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" Spettri di sabbia"


Pagine correlate:

La notizia, da Washington: il Generale Crook è stato nominato comandante del dipartimento del Platte.
Presto i Sioux dovranno combattere contro l'uomo che sconfisse Kociss.
Chato ne conosce tattiche e punti deboli. Magico Vento lo cerca, ha bisogno di lui. Si incontreranno...

Lungo il sacro cammino
recensione di Fernando Congedo



TESTI
Sog. e Sce. Gianfranco Manfredi    

Pueblo Laguna, nello stato americano del New Mexico: odori e accenti messicani, polvere remota a lastricare stradine percorse da lunghi silenzi, sensazione di tempo sospeso; umili dimore piegate da un caldo d'inferno, gocce di sudore impigliate nelle brutali rughe di volti arsi da un sole implacabile. Cadaveri in esposizione: "erano Angeli Sterminatori, amico": pochi spiccioli per una foto storica. Polizia indiana.
Nella piccola Missione cattolica di Padre Manuel, decorazioni apache; segni e forme tracciati dagli indiani del paese: sceneggiatura di un desiderio esaudito: l'integrazione fra culture differenti.

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Lionel, disegno di Pasquale Frisenda
(c) 2004 SBE
   
 
Quando Poe vi giunge, scortato da un ombrello che fatica a ripararlo dai raggi infuocati, è ancora ben visibile l'eco dei fatti avvenuti quarantotto ore prima. "Gli Angeli Sterminatori... Così si chiamano! I vigilantes che danno loro la caccia hanno sorpreso questi tre in paese, li hanno fatti fuori e sono ripartiti per trovare gli altri". Parole di Lionel, loquace fotografo e giornalista in disarmo.
Una brutta faccenda. Nella quale il cronista del Morning di Omaha spera che l'amico fraterno abbia avuto il buon senso di non immischiarsi. Già, l'amico fraterno. Ned ha lasciato il pueblo da una settimana: è in cerca di Chato, delle sue preziose informazioni. Sa dove trovarlo. Lo sa perché con lui il vecchio Kachu ha parlato...

Poe indaga, è la sua natura, ma riesce a raccogliere poche, frammentarie notizie: invisibile e imponente, lo circonda un muro di sguardi silenti e impenetrabili, di granitica diffidenza.

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Poe e Kachu, disegno di Bruno Ramella
(c) 2004 SBE
   
 
Decide di attingere all'unica fonte a disposizione, sebbene nella sua mente prevalga di gran lunga il partito che ne mette in forte discussione la purezza: ma, arrivato a casa del collega, trova quest'ultimo mortalmente ferito. Tenta di aiutarlo, gli estrae il coltello dall'addome... Inutile. Lionel tace, per sempre. L'urlo di una donna, nella quiete notturna; poi Alvarez, che vede e giudica: e fedele alla consegna del silenzio, lascia che sia la sua arma a emettere il verdetto. Poe fugge, ricercato per omicidio. Il cerchio si chiude. Un cerchio dalla forma maledettamente simile a quella di un nodo scorsoio.

L'assassino torna sempre sul luogo del delitto.
Il signor Willy Richards non è il colpevole, ma vi torna ugualmente: vuole risposte, una volta per tutte la verità. La raccontano gli appunti segreti di Lionel: il vero obiettivo di Cummings non è la brutta faccia di Lobo e dei suoi desperados, ma la tintinnante pesantezza delle loro casse, zeppe dei frutti di sanguinose rapine.
Lentamente si delineano, nitidi, i contorni del tragico destino di Lionel: troppo in fretta e ingiustamente valutato da Poe; vittima della giustizia sommaria degli Apache del pueblo in quanto ritenuto responsabile di aver venduto Chato ai vigilantes.

Il sottile intelletto e una sorte favorevole permettono al compagno di Magico Vento di tirare fuori dai guai non soltanto se stesso, ma anche Pedro, il mite aiutante indiano di Padre Manuel: costretto a uccidere dalla prova di fedeltà voluta da Kachu.

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Chato, disegno di Bruno Ramella
(c) 2004 SBE
   
 
Indietro, nei secoli: un antico popolo, come seguendo le spire di un serpente, disegnò la via dei pozzi d'acqua per consentire agli uomini di attraversare il deserto del New Mexico: sotto vi imprigionò i demoni di sabbia, spiriti malvagi provenienti da epoche perdute nel tempo.
Un cammino sacro: lungo il quale Ned incontra Chato.
Chato ha sempre agito per la sua gente: anche quando era al servizio del Generale dalla barba nera, soprattutto quando era con Crook. Lo fa ora, mentre guida gli Angeli verso i Cento Occhi.
Qui, a poche miglia dal confine col Messico, desperados e vigilantes conoscono la fine della pista, seppelliti dalla propria cupidigia e da un infallibile, letale Magico Vento.
Gli Spettri, risvegliati da quelle coscienze impure, riposano nuovamente.
La missione di Chato è compiuta: il tesoro di Lobo è nelle sue mani: sarà per il capo Victorio, per la sua rinascita. Ned ha ottenuto ciò che voleva e guarda al futuro con rinnovata speranza: "Se Victorio tornerà a combattere, l'esercito dovrà sostenere due fronti: contro gli Apache a sud e i Lakota a nord. Questo ci darà qualche possibilità in più. Ecco la mia ricompensa, Chato!"



DISEGNI
Pasquale Frisenda - Bruno Ramella    

Fosse un calciatore, Pasquale Frisenda vestirebbe la maglia numero 10, simbolo cifrato di genialità e talento: evidenti, nell'albo da lui disegnato, profusi con generosità, eppure insufficienti a cancellare le ombre che proiettandosi lunghe sul suo lavoro ne impediscono una valutazione pienamente positiva.
All'impeccabile grammatica delle inquadrature - splendida la sequenza in cui la giovane Maria affronta gli Spettri, arricchita da onomatopee talmente ben realizzate da farci sentire la violenza del vento del deserto e il disfacimento dei giganti di sabbia -, agli ambienti curati e realistici - ottimi gli esterni -; ai personaggi tradotti con esattezza dagli scritti manfrediani tanto sul piano fisico quanto su quello psicologico, credibili e adeguati nel loro calcare le scene, fanno da grave contraltare l'inopportuna modifica della struttura del volto di Ned e una pessima inchiostrazione.

Il confronto con le precedenti avventure illustrate dall'artista ( eccezion fatta per MV 75, "Torce umane", dove il cambiamento è già evidente ) conferma come siano mutati i lineamenti facciali di Magico Vento: ora gli zigomi appaiono più grossi e sporgenti, sovrastanti guance eccessivamente scavate. Risultato: un viso dalle proporzioni disarmoniche, cui non giova uno sguardo privato delle tipiche e intense limpidezza ed espressività. Aspetto, quest'ultimo, indissolubilmente legato alla piena di nero che travolge una gran quantità di vignette annegandone dettagli anatomici e non.

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Pueblo Laguna, disegno di Pasquale Frisenda (c) 2004 SBE
Il segno di Bruno Ramella, spigoloso, "sporco" e in alcuni tratti aggressivo, riveste le immagini di una trasparente patina d'atmosfera: paradigmatici gli abitanti, le case, i vicoli di Pueblo Laguna, investiti della luce crepuscolare che colorava quelle giornate di fine Ottocento.
Stranamente, l'autore si dimostra meno a suo agio nelle tavole con protagonisti l'azione e gli Spiriti del deserto: il disegno è statico, macchinoso, mancante di pathos.
Buona la caratterizzazione di tutti gli attori, eccellente quella di Cummings.



GLOBALE
 

Una storia avvincente, magnificamente narrata.
Da antologia le bellissime copertine di Corrado Mastantuono.
 

 


 
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