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"La dama di ghiaccio"


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Tremate! Arriva il nuovo Gabriel
recensione di Giorgio Zaccaria



TESTI
Sog. e Sce. Pasquale Ruju    

Nuova avventura nelle profondità dello spazio per l'agente Never che, come al solito, è costretto ad affrontare avversari privi di ogni scrupolo e disposti a tutto pur di mettere le mani su di un favoloso diamante. Il soggetto è chiaramente ispirato al racconto L'abitatore del buio scritto dal grande H.P.Lovecraft, ma nonostante cotanto modello si rivela scialbo e privo di qualsiasi mordente. Ruju, infatti, non riesce minimamente ad evocare l'angoscia che l'incontro con l'ignoto provoca nelle pagine del maestro di Providence. I protagonisti sono caratterizzati in maniera approssimativa, appena abbozzati ed ogni loro comportamento appare stereotipato e prevedibile; irritante è poi la confessione strappa lacrime del proprio passato di orfana maltrattata fatta da Caribe, assolutamente non in linea con le caratteristiche del personaggio fino ad allora tratteggiato. Che anche in Bonelli sia l'era del "politicamente corretto"?.

"Forse è meglio che Ruju non provi a fare lo Sclavi della situazione se non ne è in grado..."    

Non trovo affatto credibile la sequenza che apre e chiude l'albo, che si rivela un tentativo, a mio avviso maldestro, di dare un tocco di poesia alla storia: come è possibile che una bambola, per quanto tecnologicamente avanzata, possa attraversare l'atmosfera terrestre senza disintegrarsi? Forse è meglio che Ruju non provi a fare lo Sclavi della situazione se non ne è in grado...

La sceneggiatura si trascina stancamente fino alla scontata conclusione della storia (alzi la mano chi non aveva capito che Saxon non era morto...) non facendo nulla per elevare il banale soggetto, anzi si macchia di macroscopiche ingenuità come a pagina 77 in cui chiaramente Blackbeard viene colpito da un proiettile in pieno petto per poi guarire miracolosamente e salvare Nathan e Caribe. Poco originale è anche l'espediente di evitare l'annegamento dell'agente Alfa e della sua bella compagna grazie all'intervento di un deus ex machina degno di un fumetto anni '30. Assolutamente fuori luogo e non funzionale al proseguimento della storia è il personaggio del custode, la cui presenza probabilmente nelle intenzioni dell'autore doveva rappresentare il colpo di scena finale, ma che, in realtà, non fa altro che aumentare il disagio del lettore di fronte ad un prodotto assolutamente insufficente.

In generale quindi un numero da dimenticare e da riporre nello scaffale lieti che non rappresenti la media della serie...



DISEGNI
Romeo Toffanetti    

Personalmente non sono un fan del tratto di Toffanetti il quale comunque non commette gravi imperfezioni o imperdonabili errori di prospettiva. Il problema è che in tutto l'albo non vi è nemmeno una tavola che mi abbia emozionato e questo a causa di un disegno che non riesce ad elevare la pochezza della sceneggiatura.

Le astronavi della sequenza iniziale poi sembrano scatole di cerini con le ali e la caratterizzazione grafica del custode mi pare spudoratamente copiata dal personaggio di Gabriel e questo è indice di scarso impegno e fantasia. Sarà per la prossima volta...

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disegni di Romeo Toffanetti
(c)1999 SBE

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disegni di Romeo Toffanetti
(c)1999 SBE



GLOBALE
 

Come si evince chiaramente dai giudizi parziali questo numero non ha niente che possa far sobbalzare il lettore sulla sedia, anzi... Alla insufficienza generale va poi ad aggiungersi una copertina assolutamente anonima in cui il diamantone in primo piano non mi convince affatto. Speriamo in meglio per un prossimo e sottolineo prossimo futuro.
 

 


 
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