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Agenzia Alfa n.1 (A)
" La carta della torre "
(1k)
( 4 , 4 , 2 ) 2 + 1
39% equiv.
3/7
Vedere anche la Scheda della Storia nell'uBC Database.


-Ancora una, Signor Frizzi!
-Ma è sicura, Signora, guardi che potrebbe perdere tutto...
-Sì, tanto è solo un gioco! [il marito da dietro "Nooo, fermati, fermati!"]
-Brava, Signora Maria! Questo è lo spirito giusto per giocare! Allora andiamo avanti... Quale carta vuole, Signora?
-Uhm... Quella a destra, quella a destra [il marito, dietro "Nooo, quella in mezzo, in mezzo!" ]
-Ecco, quella a destra... Ora la nostra Zingara solleva la carta, piano piano... TADADADAAAAAAAAAAA La LUNA NERA!!!!!! Mi spiace, signora, è andata male...
-Fa niente, è un gioco [il marito inizia a insultarla, si sente un "Ecco, te l'avevo detto!"...]. Complimenti per la trasmissione! Posso salutare mia sorella Teresina che sta in Germania...


Carta che vince, carte che perde
recensione di Paolo Ottolina
Nathan Never



Soggetto
(1k)
4/7
Gabriella Cordone
Alberto Lisiero
Riecco i due del Ponte di Comando, qualche mese dopo la bella prova di "Hadija", una dei migliori NN dell'ultimo periodo, capace di toccare i cuori e la fantasia (lussuriosa? ;-) di molti. A ben vedere l'impostazione di questo episodio non è troppo dissimile da "Hadija". Qui, come là, abbiamo un personaggio alle prese coi propri incubi personali, alle prese con un'integrazione difficile, se non impossibile, con la mostruosa società del futuro. Qui, come là, abbiamo un personaggio capace di sfoggiare una personalità diversa da quella reale, capace di nascondere il proprio lato oscuro e pericoloso, finché non sopraggiunge un evento di rottura. Qui, come là, abbiamo un percorso psicologico-esistenziale che vuole dirci qualcosa: se in Hadija l'idea era che solo l'amore e la fiducia negli altri possono salvarci dai nostri traumi, mentre la vendetta e l'odio conducono alla solitudine e all'impoverimento morale, in questo "La carta della Torre", Cordone&Lisiero tentano di proporci una riflessione sulle inesplicabili strade del destino, e sull'incapacità di conoscere realmente anche le persone più intime.

Peccato che la filosofia della triste vicende di Krause sia un po' troppo fumosa rispetto a quella lineare (forse semplicistica) di Hadija. E peccato che il ritmo non trovi un equilibrio tra momenti eccessivamente verbosi ed altri di pura azione. E' interessante, comunque, il discorso, vagamente borgesiano, sul destino, sulla possibilità di inforcare, nel "Giardino dei Sentieri che si biforcano", qualche strada che appartiene ad altri, e che noi, scambiandola per nostra, percorriamo inesorabilmente fino alle estreme conseguenze. L'utilizzo di un espediente adeguato al tema come i tarocchi permette di costruire la vicenda con sufficiente agilità e consente anche alcune raffinatezze nella narrazione, come l'identificazione tra Krause e la figura della Torre, o come la progressiva accettazione del proprio "vero" destino da parte di Paula, che si completa nell'epilogo. L'opzione per il finale, con il killer pronto a colpire celato in un ambiente labirintico e affollato, è una situazione classica ma sempre valida, e sostiene bene la tensione fino alla risoluzione del caso.

Sceneggiatura
(1k)
4/7
Gabriella Cordone
Alberto Lisiero
Con un po' di fantasia, questo primo episodio potrebbe essere spacciato come un prodotto confezionato ad hoc per il volumone Agenzia Alfa. A ben guardare, però, questa ipotesi cade presto, considerando che la coralità della storia è solamente fittizia: la comparsata dei vari Andy, Link, Al, April (cui viene concessa non più di una battuta a testa), non può certo regalarci qualcosa di nuovo su characters secondari che (teoricamente) dovrebbero trovar spazio con questo annual. Puntualizzato questo aspetto (vedi anche l'overall), il lavoro ai testi non è affatto malvagio, seppur inferiore al precedente "Hadija" (scusate il continuo confronto, ma per Cordone&Lisiero quella storia è diventata un metro di paragone). La figura dell'assassino, Krause, è piuttosto affascinante, e la sua degenerazione ossessiva è resa piuttosto bene: da mania paranoide a follia pura-e-semplice il passo è breve, tuttosommato, basta una frattura nel proprio microcosmo (la scoperta del segreto da parte di Paula) a rendere impossibile il risalire la china. Anche il contrasto con Paula, futile e un po' tontolona, è efficace: una bella coppia quei due, peccato ;-).

Qualche particolare da segnalare:
  • altro scompiglio nella continuity sentimentale dell'universo di NN: se Nathan "tradisce" con Hadija, Janine si consolerà con il loquace Herry?
  • interessante la figura di Kathy: le facoltà medianiche giustificate attraverso il possesso di poteri ESP
  • mi sta bene l'ineluttabilità del destino: ma la corda "animata" che nello studio TV agguanta al volo Krause, come la vogliamo spiegare?
  • perchè aggiungere quel finale lirico a colpi di didascalie: non c'entra nulla con lo stile dell'episodio e ci ritroviamo con una sorta di parodia-kitch di un brano fantapoetico alla Bradbury. Decisamente stonato.

Disegni
(1k)
2/7
Francesco Rizzato Davanti a queste tavole provo un notevole fastidio. Tratto piuttosto americano, purtroppo simile però a quello di certe "seconde scelte" made in USA, viste anche qui da noi (a me ricorda certi -brutti- lavori della defunta Malibu). L'insieme delle figure e degli ambienti suggerisce qualcosa di disarmonico, di altalenante, di quasi-amatoriale. L'approccio alle figure umane sembra spesso inficiato da errori anatomici: facce "grasse" in certe vignette e magre in altre, arti con piegature innaturali, personaggi che hanno spalle larghe visti di fronte e strette da dietro, uomini (e donne) prestanti che sembrano ingobbiti, pose rigido-inamidate, i soliti volti orribili purtroppo già visti su Nathan di recente (Catacchio docet?). Certe dimensioni prospettiche negli ambienti sono opinabili, e altrettanto per la collocazione dei punti di fuga. Forse è un uso poco efficace del chiaroscuro a distorcere molte figure.

A titolo di esempio, guardate l'immagine pubblicata anche sul Giornale di Sergio Bonelli: Nathan e Legs che scendono nelle fogne (prima vignetta di pagina 51). Se il punto di osservazione è quello scelto, allora il tombino non può avere quella forma circolare, dovrebbe essere decisamente più ellittica (così sembra che la scala sia appoggiata sulla Luna); la scelta del chiaroscuro sulle figure, poi, le appiattisce completamente: Legs ha i polpacci completamente bianchi e le cosce (quasi) completamente nere, ottenendo come risultato una sorta di disegno "egizio", privo di profondità. Problemi del genere, ad un'osservazione accurata, saltano fuori quasi in ogni tavola, fornendo un insieme davvero poco estetico.

La madre di tutti i mali, tuttavia, sta nello schizofrenico spostamento di "macchina da presa" che Rizzato imbastisce con ritmo frenetico: plongée (inquadrature dall'alto v. il basso) e contreplongée (il contrario) si sprecano, da un campo medio visto dall'alto si passa a un primo piano dal basso. Una regia inutilmente barocca: sembra quasi un filmato di un videoamatore alle prime armi, convinto di essere il novello Spielberg. Pressoché di continuo il punto di osservazione è spostato rispetto a quello convenzionale, e tutto questo gran movimento dell'"operatore" è privo di qualsiasi valenza espressiva, e contribuisce a abbasssare la soglia di "leggibilità" dei disegni che, causa questa regia "scorretta", faticano ad essere interpretati di primo acchitto. Disegnare con inquadrature distorte, poi, presuppone il possedere alla perfezione l'anatomia delle figure: non è questo il caso, ahinoi, e il disegnatore, quindi, si fa ulteriore danno.
Una parte grafica davvero fastidiosa, disturbante.

Copertina
(1k)
2/3
Roberto de Angelis L'impostazione alla "foto di gruppo" è doverosa e perfettamente condivisibile. I volti, complessivamente, sono più che accettabili, considerando le conclamate difficoltà del De Angelis illustratore con l'approccio ai visi (perchè, però, Legs indossa un completo sado-maso e Jack sembra alto 3 metri?). Anche il logo convince, e buono è il contrasto tra lo sfondo arancione eil triangolino blu che taglia in alto a sinistra. Tuttavia un disegno del genere è "tecnicamente" piuttosto semplice, e non merita il massimo dei voti. Da notare che il Nathan in copertina è praticamente identico al Nathan di De Angelis comparso sulla cover dell'ultimo nr. di Dime Press: un disegno riciclato?

Overall
(1k)
1/3
Il trionfo della quantità. Il tonfo della qualità. E in, un certo senso, del rispetto verso i lettori. Chiariamo, non che le storie siano di una bruttezza agghiacciante; abbiamo visto anche di peggio, purtroppo. Nella rubrica della posta, scritta nel solito, insopportabile stile "alla Janine" (complimenti a Katia Albini, che sta riuscendo nell'intento di farmi odiare il personaggio, oltre alle rubriche), si specifica che questo malloppone ci è stato propinato per venire incontro a due desideri dei lettori: a) avere storie corali su tutti gli Agenti Alfa e b) poter leggere, una volta ogni tanto, più storie al mese. Non abbiamo alcun dubbio che la richiesta b) sia stata assolta, ma che questo AA1 sia nato appositamente per rispondere al punto a), non ce la possono dare a bere. E' EVIDENTISSIMO, chiaro come il sole ai tropici, che queste tre storie sono dei volgarissimi Nathan Never riciclati: storie che stavano nel magazzini delle seconde scelte, pronte a essere tirate fuori per ritardi nella produzione o per imprevisti vari (volete una prova? Basta guardare lo spazio e i ruoli riservati a Legs, tipici dei tempi precedenti all'avvio della sua serie).

Che fa la Bonelli? Pensa: abbiamo 'ste cose che languono nel dimenticatoio, perché non cavar sangue (e soldi) dalle rape? Inventiamoci una nuova serie, dall'anno prossimo imbastiremo storie ad hoc, per stavolta facciamo un po' di sana ecologia: ricicliamo i rifiuti non tossici! E via allora con questo malloppone. Non sarebbe stato molto più corretto nei confronti dei lettori aggiungere una storia, e fare due NN Bis con un paio di episodi storie ciascuno? E iniziare a far sceneggiare e disegnare delle storie nuove che DAVVERO ci parlino degli altri Agenti Alfa: di Al e della sua famiglia, di come vive un robot travestito da umano, di Andy e del suo pettine, etc. La Albini tenta persino di giustificare l'operazione, ammettendo che le storie non sono poi così corali e che Nathan, in effetti, ci sarà eccome ("perché un albo che porta il titolo "Agenzia Alfa" non potrebbe esistere senza la partecipazione del suo agente migliore"): non è sufficiente, cari miei, a rendere "eticamente" corretta un operazione del genere, non è affatto sufficiente. Ho provato un piacere quasi fisico, dopo l'acquisto, a tenere tra le mani un malloppazzo di 300 pagine dedicate a personaggi tanto amati: ben presto, man mano che procedevo nella lettura, il piacere si è trasformato in fastidio, fastidio puro. E solo in parte per il livello non eccelso delle storie...


Agenzia Alfa che delusione
(1k)
commento di Marco Gremignai   (21.05)

Da appassionato lettore di Nathan Never aspettavo con ansia questo "malloppone", con tre storie legate da un filo comune e tutti gli agenti in azione.. Poi, già dalla posta di "Janine" (concordo in tutto e per tutto sulle valutazione negative della pagina della Posta!!!), ho avuto sentore di quanto temevo: altro che tutti gli agenti in azione!

Salvo la prima storia (e in parte: Jack dov'era?) nella seconda si ricompone il tradizionale trio Nathan-Legs-Sigmund e, nella terza, la coppia Nathan-Legs, ma il fulcro di tutto è sempre e solo Nathan. Anche il filo comune (la "pazzia") era a sua volta veramente debolissimo.

E ancora, un'annotazione sulla "continuity" - annotazione che esula un po' dal "malloppone": so bene che è difficilissimo fare programmazioni a lunga scadenza (il disegnatore in ritardo, l'imprevisto ecc.), ma ultimamente ci sono TROPPE storie con in mezzo il cyberspazio.

E poi, a volte, basterebbe qualche didascalia dell'ultimo momento per rendere più credibili certe situazioni, sempre all'interno della "continuity" (ad esempio, Jack innamorato in "Blocco mentale": bastava fargli dire "Sapete, con April - dopo che ho ritrovato mia madre - le cose non vanno molto bene". Già che ci sono, lasciate a Dylan Dog gli innamoramenti che durano lo spazio di un albo! E' poco credibile che Nathan faccia sempre colpo o si innamori, figuriamoci ANCHE tutti gli altri, a partire da Sigmund..
 



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Soggetto

 
Sceneggiatura

 
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