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" La vera storia di Mister Alfa"

TESTI
Riccardo Secchi
DISEGNI
Giancarlo Olivares

Pagine correlate:

Deconstructing Never
recensione di Vincenzo Oliva

Nei pochi giorni dalla sua uscita in edicola questa storia è stata molto criticata in rete, ma trovo che non tutte tali critiche siano fondate.

In effetti il solo vero difetto di questo albo (un difetto allo stesso tempo importante eppure secondario, decisivo eppure ininfluente) è il suo inserirsi nella continuity della serie banalizzandone i villains più significativi e gli eventi più importanti: svuotando di significato la gran parte delle storie precedenti. L'errore è, se vogliamo, nella tempistica: un albo come questo pubblicato al termine del secondo anno di vita della testata le avrebbe conferito sale e spessore, fatto alla fine dell'undicesimo anno sa troppo di trucco disperato per rivitalizzarla e far tornare l'interesse. E un ottimo albo che toglie significato alla testata è un successo tattico che porta ad una disfatta strategica.

"(…) un ottimo albo che toglie significato alla testata è un successo tattico che porta ad una disfatta strategica."
   

E' un peccato, perché la storia in sè è veramente molto buona, specialmente nella prima parte, dove si assiste al confronto tra Alfa e Nathan. Ecco, in effetti la storia si regge sulla figura del suo "cattivo". Mr.Alfa ne esce grandiosamente: un personaggio non tanto immorale o malvagio, quanto assolutamente ed incondizionatamente amorale. Nel suo dialogo con Nathan Never assistiamo alla totale demolizione del personaggio NN e della sua filosofia di fondo sotto la lente d'ingrandimento dell'asettica riflessione di Mr.Alfa. E’ qualcosa di altamente innovativo per la testata e per il modo bonelliano di fare fumetto. E di coraggioso.

"Una storia fortemente innovativa che non si fa scrupolo di demolire i fondamenti ideali stessi della testata."
   

E' un peccato che le ineludibili necessità del personaggio Never e della serie costringano poi ad annacquare parzialmente lo straordinario ritratto di questo ricercatore/osservatore che dall'esterno muove le sue pedine sullo scacchiere dell'universo neveriano. Tuttavia, nonostante il "percorso di formazione" del futuro Mr.Alfa soffra di alcuni stereotipi e situazioni convenzionali, è interessante e promettente (nel senso che è auspicabile che il nodo non venga mai sciolto) che si sia omesso l'ultimo e definitivo motivo scatenante della scelta di campo di Mr.Alfa: c'è un buco di qualche anno nel suo racconto che sarà bene non riempire mai.

Anche il finale, apparentemente consolatorio e atto a ripristinare l'ortodossia buonista neveriana, si presta ad altra interpretazione: impossibilitato a reggere il confronto sulla base della realtà prospettata da Mr.Alfa, Nathan Never è costretto a mascherare la propria sconfitta abbandonando il campo. Del resto è interessante notare la contrapposizione tra i discorsi di Nathan, grondanti retorica bolsa e spicciola, e quelli di Mr.Alfa, cinici e amorali, ma anche molto prosaici e realistici,

"La retorica dell’uomo Never esce sconfitta dal confronto con la visione neutra ed amorale di Mr.Alfa.
   
Contrapposizione che rende legittima l'interpretazione di questo albo come di una revisione critica ai fondamenti della serie e del personaggio, revisione che - per i limiti posti dalla natura della serie stessa - non è stato possibile portare sino in fondo.

Questo non elide il difetto fondamentale di cui parlavo prima.

Un plauso infine a un Giancarlo Olivares ispirato che ha saputo tradurre perfettamente la sceneggiatura di Riccardo Secchi con un disegno sempre adatto alle circostanze, attento alle inquadrature ed alle espressioni dei personaggi, ma soprattutto adatto a rendere la figura del protagonista (Mr.Alfa, non l'agente speciale Alfa n.2) e l'atmosfera che lo circondava, scabra, asettica, sterilizzata oserei dire. A cominciare dall'inquietante sciame di mosche che svolazza intorno all'immagine di Mr.Alfa, richiamandone miticamente la dimensione di Male Assoluto, di Signore delle Mosche, insomma di Belzebù.

Vedi anche la scheda della storia.
 

 


 
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