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Il richiamo della foresta

una vedova allegra, ma non troppo (vedova)
Recensione di  |   | tex/


Il richiamo della foresta
 


Il richiamo della foresta

Scheda IT-TX-540-541

Bisogna essere onesti. Claudio Nizzi ci ha provato a scrivere una buona storia, e l'impegno è evidente. Una simile varietà di personaggi, locazioni, situazioni non la si vedeva da tempo immemore. Eppure, dopo un primo albo decisamente buono, il vecchio vizio ha avuto il sopravvento. Non c'è niente da fare, è più forte di lui: se non ridicolizza Tex almeno due o tre volte non è contento. Procediamo con ordine.

Stessi ingredienti, nuova pietanza

Siamo in Messico. C'è l'a solita richiesta d'aiuto, un tesoro da recuperare, i cattivoni messicani e la collaudatissima coppia Tex-Carson, con gli altri due in frigorifero come di consueto. Ingredienti utilizzati decine di volte; non ci sarebbe di che stupirsi, specie conoscendo il cuoco, ma qui cominciano le sorprese.

Flora Walker
Tex n.541, pag.70

(c) (C) 2005 SBE

Flora Walker<br>Tex n.541, pag.70<br><i>(c) (C) 2005 SBE</i>
Trama prevedibile? Non troppo. Certo, sappiamo che alla fine la giustizia trionferà e probabilmente alla morte di Link Walker non ci avevano creduto in tanti, eppure assistiamo a uno svolgimento articolato, ben lungi dalla esasperante linearità tipica delle recenti trame nizziane, e a un buon numero di colpi di scena. Personaggi stereotipati e monodimensionali? Mica tanto. La vedovella si farà ricordare (se all'inizio appare brava solo a parole, nel secondo albo matura e acquista spessore), i due villain antagonisti sono finalmente degni di Tex e non patetiche macchiette, e pure i personaggi di contorno, dai due complici di Walker al sergente Malden a Righera fino al tenente Valverde, denotano un'insolita cura nei dialoghi e nei comportamenti. Sceneggiatura bolsa e piena di spiegazioni inutili? Per nulla, o quasi. I dialoghi rievocano a tratti un Nizzi d'annata e risultano complessivamente piacevoli e appropriati. Per una volta uno stratagemma al fine di confondere i nemici è svelato nel giusto modo, e non spiegato quattro volte! Ci saranno almeno salvataggi imbarazzanti e situazioni grottesche? Almeno nel primo albo no: Tex fiuta il marcio come ai bei tempi, Carson non fa domande idiote e agisce come si conviene a un tizzone suo pari. Sembra quasi che Nizzi si diverta a giocare con i suoi critici quando, a pag.85, scatena l'ennesima gragnuola di colpi tutti sopra le teste dei due fortunati pards, ma che poi si rivela pienamente giustificata. Nel secondo albo non va altrettanto bene, ma registriamo con piacere una ben studiata interazione degli altri personaggi, con un intreccio finalmente non scontato. Da ricordare soprattutto lo scontro sanguinoso fra i bandidos e i milicianos (con la drammatica resa dei conti fra Righera e Fuentes), l'evoluzione del personaggio di Flora, il commovente finale.

Horacio Fuentes
Tex n.541, pag.73

(c) (C) 2005 SBE

Horacio Fuentes<br>Tex n.541, pag.73<br><i>(c) (C) 2005 SBE</i>

Jack London docet

Al richiamo della foresta non si sfugge, e dopo anni e anni di smitizzazione e prese per i fondelli ai danni del più inossidabile ranger del fumetto, era difficile che la festa durasse due albi interi. Il n.541 si apre con una figura quanto mai evitabile, e con l'aggravante della recidività (si vedano, a tal proposito, le annotazioni). Buona parte dell'albo è occupata dalle vicende dei comprimari ma i due pards ricompaiono giusto in tempo per farsi gabbare da un bandito invalido (sic), pronti per essere legati come salami e abbandonati al loro destino. Per il poco che compaiono Tex e Carson giocano di rimessa, non sono mai determinanti e, anzi, devono sempre far affidamento su qualcun altro per trarsi d'impaccio, ora un bandito morente, ora la cavalleria americana.

Dopo una strenua resistenza...
Tex n.541, pag.15

(c) (C) 2005 SBE

Dopo una strenua resistenza...<br>Tex n.541, pag.15<br><i>(c) (C) 2005 SBE</i>

Chi predica bene...

...non di rado razzola male, e questo vale anche per Claudio Nizzi, anche se stavolta lo diciamo in senso positivo. Nonostante alcune cadute di tono questa "doppia" non è una cattiva storia, tutt'altro, ma lo è nella misura in cui Tex e Carson stanno nell'ombra. E' noto che Nizzi rimprovera al suo collega Mauro Boselli di mettere in secondo piano Tex e di lasciar troppo spazio ai personaggi secondari. Bene, in quella che probabilmente è la migliore storia scritta da Nizzi negli ultimi tempi, che cosa abbiamo? Un gran numero di comprimari ben caratterizzati che portano avanti la storia, dove Tex e Carson sono niente più che figuranti. Nizzi ha dimostrato di ricordarsi come si scrive una buona storia d'avventura, ma ha anche confermato di essere in difficoltà proprio quando deve mettere mano al personaggio di Tex.

Concludendo

E' valsa la pena di spendere 5 euro per questi due albi? Sicuramente . Gli episodi di lesa texianità sono e restano fastidiosi, ma sono anche minoritari. Per il resto leggiamo 220 pagine con una discreta dose di fantasia e voglia di divertire, sostenute dai disegni di un Ortiz in buona forma, sempre più a suo agio nella rappresentazione del Messico di fine ottocento. Se i personaggi della storia si ricordano come qualcosa di più delle solite macchiette prive di spessore lo si deve anche alle sue ottime caratterizzazioni, fra le quali spiccano quelle dei ceffi patibolari dei bandidos. Resta il rammarico di constatare che, senza il suo solito vizio di far agire Tex in un modo che non c'entra nulla con il personaggio di Gian Luigi Bonelli, Nizzi ci avrebbe probabilmente regalato un prodotto degno di stare almeno vicino ai suoi lavori dei tempi migliori. Tex Gigante nn.540-541 - Sergio Bonelli Editore, mensile, in edicola, brossurato – € 2,50

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