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  Il lago del terrore
Codice: [81] 94pp
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scheda di Giuseppe Pelosi


In due parole . . .

Magico Vento si reca presso il villaggio dei Kutenai, allo scopo di sondare la possibilità che questa tribù offra rifugio a Toro Seduto in caso la guerra scoppi e i Sioux la perdano... Il villaggio, però, non è così sicuro: un pesce mostruoso giace nelle profondità del lago, e ha già ucciso cavalli e uomini.


Note e citazioni

  • Come tutti gli albi in uscita in questo mese, anche questo riporta, in un angolo della Blizzard Gazette, un intervento dell’editore a proposito delle proteste di alcuni lettori, esternate anche via internet, sull’impressione di maggior fragilità degli albi: Sergio Bonelli spiega che essa non nasce da un peggioramento della carta, ma da un migioramento della colla di rilegatura, che sarebbe più resistente ma anche più elastica. La vera curiosità di questo fatto è che Bonelli, sempre molto attento alle lettere dei lettori, qui si mostra attento anche a quanto viene detto tramite un mezzo che fino a poco tempo fa giudicava ostico: l’internet.
  • La Blizzard Gazette è dedicata al mostro del lago Flathead, in Montana, avvistato l’ultima volta nel 1998, e alla antica popolazione dei Kutenai, che sulle rive di quel lago abitava. Dunque anche per un episodio decisamente sul “fantastico” come questo, l’abbrivio è fornito da dati storici.
  • Riappare il personaggio di Cole-Molticolori, ispirato alla figura storica di George Catlin, che non vedevamo dal n.28.
  • Una delle cose più interessanti di questo episodio è sicuramente il mito kutenai di Yaukekam: colui che ha reso le cose come sono, trasformando la creazione in meglio, con le sue azioni di cambiamento ha spaventato gli uomini, che l’hanno colpito fin quasi a morte, e solo l’intervento di un pesce lo ha salvato. “Il mondo, da allora, è rimasto come era, cioè migliorato ma ancora imperfetto. Per colpa nostra, la creazione è rimasta incompiuta. La natura ha ancora due facce: una ci sorride e ci soccorre, l’altra ci è avversa e ci uccide” (Suono Profondo, a p.20).
    Più che al mito del peccato originale, però, questa leggenda indiana rimanda al Cristianesimo. Gli elementi cristologici di questo mito appaiono evidenti: Yaukekam da agli uomini cambiamenti rivoluzionari, ma gli uomini lo mandano a morte non capendo la profondità del suo messaggio. Una eco di questi rimandi si ha persino nelle parole di Suono Profondo, poche pagine dopo: “risparmiali, grande Yaukekam! Loro... Non sanno quello che fanno”. (p.24)
  • Il dotto Manfredi apre le porte della nostra conoscenza: se vi pare strana la presenza di elementi cristologici in un mito indiano, bisogna che approfondiate l’aspetto con qualche storico delle religioni o studioso dell’Inconscio Collettivo (che vi sia ciascun lo dice, cosa sia nessun lo sa...).
  • Quanto all’aspetto di Capro Espiatorio rivestito da Yaukekam (come dal Cristo), più che a Malausséne tocca rifarsi a Renè Girard... ;-)
  • L’argomento di una natura parzialmente avversa che si esplica in una creatura mostruosa costituisce la reminescenza melvilliana di questo episodio.
  • In questo episodio non compare Poe. Il suo posto nel ruolo narrativo di “spalla” viene preso da Cole, riluttante ad affiancare Ned nelle sue incoscienti azioni da eroe.
  • Probabilmente questo è il numero con meno balloon nell’intera collana di Magico Vento, il numero meno parlato.
  • A p.96 Magico Vento afferma che forse in futuro potrà avere bisogno anche lui del rifugio che Suono Profondo offre a Toro Seduto, lasciando intuire eventuali sviluppi futuri della serie.
Incongruenze
  • Ci viene un dubbio: Yaukekam viene rappresentato come un angelo, con tanto di ali, ma forse questo modo di rappresentarsi gli esseri appartenenti al mondo spirituale è tipico della tradizione cristiana e non appartiene agli indiani d’America.
  • A p.20, Yaukekam cura le proprie ferite, ma esce dalla grotta con tre frecce ancora infilate nel petto.
  • Inviateci le vostre segnalazioni!
La parola all’autore
  • “A proposito di LeoMacs, mi pare che il suo sia un debutto eccellente, soprattutto se si considera la difficoltà della storia, tutta azione e con un mostrone così impegnativo da muovere. Il fatto è che il disegno di Max è molto dettagliato e comporta un notevole lavoro per essere efficacemente accoppiato al movimento. Più il disegno è definito e "rotondo" più è arduo dargli movimento. Le prime tavole della storia appena uscita sono state disegnateÊparecchie volte. Erano veramente difficili con tutte quelle inquadrature subacquee , i gesti convulsi o rallentati nell'acqua, il pescione, i cavalli , e tutto il resto. Ma ho molto apprezzato il suo lavoro”.

La frase
  • “Tu sei un uomo sacro, Magico Vento... Perché non credi alla leggenda di Yaukekam?”
    “È alla maledizione che non credo! Un mito può essere interpretato in molti modi... In genere, le spiegazioni troppo punitive non mi convincono...”
    Suono Profondo e Magico Vento, p.53


Personaggi

Cole / Molticolori, studioso di costumi indiani Aquila Rossa, della tribù dei Kutenai Giovane Talpa[+], della tribù dei Kutenai Ned Ellis, Magico Vento Il pescione mostruoso, del lago Flathead Yaukekam, divinità kutenai del cambiamento Suono Profondo, Capo dei Kutenai

Locations

villaggio dei Kutenai, presso il lago Flathead, Montana

Elementi

Kutenai, Yaukekam Miti e religioni Mostri marini
 

 


 
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