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" Triplo bersaglio"


Pagine correlate:

Può un evento straordinario come una guarigione improvvisa portare odio e morte? Sembra impossibile ma è così. E di colpo Helena si scopre...

Killer per miracolo!
recensione di Emanuele De Sandre



TESTI
Sog. e Sce. Tito Faraci    

Soggetto semplice, ma illuminato da una piccola e preziosa perla: l'evento scatenante è nientepopòdimeno che... un miracolo! La guarigione improvvisa dal cancro del marito dell'assassina induce quest'ultima alla follia. Perchè? Semplice: la fetusa, al secolo Helena Corbet, già pregustava il frusciare delle banconote da ereditare alla dipartita di Billy Corbet, il suddetto marito, peraltro arricchitosi tramite la rispettabile attività sociale di usuraio, e invece nisba, nada, niente. Il retrogusto amaro che questa sfaccettatura lascia, apre la via a riflessioni ancor più oscure e tristi, del tipo: "quando le persone smettono di ascoltare la propria coscienza neanche una carezza divina può schiudere gli occhi ciechi nè ridare l'udito ai sordi...". Dove cova il male ogni altro evento perturbatore genera solo altro male, e neanche un dono dal vago sapore biblico, come una guarigione miracolosa, può indurre a ravvedimenti. E di malvagità pare proprio che a villa Corbet se ne intendessero.

"...se neanche un dono dal vago sapore biblico induce a ravvedimenti..."
   
Attorno a questa intuizione Faraci, già a suo agio con l'intero entourage raideriano, gestisce un ottimo fumetto, lineare ma non banale, equilibrato ma non piatto, gestendo al meglio anche le solitamente scomodissime ultime tavole. Ma andiamo con ordine.
  • Fumetto: nella sua accezione positiva, ovviamente, per sottolineare come l'autore usi il testo per dire delle cose e le immagini per mostrarne, o celarne, delle altre, senza inutili ridondanze o noiose verbosità, nelle quali è ancor più facile ricadere quando si deve scrivere una storia dichiaratamente gialla.
  • Lineare: solo l'incipit risulta alla fine emarginato dal resto della narrazione, per quanto a una attenta rilettura anche queste due pagine si incastrino senza forzare nel sobrio ma efficace puzzle di Faraci. La detection si dipana senza bisogno di lunghi flash back, incarnata nel cupo presente dei protagonisti, favorendo così la comprensione del lettore.
  • Equilibrato: i dialoghi funzionano benissimo, non c'è nessuno che blateri a vanvera appesantendo la lettura, quando c'è da parlare si parla e quando c'è da agire si agisce, senza che le scene movimentate vengano appesantite da balloon di pensiero o altre improbabili amenità all'americana.
  • Brillante: come definire un albo che inizia con un piromane che agisce e subito si ravvede, un tenero nonnetto freddato mentre nutre il proprio micio, Nick Raider e Violet che tubano e il flirt interrotto da un secondo morto, e tutto in sole otto tavole! Fosse solo questo. Faraci conduce l'indagine complicandola solamente con eventi assolutamente plausibili, come possono esserlo una normale diffidenza (alticcia e manesca) verso la polizia, le bravate di giovani teppisti di campagna e le menzogne ben confezionate del vero colpevole. Il tutto rifinito da un altrettanto credibile colpo di coda e da un finale paradeamicisiano perfettamente integrato nella narrazione e gestito con dialoghi pesati al millesimo ad evitare insulsi pietismi e falsi buonismi.

    "Il sorriso di Nick e il sobrio disincanto di Marvin splendono sereni nel fango delle bassezze umane"
       

    Infine gli splendidi personaggi che lo sceneggiatore muove lungo l'avventura: per un Nick Raider che sa sorridere in molti modi diversi, c'è un Marvin conscio di sè, delle sue abilità come anche dei suoi limiti (a pag. 11 addirittura ammette di aver detto una battuta infelice), una Violet che in tre vignette riesce a trasmettere tutto il suo focoso carattere, dolce e incazzata, gelosa e libera. E un toccante Gremo, il presunto colpevole, uno sconfitto dalle sfumature verghiane, schiacciato dagli eventi e dalla solitudine, al quale, in un finale insolitamente consolatorio i nostri due agenti portano una piccola lieta novella, a riscatto per lui di tanta ingiusta sofferenza. Quasi commovente.
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    la fermezza e lo sconforto
    disegni di Alessandro Nespolino (c) 2001 SBE



    DISEGNI
    Alessandro Nespolino    

    Un esordio con i controfiocchi. E come chiosa il noto anonimo patavino: "se il buon giorno si vede dal mattino / benvenuto Nespolino!"
    Facezie a parte, l'ex-leddiano trasfigura il suo tratto mettendosi sulle piste dei vari Frisenda, Ramella, Barbati e Milano con grinta, vivacità e personalità. La cosa che più ci ha colpito è la grandissima abilità nel far recitare i volti, tanto che, per esempio, riesce a far sorridere Nick in almeno tre modi diversi: a pag. 60 con aria paterna verso gli ignoti che hanno rigato la sua macchina, a pag. 64 nello scambio di frecciate con Marvin, mentre a pag. 98 Nick sfodera il sorriso amaro di chi è conscio di ricompensare una vittima con una poco remunerativa pacca sulla spalla.
    Per non parlare dell'angoscia e della tristezza che il disegnatore comunica non solo attraverso il volto di Gremo, le sue innumerevoli rughe, le sue guance scavate dalla sfortuna, ma anche con le sue posture, come quelle esemplari di pag. 42 (inginocchiato, beffato dalle sue paure) e pag. 63 (schiantato sulla sedia dagli eventi avversi).
    Ingiusto non sottolineare allora come dalle chine di Nespolino ne esca ammaliante e convincente anche la spietata Helena Corbet, prima triste, dolce e stupita (pag. 40, 41, 70 e 71), poi fredda, cattiva e duramente determinata (pag. 88 e seguenti).
    Detto della grande abilità nel caratterizzare i personaggi, non resta che applaudire la dinamicità delle scene d'azione e la capacità di cogliere sempre l'inquadratura giusta. Buona il più delle volte la profondità delle location, le vignette sono opportunamente dettagliate solo quando necessario. Ammirevole gestione dei bianchi e dei neri, di cui prova magistrale è, secondo noi, l'inseguimento notturno nel bosco, scena il cui indice di difficoltà è certamente altissimo. Invece Nespolino riesce a essere nitido e comprensibile nelle tenebre ed espressivo nella penombra, dimostrando così una maturità notevole. Tuttavia si percepiscono varie imperfezioni sparse nell'albo e difficilmente individuabili, segno che ci sono ancora margini di miglioramento, per questo giovane autore che già possiamo additare come futuro "campione" della testata dedicata al poliziotto di New York.

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    inseguimento notturno nel bosco!
    disegni di Alessandro Nespolino (c) 2001 SBE



    GLOBALE
     

    Dinamica e coinvolgente la copertina di Mastantuono, che riporta fedelmente una scenda dell'albo. Molto buona la seconda prova di Faraci (quasi certamente migliore della prima), ottima la fusione di testo e disegni che va in scena in quest'albo, si prospetta una proficua intesa tra questi due autori. Un po' fiacco il titolo, troppo vago per risultare significativo.
    E' un peccato che Nick Raider sia una delle testate meno lette di casa Bonelli, perchè molti, anzi troppi temiamo non sappiano quello che a volte si perdono...
     

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