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Chef Rubio: food fighter


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Diego Cajelli


Come e quando sei stato chiamato in causa per la realizzazione del graphic novel?
Ho un pessimo rapporto con il calendario e le agende, per cui non mi ricordo nemmeno che mese era!
Di Bernardo mi ha chiamato dopo che aveva già fatto i primi avvicinamenti preliminari con Chef Rubio e il suo entourage.
Mi chiamò, mi spiegò quello che aveva in mente e io accettai la sua proposta con grande entusiasmo!
Chef Rubio: Food Fighter - Tavola 1<br>disegni di Enza Fontana<br><i>(c) 2014 Edizioni Star Comics</i>

Descrivici come si è svolto il tuo lavoro di trasposizione dal soggetto alla sceneggiatura. Chef Rubio è stata parte attiva nel lavoro di stesura della storia?
Chef Rubio ha "chiesto" alcune cose... Tipo il potere di smascherare le bugie con l'olfatto, o la presenza di personaggi femminili dal carattere forte.
Il soggetto lo ideato partendo dal presupposto di inserire lui all'interno di una storia di genere, una spy story dai toni ironici, pulp, con qualche strizzatina d'occhio, per mood e atmosfere a Zoolander e Hudson Hawk.
Volevo fare una storia sul cibo, e chi meglio di uno chef come protagonista poteva essere il veicolo per raccontare quella storia?
Chef Rubio: Food Fighter - Tavola 3<br>disegni di Enza Fontana<br><i>(c) 2014 Edizioni Star Comics</i>

Quali difficoltà (se ci sono state) hai dovuto superare nel costruire una storia avventurosa, calzandola su un personaggio esistente che, tra l'altro, svolge un lavoro "apparentemente" poco avventuroso?
Il cibo, se viene concepito in un certo modo, è una grandissima avventura. L'alimentazione, il cucinare, la ricerca degli ingredienti, i modi di intendere e concepire la cucina sono argomenti estremamente avventurosi anche senza collocarli in un plot di genere.
Penso ad Anthony Bourdain, da Kitchen Confidential a No Reservation, narrazioni avventurosissime, scritte in modo eccelso, che hanno il cibo e la cucina come nucleo fondamentale.
Chef Rubio: Food Fighter - Tavola 4<br>disegni di Enza Fontana<br><i>(c) 2014 Edizioni Star Comics</i>

Quanta "libertà" d'azione hai concesso alla disegnatrice?
Mi sono trovato benissimo a lavorare con Enza. La sceneggiatura era abbastanza aperta, ma lo sai, io non sono uno sceneggiatore ferreo, quello che conta per me è raccontare bene una bella storia. Il fumetto finito deve essere il frutto dell'unione delle competenze di due persone.
Quindi, una delle due parti non deve prevalicare l'altra, ma devono agire in equilibrio. Con Enza è stato cosi e ne sono felicissimo!


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