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Senza fine

Quando Tex racconta, ma non conta... se non quanto il due di coppe
Recensione di  |   | tex/


Senza fine
 


Scheda IT-TX-548-549

Le due vignette affiancate raccontano due diverse storie.

La prima, e più tragica, narra della vendetta e della morte di Santos, un Apache che non ha dimenticato l'uccisione dei suoi genitori e che, dopo aver atteso pazientemente l'occasione per portare a compimento la vendetta, salda il suo debito con la giustizia dei bianchi. L'esecuzione della sentenza viene rappresentata nell'arco di poche vignette, con l'ausilio degli elementi classici: il muro di cinta, il plotone d'esecuzione, le autorità e gli amici presenti, l'ordine di fare fuoco, gli spari. I quattro pards sembrano inseriti a forza in questo scenario dominato da fatalità e impotenza, che poco o niente dovrebbe avere a che fare con eroi del loro calibro. Per di più, un'infelice scelta di tempo nella sceneggiatura mostra i pards che si levano il cappello quando Santos è ancora vivo.

Quattro fulmini scatenati!
Tex 549, pagg.112/113

(c) (C) 2006 SBE

Quattro fulmini scatenati!<br>Tex 549, pagg.112/113<br><i>(c) (C) 2006 SBE</i>

La seconda storia, e più grottesca, parla di quei quattro eroi e in particolare della loro punta di diamante: della sua goffaggine, del suo arrivare spesso in ritardo nel tentativo di riparare a precedenti inadempienze, della sua cura per la forma e incuria per la sostanza. Per gran parte della storia, Tex narra di come lui e Tiger conobbero il padre di Santos, Natay, e delle vicende che indussero il giovane Apache a diventare un ribelle, ma in realtà si parla d'altro: di tutto ciò che Tex non fa o fa non da Tex.

il proposito finale di Tex di "aiutare Natay" si tramuta quasi immediatamente in "era impossibile aiutare Natay"
Claudio Nizzi riscrive l'avventura di Apache Kid, una delle meno riuscite di Gianluigi Bonelli, ma il risultato non è certo migliore di "Figlio del Vento" (Maxi Tex n.6), pessima riscrittura della celeberrima storia di Silver Star. Apache Kid è un personaggio storico e certo Bonelli non poteva cambiare la storia, ma Tex fa di tutto per aiutare l'amico ribelle, anche dopo che le sue mani si sono sporcate di sangue; al contrario, il Tex di "Documento d'accusa" lascia fare ai militari, di cui in passato non si fidava, e il suo proposito finale di "aiutare Natay" si tramuta quasi immediatamente in "era impossibile aiutare Natay", lasciando quindi morire l'amico al quale aveva promesso solennemente di non abbandonarlo.

Nulla di nuovo, dunque, tanto meno nel reparto sceneggiatura, al quale abbiamo solamente accennato per non solleticare troppo noi stessi e i lettori con la consueta comicità della scrittura nizziana. O forse no, qualcosa di nuovo c'è, vale a dire la fucilazione: Tex assiste ad una morte, con il cappello già calato, ancora una volta del tutto impotente.

Cresce continuamente il numero delle situazioni in cui non vorremmo aver visto Tex. Senza fine, appunto.

Il pueblo
Tex 549, pag.60

(c) (C) 2006 SBE

Il pueblo<br>Tex 549, pag.60<br><i>(c) (C) 2006 SBE</i>

Buone notizie invece sul fronte dei disegni, con un Andrea Venturi in ottima forma, tornato ai pennelli tre anni dopo "Le foreste dell'Oregon" (n.513). Messo alla prova su una storia tipicamente western, lontano da teatri e da foreste, Venturi si esprime al meglio con una carrellata di paesaggi spettacolari, che va da quelli assolati come la Monument Valley, il Marbly Canyon e il pueblo nascosto, a quelli innevati, come i monti Dos Cabezas e Dragoon. Si nota ancora una certa discontinuità nella rappresentazione dei volti, ma è innegabile che l'artista si sta appropriando progressivamente della sua caratterizzazione di Tex, processo che ha richiesto diverse prove a più di un artista della scuderia Bonelli.

Peccato tuttavia che la rappresentazione di Tex non tenga conto del ringiovanimento, per quanto riguarda la parte narrata in flash-back, nella quale Tex dovrebbe avere tra i 25 e i 30 anni. Tex è raffigurato ovunque come un quarantacinquenne, abbigliato come siamo abituati a vederlo dal n.26 ("Frecce nere") in poi, e lo stesso dicasi per Tiger. È d'altronde innegabile che quasi nessuno dei disegnatori cimentatisi, dopo Galep, con un Tex giovane è riuscito nell'impresa di rinverdirlo, se non in parte Marcello ne "La grande invasione" (nn.497-499) e ne "Gli invincibili" (nn.438-440).

In soccorso(?) di Natay
Tex 549, pag.87

(c) (C) 2006 SBE

In soccorso(?) di Natay<br>Tex 549, pag.87<br><i>(c) (C) 2006 SBE</i>

Nonostante l'impegno e la buona prova di Venturi, la storia è da dimenticare, insieme a molte altre di questi ultimi anni. Il guaio è che, per molti versi, non la dimenticheremo tanto presto.

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