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Documento d'accusa

Quando Tex racconta, ma non conta... se non quanto il due di coppe
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Documento d'accusa
IT-TX-548-549


uBCode: ubcdbIT-TX-548-549

Documento d'accusa
- Trama

Perché Santos, scout indiano di Forte Defiance, ha ucciso a sangue freddo il generale Leland? Anche se il verdetto è già scritto, Tex cercherà di trovare una spiegazione a questo misterioso gesto, tornando coi ricordi indietro nel tempo, all'epoca in cui un guerriero Apache soprannominato Lupo rabbioso terrorizzava il sud dell'Arizona...

Valutazione

 26

Recensione

  • Senza fine
    Quando Tex racconta, ma non conta... se non quanto il due di coppe

data pubblicazione Giu 2006 - Lug 2006
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbClaudio Nizzi
copertina di ubcdbClaudio Villa
disegni (matite e chine) di ubcdbAndrea Venturi
copertine
Corte marziale<br>Tex 549, copertina<br><i>(c) (C) 2006 SBE</i> Documento d'accusa<br>Tex 548, copertina<br><i>(c) (C) 2006 SBE</i>
tavole o vignette
Il pueblo<br>Tex 549, pag.60<br><i>(c) (C) 2006 SBE</i> In soccorso(?) di Natay<br>Tex 549, pag.87<br><i>(c) (C) 2006 SBE</i> Quattro fulmini scatenati!<br>Tex 549, pagg.112/113<br><i>(c) (C) 2006 SBE</i>

Annotazioni

Note e citazioni

  • Il soggetto è una chiara citazione della storia intitolata "Il ribelle" (n.164-166) meglio conosciuta come "Apache Kid". Anche lì si narra di un guerriero indiano che diventa un ribelle braccato dall'esercito in seguito alle ingiustizie subite e che alla fine viene ucciso. Sono state riprese intere parti: la promessa e il successivo voltafaccia dell'esercito (con il maggiore Leland al posto del capitano Pierce); lo scontro verbale tra Tex e il capitano Pierce; la promessa di Tex ad Apache Kid; l'invito al ribelle di rifugiarsi nella riserva Navajo sotto la protezione di Tex. Apache Kid è però un personaggio realmente esistito e le vicende narrate sono storicamente documentate, con l'esclusione degli inserimenti di Tex e Carson e del loro prodigarsi per salvare il guerriero Apache; in "Documento d'accusa" manca invece ogni riferimento storico e l'avventura viene narrata per il 90% in flash-back, mentre nel rimanente 10% si racconta della vendetta compiuta da Santos figlio di Natay, il guerriero divenuto ribelle, dopo circa 15 anni.
  • I lettori sanno da tempo, sin da "Due contro cento" (n.8, pag.122), che Tex ha vissuto per un certo periodo vagabondando per il West insieme a Tiger, dopo la morte della moglie. Inutile quindi, nonché stucchevole, la spiegazione di Tex a pag.18-19.
  • Non è la prima volta che Tiger viene insultato all'interno di un saloon, ma il fatto che abbia bisogno dell'autorizzazione di Tex per potersi difendere è una vera novità (n.548 pag. 45). Spiace poi vedere che il sergente Ford, che ben conosce Tex, non dia minimamente credito alla sua parola e faccia arrestare Tiger basandosi sull'opinione di un avventore del saloon. È chiaro che, per mantenere le buone abitudini, o Tex o uno dei pards deve per forza finire in galera almeno una volta in ogni storia!
  • La didascalia di p.46 pone l'accento sul fatto che Tex fa "un'ora di anticamera" prima di essere ricevuto dal maggiore Leland. Un tempo, certe attese, anche davanti a personaggi come il colonnello Arlington, non duravano più di un minuto ("Vendetta indiana", n.91 pag.39).
  • "Come la prese" Natay alla notizia della morte del padre? (n.548, pag.64) A quanto pare, la consuetudine di porre domande argute si trasmette di padre in figlio... (cfr. "Mercanti di schiavi", Albo speciale n.17, pag.32).
  • La scena di cui alle pag.75-78 (n.548) è una citazione dall'albo "L'oro del Colorado" (n.201, pag.106-110), nel quale uno dei Navajos guidati da Tiger cattura un serpente a sonagli e lo getta nottetempo nel campo dei rapitori di Moqui e di sua moglie, per metterne in fuga i cavalli.
  • A pag.93-95 del n.548 Tex costringe Joe Merrick a firmare una dichiarazione scritta, in cui il contrabbandiere si confessa colpevole dell'omicidio di Bannister. La confessione scritta estorta al colpevole appare per la prima volta, nelle storie di Claudio Nizzi, col n.326 "Bersaglio Tex Willer". Recentemente, nel n.543 "Un infame ricatto", a pag.49, il giudice Twain ha fornito a Tex un suo parere professionale, secondo il quale la testimonianza di un gregario del cattivo "è un po' poco"; la sua confessione scritta "andrebbe già meglio"; ma "per essere davvero sicuri di inchiodare" il cattivo, "servirebbe una sua confessione scritta". Considerato che a pag.106 il maggiore Leland afferma che la dichiarazione di Merrick è un falso, sembra che in queste storie di Claudio Nizzi sia ormai necessario produrre l'intero pacchetto costituito da dichiarazione+colpevole. Ciò, ovviamente, tralasciando tutta la fatica dell'indagine, la ricerca delle tracce, l'individuazione dei testimoni, ossia la parte centrale (e intrigante) delle "vecchie" storie di Tex.
  • Rimane ignoto il motivo che spinge il maggiore Leland a tentare di arrestare Natay nonostante la testimonianza favorevole di Tex, a meno che non si tratti di puro e semplice fanatismo contro gli indiani. La presunta complicità del maggiore Leland con Merrick, infatti, non verrà mai provata (cfr. n.548 pag.96-97, 109-110 e n.549 pag.51-52). Magari a Tex poteva venire in mente di cercare e interrogare l'avvocato di Monk o Monk stesso, colui che uccide Merrick in cella.
  • A pag.14 del n.549 un avventore del Trading post si rivolge a Tex come all'agente indiano dei Navajos. Non é ben definito il momento in cui Tex viene nominato agente indiano, ma con ogni probabilità ciò non accade prima della morte del suocero Freccia Rossa, di molti anni successiva all'episodio narrato in questo albo.
  • Sempre per non far fatica, Tex rinuncia a recarsi personalmente a Fort Huachuca per definire i dettagli della resa di Natay col colonnello Faraday, avendo incontrato una pattuglia di soldati diretti anch'essi al forte (n.549 pag.27). Così facendo, Tex viene a sapere troppo tardi che il colonnello Faraday è nel frattempo morto e che i termini dell'accordo non sono più validi ("Non sapevamo dove trovarvi, Willer, così non è stato possibile avvertirvi che ....", tenente Slater, pag.34). Lasciamo cadere ogni commento sulla domanda perspicace che Tex rivolge al tenente Slater.
  • Degno di nota il proposito manifestato da Tex a pag.49 del n.549: dopo aver estorto la confessione scritta a Joe Merrick per l'omicidio di Bannister e averlo quindi fatto imprigionare, l'intrepido ranger sarebbe disposto a farlo evadere in cambio di un'altra confessione scritta, questa volta riguardante la complicità del maggiore Leland con i contrabbandieri. Mah!
  • Tex viene chiamato a Fort Defiance dal Colonnello Forrester per "aiutarlo a trovare una spiegazione al grave gesto compiuto da Santos" (n.548 pag.13). Il Colonnello non sa che Santos è figlio di Natay, Tex sì. Ma fino a che Santos stesso non gli conferma che ha ucciso per vendetta, il ranger che una volta era capace di giudicare un uomo con una sola occhiata e che conosceva il popolo rosso meglio di qualsiasi altro bianco, continua a non escludere, dubitare, non credere, non capire e addirittura pensare che Santos si fosse arruolato perché "attratto dal fascino della divisa con i bottoni luccicanti e i calzoni con la banda gialla" (n.548 p.17 - n.549 p.95 e 103-104). Sic!
  • A pag.112-114 la fucilazione fa la sua prima comparsa sulle pagine di Tex. Avevamo già visto schierarsi il plotone d'esecuzione in occasione della fucilazione - non eseguita per ottenimento della grazia - dello stesso Tex in "Appuntamento con la morte" n.366, sempre di Nizzi (disegni di Ferdinando Fusco).

Incongruenze

  • Nella scena iniziale (pag.8-9, n. 548), Santos ha tutto il tempo di urlare; uscire al galoppo dallo schieramento (mentre il colonnello Forrester sta pensando "Che diavolo avrà in mente quello scout?!"); puntare il fucile e premere il grilletto (si notino i soldati tutti belli impettiti e immobili), prima che Keno lo raggiunga e lo fermi. Complimenti!
  • A pag.20 del n. 548, riconoscendo il contrabbandiere Joe Merrick nell'uomo alla testa del gruppetto all'inseguimento dell'indiano, Tex sentenzia che l'indiano "deve essere sicuramente dalla parte della ragione". Poi però si preoccupa di non uccidere nessuno degli inseguitori ("giacché non sapevo ancora come stavano le cose").
  • Uno degli uomini di Merrick riconosce Natay (col buio e a quella distanza?) e tutti si danno da fare per "chiudergli la bocca a tutti i costi" (n.548 pag.30). Perché? Un contrabbandiere ne uccide un altro e ciò dovrebbe interessare a un Apache? E anche se fosse, quale indiano si recherebbe da una qualsiasi autorità dei bianchi per denunciare un altro bianco, ben sapendo di non essere creduto?
  • Veramente rocambolesca la fuga di Natay, che si eclissa davanti a un intero squadrone dell'esercito, senza che neppure una delle pallottole sparate dai soldati a breve distanza scalfiscano lui o il cavallo. Da manuale, la reazione del maggiore Leland, che rinuncia a far inseguire un indiano completamente disarmato per paura di "cadere in qualche imboscata" e che poi ne fa arrestare il padre, colpevole di averlo fatto fuggire! (n.548, pag.57-62).
  • Parimenti discutibile il comportamento di Ezkimizin che dice di avere "fiducia nella giustizia degli uomini bianchi" (pag. 62): se è strano che un'affermazione del genere venga fatta da un Apache, ancor più strano è che ciò avvenga pochi istanti dopo che un uomo della sua tribù è stato ucciso dai soldati.
  • Assurda la spiegazione di Tex riguardo al comportamento di Natay (n.548 pag.74): l'Apache uccide i contrabbandieri perché sono stati "la causa delle sue disgrazie", ma non uccide i militari - macchiatisi dell'assassinio del padre - "per non tagliarsi tutti i ponti alle spalle" pensando "al giorno in cui avrebbe voluto tornare a condurre una vita normale nel suo villaggio". A questo punto, le ipotesi sono due: o l'autore intendeva ribadire, in ossequio al politicamente corretto, che i farabutti si possono uccidere e i militari no; oppure voleva mettere in risalto, ancora una volta, l'inettitudine di questo Tex, che non riesce a salvare Natay nemmeno con l'assenza di vittime tra i soldati e con una confessione scritta del vero colpevole dell'omicidio di Bannister.
  • A pag.35-36 (n.549) Tex sbatacchia ben bene il maggiore Leland, il quale non si sogna minimamente di farlo arrestare e lascia lui e Tiger liberi di andarsene ... e di far fuggire Natay quella stessa notte.
  • Sparando due colpi in aria (n.549, pag. 75) forse l'ufficiale voleva davvero mettere in guardia il maggiore Leland, ma così mette in guardia anche Natay, che infatti alla fine riesce (di nuovo) a fuggire.
  • N.549, pag. 79. Natay ferma il suo cavallo, si volta e apre il fuoco contro un intero drappello di soldati, ferendo e sbalzandone di sella il comandante, senza che nessun soldatino senta il bisogno di rispondere al fuoco per proteggere l'ufficiale o sé stesso. Se aggiungiamo questa invidiabile flemma a quella ostentata nell'apertura del n.548, dobbiamo concludere che Leland non godeva di troppa simpatia presso la sua truppa!
  • Poche pagine dopo, anche Tex si mette a sparare in aria (non che sia una novità, a dire il vero): il peggio è che fa solo quello, nel senso che non tenta di fare assolutamente nulla per salvare Natay, nonostante i soldati non abbiano visto lui e Tiger. "Per aiutarlo avremmo dovuto sparare ai soldati che gli erano ormai addosso." Facciamo notare che Tex l'ha fatto decine di volte, mirando semplicemente ai fucili o aprendo un fuoco di copertura.

La frase

  • "Di tanto in tanto tornavo al villaggio per vedere se stavi bene, ma eri un bimbo sano e non hai mai dato problemi."
    Tex, rivolto al figlio n.548 pag.19
  • "La colpa di quanto è successo non è mia, Natay! Entrambi siamo vittime di uno scherzo del destino che ha fatto morire il colonnello Faraday proprio nel momento in cui avevamo bisogno di lui. Comunque non ti abbandonerò, è una promessa!"
    Tex, n.549 pag.37

Personaggi

Tex, Carson, Kit, Tiger [+]Generale Marcus Leland, comandante di Fort Defiance, precedentemente di stanza a Fort Huachuca. Perseguita ingiustamente Natay ed è il principale responsabile della sua morte Colonnello Forrester, diventa comandante di Forte Defiance dopo l'uccisione di Leland [+] Santos, scout indiano di Fort Defiance, figlio di Natay. Uccide per vendetta il generale Leland Keno, capo degli scouts indiani di Fort Defiance [+] Bannister, contrabbandiere d'armi e di whisky. Viene ucciso dal suo socio Joe Merrick [+] Joe Merrick, braccio destro di Bannister, tenta di eliminare Natay che ha assistito all'assassinio di Bannister. Muore in prigione, ucciso dal compagno di cella [+] Natay, guerriero Apache Aravaipa. Vittima di ingiustizie, inizia una sua guerra personale contro i trafficanti e l'esercito, guadagnandosi il soprannome di Lupo rabbioso [+] Ezkimizin, capo Apache e padre di Natay, viene arrestato per aver fatto scappare il figlio. Muore tentando la fuga [+] Huana, moglie di Natay. Viene uccisa dal Maggiore Leland, che le spara alle spalle durante uno scontro a fuoco [+] Colonnello Faraday, comandante di Fort Huachuca all'epoca delle scorrerie di Natay. Muore in seguito a una caduta da cavallo e il comando passa quindi al maggiore Leland Tenente Slater, di stanza a Fort Huachuca Sergente Ford, anch'egli di stanza a Fort Huachuca. Fa arrestare Tiger dopo la rissa al saloon del forte Noshe, guida Tex e Tiger da Natay, rifugiatosi sui monti Dragoon Sceriffo di Bisbee, nelle cui prigioni è custodito Merrick [+] Chaka, indiano della tribù di Ezkimizin e rivale in amore di Natay. Rivuole Huana a tutti i costi e per riuscirci non esita a condurre l'esercito al nascondiglio di Natay presso il Marbly Canyon

Locations

Fort Defiance Villaggio centrale della riserva Navajo, Arizona Pedregosa Mountains, nel sud dell'Arizona Fort Huachuca Villaggio Apache Aravaipa del capo Ezkimizin Stazione ferroviaria di Bisbee Magazzino di Merrick a Douglas Ufficio del Colonnello Faraday a Fort Huachuca Monti Dos Cabezas Trading Post sui Monti Dragoon Pueblo nel Marbly Canyon Prigioni di Fort Defiance

Elementi

Vendetta Odio razziale Gelosia Tradimento Trafficanti d'armi e di whisky Guerriglia contro l'esercito Fucilazione

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