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Per grazia ricevuta

anche nel West, qualche volta, i miracoli accadono
Recensione di  |   | tex/


Per grazia ricevuta
Tex 625-626


Scheda IT-TX-625-626

C'è una prima volta per tutto. Dopo sessantaquattro anni di micidiale infallibilità, succede che qualcuno riesca a sopravvivere a un duello con Tex Willer, pur facendogli credere il contrario, e senza che le condizioni circostanti giustifichino un sì incomprensibile abbaglio.

Basterebbe questo per gridare allo scandalo e denunciare la gravissima colpa di lesa texianità da parte, per giunta, di un autore il cui ruolino di marcia è ancora troppo breve per consentirgli l'ardire di una simile libertà. Tuttavia non lo faremo, per due motivi che ci sembrano validi.

Il primo è che l'eccezionalità dell'evento non è frutto del mero capriccio di uno sceneggiatore maldestro o, peggio, in cerca di un facile colpo a effetto, bensì risulta l'elemento fondante della storia. Siamo infatti di fronte a un autentico miracolo, tanto che il miracolato non potrà fare altro che trascinarsi alle porte di un convento dove, dismessi pistola e cattivi propositi, prenderà voti e saio per dedicarsi a opere di bene. Non sapremmo immaginare maggior complimento alla temibilità di Tex che fare dello scampare alle sue Colt una Grazia tale da trasformare spietati assassini in frati! ;-)

La fede di Blanco e lo scetticismo di Tex
Tex 625, pag.38 - Tavola di José Ortiz

(c) 2012 Sergio Bonelli Editore

La fede di Blanco e lo scetticismo di Tex<br>Tex 625, pag.38 - Tavola di José Ortiz<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i>

Il secondo motivo è che da questa forzatura scaturisce una storia in due albi piacevole e ben realizzata. Il frate dovrà fatalmente confrontarsi con il suo violento passato e, per evitare che altri abbiano a soffrirne le conseguenze, sarà costretto mettere in gioco tutto, la sua vita e la sua fede, lungo un pericoloso crinale sospeso "fra il cielo e l'inferno".

Ruju pone una base solida e la sviluppa coerentemente

E' da notare che, anche questa volta, Pasquale Ruju non si affida a chissà quali virtuosismi tecnici, ramificazioni del soggetto o intrecci psicologici. Semplicemente (si fa per dire) pone una base solida e la sviluppa coerentemente, sfruttando con misurato mestiere le potenzialità di tutti i personaggi in gioco, nessuno escluso. Una volta poste le premesse, la trama si dipana in modo sostanzialmente lineare e senza significativi colpi di scena. Tex e Carson, dal canto loro, sono massicci e letali come più non potrebbero, spazzando via -come da copione- qualunque avversario gli si frapponga, bianco o rosso che sia. L'unica variazione degna di nota è rappresentata, dalla metà del secondo albo, da una coppia di sorelle che conducono una stazione di posta - due donne normali, che non compiono (improbabili) azioni clamorose ma che saranno comunque determinanti nel mettere alla prova l'effettiva conversione del frate-bandito.

Qualcuno si chiederà: come fa una storia semplice, che va "come deve andare", con i protagonisti che non sono mai in difficoltà, a essere interessante? Bene, proprio la linearità, l'apparente semplicità, sono il sintomo più evidente tanto della solidità della trama, che non abbisogna di espedienti e continui ribaltamenti, quanto dell'efficacia dei personaggi. Personaggi che, frate a parte, non offrono alcun approfondimento psicologico, di quelli che tanto vanno di moda oggigiorno, ma che nondimeno funzionano tutti benissimo.

Alla riuscita dell'albo contribuisce anche José Ortiz, con il suo consolidato segno sporco, dinamico e polveroso, adatto soprattutto ad ambientazioni come questa, in esterni, tra deserti e mesas popolate da bandoleros messicani e ribelli Apache. Certo, l'età ormai si fa sentire e il tratto non è più preciso e curato come una volta, ma le facce da galera di Ortiz rimangono tra le migliori del nutrito parco disegnatori texiano, e non v'è dubbio che una buona parte di merito della riuscita della storia sia attribuibile all'interpretazione intensa e coinvolgente del disegnatore spagnolo, che ormai è una vecchia conoscenza per i lettori della testata.

Una difficile situazione per Padre Blanco
Tex 626, pag.67 - Tavola di José Ortiz

(c) 2012 Sergio Bonelli Editore

Una difficile situazione per Padre Blanco<br>Tex 626, pag.67 - Tavola di José Ortiz<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli Editore</i>
Pasquale Ruju è sicuramente la sorpresa positiva del 2012

Niente "effetti speciali", dunque: semplicemente il West, un buon Tex, l'Avventura e una storia tanto ben raccontata che, a dispetto delle apparenze, si rivela a tratti perfino toccante. Inoltre, merita sottolinearlo, i dialoghi sono di ottima fattura: né banali né pesanti né artificiosamente "bonelliani", bensì piacevoli, scorrevoli e in sintonia con lo spirito della serie. Pasquale Ruju è sicuramente la sorpresa positiva del 2012, protagonista di una lenta ma costante progressione qualitativa delle sceneggiature. Ci auguriamo di leggerlo a lungo sulle pagine di Tex, restando in attesa di vederlo compiere quel balzo definitivo che gli consenta di iscrivere nel suo cursus honorum alcune Grandi Storie, oltre a quelle già valide che ci ha finora donato.



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