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It’s pure action, baby.

Ritmo serrato. Azione. Colpi di scena. Intrighi politici. Giochi di potere. Signore e signori, questo è Nathan Never.
Recensione di  |   | nathannever/


It’s pure action, baby.
Nathan Never 173-174 "Mandato per un omicidio"


Scheda IT-NN-173-174

Fa piacere, dopo quasi 15 anni di vita editoriale, poter esprimere ancora giudizi del genere: stiamo parlando della coppia Medda/Casini che, fin dai tempi del mai troppo rimpianto n.9, è sempre stata una fucina di storie ben ideate e ben raccontate. Una sorta di "bollino blu" della testata, insomma. Detto questo, ci si aspetterebbe il solito contraltare sul generale andamento altalenante della serie, ma per una volta preferiamo soprassedere e spendere qualche parole su un'avventura doppia che, senza aver dichiaratamente l'esigenza di creare spartiacque con il passato, svolge egregiamente il suo dovere.

Purtroppo non si può non ripetere che l'attuale economia del mondo neveriano comporti la definizione di scenari strettamente collegati tra loro, garantendo (almeno sulla carta) una continuity ancor più stringente e di ampio respiro rispetto a prima. Nel caso in esame la problematica affrontata riguarda il ripristino dei contatti commerciali tra la Terra e le stazioni orbitanti, proposta avanzata dalla senatrice Joan Grant, sulla cui incolumità sono chiamati a vigilare Nathan e il nuovo acquisto Nicole Bayeux, qui finalmente coinvolta in un incarico operativo dopo la tripla d'esordio orchestrata da Vietti (ed in attesa di vederla nella prima avventura a lei completamente dedicata, nel n.175). E' facile comprendere come attorno a Joan Grant gravitino molteplici interessi, occulti e non, così che il lavoro dei due agenti Alfa risulta ben bilanciato, tra Nicole che dall'interno coadiuva lo staff della senatrice, e Nathan che invece si produce nella caccia all'immancabile killer a pagamento chiamato a mettere in atto l'immancabile attentato.

Il tutto ovviamente raccontato con stile asciutto, caustico a tratti, spoglio di qualsiasi orpello narrativo, un po' come nei film di "Dirty" Harry Callaghan. E, come in un film, il montaggio delle sequenze risulta ben articolato, ma mai frenetico. L'assenza in pratica di tempi morti è il segnale più evidente (verrebbe da dire scontato) di un preciso gioco di incastri nei diversi livelli narrativi in cui si dipana l'intreccio: da un lato la cornice politica, dall'altro il doppio binario (pubblico e privato) su cui si muove la senatrice Grant, e dall'altro ancora il gioco di squadra (nonché di intesa) tra Nathan e Nicole, ovviamente sempre nella speranza che vi siano voglia e capacità di imprimere nel tempo ai personaggi delle "reali" potenzialità in termini di evoluzione e cambiamento

...il gioco di squadra (nonché di intesa) tra Nathan e Nicole, ovviamente sempre nella speranza che vi siano voglia e capacità di imprimere nel tempo ai personaggi delle "reali" potenzialità in termini di evoluzione e cambiamento
: rischiando infatti anche in questo caso di ripetere cose già dette, preferiamo ancora una volta sottolineare come l'iniziale successo della prima testata "futuristica" della Bonelli fosse in gran parte legato alla capacità di dare forma - e poi di gestire - quel famoso aspetto corale, che l'ingresso (e la defezione) di tanti agenti Alfa attorno a Nathan hanno contribuito a creare (ricordate lo slogan L'avventura del futuro. Il futuro dell'avventura?). Gli acquisti più recenti (leggasi: Luke Sanders e lo Stormo Alfa) avevano un po' segnato il passo per cui, dopo la loro uscita di scena, era più che naturale aspettarsi delle new entries che apportassero colore ma, soprattutto, spessore. Una storia come questa è un (buon) punto di partenza.

Giudizio analogo anche per i disegni: Casini sembra per molti versi aver abbandonato alcune cifre stilistiche di ascendenza americana (una su tutte quei fisici ipertrofici che facevano tanto "Super Nathan") in favore di un tratto più legato alle origini (vedasi la sequenza delle pagg. 31-34 nel n.174), sebbene vi siano da segnalare alcune - peraltro comprensibili - insicurezze nella caratterizzazione grafica della Bayeux (che a volte presenta un viso più largo che lungo), soprattutto nella prima parte della storia.

La bontà del prodotto, nonché la pigrizia – nel non dire le stesse cose in maniera inutilmente diversa – ci suggerisce di riciclare per la chiosa l'iniziale sottotitolo: "Ritmo serrato. Azione. Colpi di scena. Intrighi politici. Giochi di potere. Signore e signori, questo è Nathan Never."


Vedere anche le annotazioni della storia.

Mandato per un omicidio/Intrigo su Melpomene, Nathan Never n.173/174 - Sergio Bonelli Editore, brossurato, ottobre/novembre 2005 in edicola, 100 pagg. b/n, € 2,50

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Scheda IT-NN-173-174

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