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" Il figlio di Nuvola Rossa"

TESTI
Gianfranco Mandredi
DISEGNI
Giovanni Talami, Stefano Biglia

La verità su Nuvola Rossa

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I riflettori sulle fallimentari trattative per la vendita delle Black Hills si sono spenti. Dalle atmosfere grandiose ed epiche del più grande raduno di tutti i tempi delle nazioni Sioux passiamo, questo mese, ad una vicenda che ne è la diretta conseguenza ma assai diversa, più intima e senza le luci del palcoscenico.

C'è del marcio alla Casa Bianca
recensione di Cristian Di Clemente

Il fascino di Magico Vento sta nell'invidiabile capacità del suo creatore di riuscire a convincere, anche nelle storie di "attesa", grazie ad una semplice parola: qualità. Un plot poco esaltante può essere più che compensato dalla cura del contesto o dalla caratterizzazione dei protagonisti. Si veda l'insolita (per un fumetto western, ma assai verosimile) trappola per screditare la causa indiana agli occhi dei cattolici, oppure la truffa delle forniture alle riserve, un tema in apparenza banale ma che si rivela qualcosa di ben più profondo ed inquietante. Oppure le interazioni tra i tre protagonisti dell'episodio, uniti da un tratto comune: la doppiezza.

Ned si mostra collaborativo con il Generale Crook per spiarne le intenzioni. Ma il nostro non è capace di fingere quando è in gioco il destino del suo popolo, e la loro collaborazione pare già giunta al termine, con una frase che avrebbe fatto la felicità di Rhett Butler. L'impenetrabile Crook, con il pretesto di un'ispezione all'agenzia di cui sa in partenza l'esito e le conseguenze, valuta l'affidabilità di Magico Vento e spinge Nuvola Rossa a schierarsi contro Cavallo Pazzo.

"... tre protagonisti dell'episodio, uniti da un tratto comune: la doppiezza."    
Nuvola Rossa, per distogliere l'attenzione dai suoi rapporti con Cavallo Pazzo e gli altri ribelli, sparge veleno sul dottor Saville. Quest'ultimo, inizialmente osservato con sospetto anche da noi lettori per l'elevatura della persona da cui proviene l'accusa, è in realtà una brava persona e un personaggio ben più definito di quanto fosse lecito attendersi, sacrificato in nome della corruzione che proviene direttamente dalla Casa Bianca, ma anche della strategia di Nuvola Rossa.
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Elementare, Watson!
disegni di Biglia-Talami (c) 2004 SBE

Quest'ultimo, sull'essere un capo, dice (pag.15) al giovane figlio Jack "Dovrai sempre ascoltare tutti, ma alla fine ti toccherà decidere... e ti ritroverai solo! A quel punto, non rivelare mai a nessuno che cos'hai in mente... fallo e basta!". Ed è esattamente quello che Nuvola Rossa ha fatto, col rischio di confondere i suoi stessi uomini per ingannare i bianchi. Ma questo episodio serve, appunto, per dare a Manfredi la possibilità di raccontare la propria versione sulla figura di Nuvola Rossa e sui suoi rapporti con Cavallo Pazzo (si veda la vignetta sopra riportata), sui quali gli storici sono spesso discordanti. Un aspetto essenziale per la continuity della serie, che completa idealmente il cammino iniziato con "La grande visione" (n.16).

"... il pellerossa dal viso con le macchie contende a Piccolo Grande Uomo il primato nel numero di figuracce..."    
Un po’ in ombra, ma ben tratteggiato ed essenziale per le finalità dell'episodio, è proprio quel figlio di Nuvola Rossa che dà il titolo alla vicenda, un personaggio che con ogni probabilità rivedremo. E’ un po’ ripetitivo, invece, il ricorso agli intrighi di Lungo Sacerdote per aggiungere un po’ di sale al confronto tra i protagonisti. Ormai il pellerossa dal viso con le macchie contende a Piccolo Grande Uomo il primato nel numero di figuracce rimediate nella testata (quest'ultimo in quest'albo viene umiliato persino in flashback).

La coppia Talami - Biglia confeziona una prova di buon livello tecnico nelle espressioni dei personaggi, nella ricostruzione delle ambientazioni e nel grado di dettaglio. Un segno pulito e realistico, al servizio della storia ma, allo stesso tempo, piatto e standardizzato, a tratti spersonalizzato, che non lascia sequenze memorabili e non ci consente di andare oltre nella valutazione. Il personaggio di Lungo Sacerdote è arricchito di un numero maggiore di segni nel volto rispetto ai disegnatori più sintetici (Piccatto e Parlov) che lo hanno gestito in precedenza, al punto da apparire con lineamenti più duri e non del tutto corrispondenti a quelli che conoscevamo.

La copertina di Mastantuono si segnala per l'inquadratura posta al di sotto dello sguardo di un ipotetico osservatore della cavalcata di Ned e Jack (ma l'espressione dello sciamano convince poco). Sempre pregevolissima la colorazione.

Per ulteriori note ed informazioni, vedere anche la scheda della storia
 

 


 
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