere inutilmente tentato di spaventare Don Diego con la sua patacca di ranger, l'irrefrenabile cervello di Tex arriva a macchinare la soluzione per prendere tempo e impedire all'haciendero di giustiziarlo (pag.63): visto che Don Diego vuole Aurelio Torres "... voi lasciatemi andare e io mi impegno a ritrovarlo e a consegnarvelo... avendolo già salvato una volta, di me si fida." Inevitabile la risposta di Don Diego: "...devi avermi preso per un autentico idiota...". Lo stesso vale per chi scrive.
  • Il buon Vicente, dopo essersi accorto della fuga di Tex ed essere riuscito a colpire soltanto la vecchietta, non avverte immediatamente dell'accaduto i compagni accorsi nel sentire gli spari, ma dice loro di aspettare mentre scende dalla torretta, dando a Tex il tempo necessario per impossessarsi di un'arma (pag.80-81). Non parliamo poi del resto degli uomini di Villalta che sbucano da una delle baracche dicendo di aver sentito "un mucchio di spari" dopo che Villalta, svegliatosi all'improvviso, si è messo la vestaglia; ha parlato con Pablo; Pablo ha percorso le scalinate dell'hacienda e si è accorto della fuga di Tex; poi si è accorto dei compagni drogati; ha interrogato un hombre morente; ha riferito tutto al capo. (!)
  • Andando a liberare Maria Dolores, Tex ritiene di dover prima "mettere le grinfie su Don Diego, così ci farà da scudo se gli scagnozzi rimasti tentassero di fermarci" (pag.99). Perché? Gli "scagnozzi rimasti" sono soltanto tre.
  • A pag.107 Don Villalta fugge dalla sua hacienda tenendo Maria Dolores come ostaggio. Forse avrebbe dovuto liberare gli altri cavalli della stalla per impedire che Tex lo seguisse a distanza, cosa che accade poco dopo.
  • A pag. 110 il giovane Aurelio Torres, ipotetico capo dell'altrettanto ipotetica rivolta dei contadini, compie l'unica prodezza di tutto l'albo: dopo non aver mosso neanche un dito per aiutare la sua promessa sposa sequestrata da Villalta e dopo essersene andato in giro tra i pascoli per farsi "offrire da bere dal padrone" della baracca dove viene tentuto in assedio (pag.47), decide di venire all'hacienda per tentare di liberare Tex: tuttavia, allarmato dalla sparatoria, si ferma a qualche miglio di distanza e, vedendo uscire gente a cavallo dal portone, tende la corda tra le rocce e si mette "in attesa di vedere chi fossero i fuggitivi". Meno male che il fuggitivo non era Tex, ma proprio il cattivone Villalta, che per far contenti tutti si rompe l'osso del collo cadendo da cavallo.
  • Don Diego infligge terribili punizioni ai suoi contadini (cfr. pag.24); viene descritto come un tiranno (cfr. pag.9 e pag.30) che rapisce le donne dei contadini e poi le "tiene per sé o regala ai suoi sgherri"; non esita a usare Maria Dolores come scudo per cercare di sfuggire a Tex (pag.107): da tali premesse, era facile immaginare quale fosse stato il destino della giovane Maria Dolores, che invece, sorprendentemente, ha potuto addirittura scegliere di "fare la sguattera piuttosto che...", conservando così la sua virtù.

Frase

  • "Tiratemi fuori di qui, maledizione! Non avete nessun diritto di tenermi prigioniero!"
    Tex, pag.59

Personaggi

Tex Manuel Aribas locandiere messicano Hilda moglie di Manuel Maria Dolores, figlia di Manuel e Hilda, sequestrata da Don Villalta Don Diego Villalta [+] proprietario terriero che deruba e affama i suoi contadini Rico, Leon [+] peones di Moctezuma, muoniono per aver sparlato di Don Villalta Aurelio Torres giovane braccato dagli uomini di Villalta Augustin peone di Moctezuma, spia di Don Villalta Isidro, Fidel, Vicente, Horacio, Hernando, Justino [+] uomini di Don Villalta Ramon al servizio di Don Villalta, unico superstite della sparatoria con Tex Pablo [+] braccio destro di Don Villalta Tomasito prepara la trappola in cui cade Tex Carlos, Matias uomini di sentinella, drogati da Pilar Pilar governante di casa Villalta e zia di Torres

Locations

locanda di Manuel Aribas, a circa 30 miglia a sud di Bisbee Moctezuma villaggio in cui spadroneggia Don Diego cantina di Moctezuma territorio messicano in cui si trova la baracca dove viene assediato Torres hacienda di Don Diego prigione nei sotterranei dell'hacienda

Elementi

proprietario terriero che terrorizza i suoi contadini ragazze sequestrate scontri a fuoco rapimento tortura

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