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" Gli spietati"


Pagine correlate:

Il ventitreesimo numero di Magico Vento è una godibilissima storia di pura azione western, dove ancora una volta il recupero dei classici personaggi e dei classici canoni narrativi di questo genere si accompagna a qualche innovazione stilistica e soprattutto di affabulazione, regalandoci una complessità che davvero non apparteneva al genere, almeno fino a Ken Parker.

Una scrittura spietata
recensione di Giuseppe Pelosi



TESTI
Sog. e Sce.Gianfranco Manfredi    

A questo punto il rischio è solo nostro, ed è quello di ripeterci; d'altronde è davvero raro che una serie abbia un livello medio così alto, e riesca comunque a convincere anche negli episodi che non presentano niente di epocale per il lettore, se non il buon vecchio gusto di raccontare una storia, e raccontarla bene. In questo numero non muore nessuno dei personaggi principali della serie, non vengono svelati misteriosi retroscena del passato del protagonista, non si viene a scoprire che in realtà l'eroe seguito per quasi due anni è un clone. No. Niente di tutto questo. Eppure...

Concediamoci un'analisi strutturale particolareggiata, per una volta, e vediamo come è scritto questo Magico Vento:

  • scena: Hogan e Herbert, nello studio di Hogan, parlano: l'allucinazione di Herbert costringe Hogan ad ingaggiare Rivet (3 pagine).
      1° a : flash back: Hogan ricorda quando ha conosciuto Rivet (2 pagine).
  • : La rapina al treno degli Spietati, divisibile in diversi sottoquadri (in stazione, al casello, fuori dal treno, sul treno, sulla motrice, negli scompartimenti) (15 pagine).
  • : Casa di Herbert, Hogan lo sveglia e gli dice che Rivet ha tradito. (2 pagine).
  • : Un mese dopo, Blizzard: Poe e Ned decidono di controllare la miniera che ha cominciato a ridare oro. (1 pagina).
  • : Stazione di Chicago, Camille Glow parte per Denver, per raggiungere un membro della banda degli Spietati, Herbert la segue. (2 pagine).
  • : Banca di Denver, Bust, poi Poe, parlano con il direttore. (3 pagine).
      6° a : Saloon di Denver, Bust, poi Ned, parlano con il barista. (4 pagine).
  • : Milly e Herbert sul treno. (1 pagina).
      7° a : Omicidio del fotografo, con eliminazione del cadavere, gettato dal treno. (7 pagine)
  • : Alla miniera. (4 pagine)
  • : In un fienile, Ned e Poe discutono. (2 pagine).
  • 10°: Sogno premonitore di Ned. (4 pagine).
  • 11°: Alla miniera, Bust e i suoi compaesani, che lo avvisano che riapre la fonderia; questo costringe Rivet ad accelerare i tempi. (3 pagine).
  • 12°: Alla stazione di Denver, Milly, George e Herbert. (5 pagine).
  • 13°: Al Denver Post, Poe. (2 pagine).
      13° a : Alla scuola di Denver, Ned. (2 pagine).
  • 14°: Milly e George in albergo. (2 pagine).
      14° a : Ned aiuta Ralf a scaricare il bagagli. (2 pagine).
  • 15°: Herbert parla con il direttore della banca. (1 pagina).
  • 16°: Poe e Ned si parlano in un cimitero. (1 pagina).
  • 17°: Alla miniera, Rivet spiega alla banda il colpo alla banca. (2 pagine).
      17° a : Bust torna dal paese e incontra Herbert. (1 pagina).
  • 18°: Poe osserva Milly. (1 pagina).
  • 19°: Bust versa oro in banca. (1 pagina).
  • 20°: La banda in paese. (2 pagine).
  • 21°: Il paese di notte, (19 pagine): Ralf deve uscire per chiamare il dottore. .
      21° a : La banda prepara la rapina.
      21° b: Rissa al saloon.
      21° c: Ned osserva strani movimenti
      21° d: La rapina
      21° e
      : L'arresto dei rissaioli.
      21° f
      : Poe ferma Milly.
  • 22°: Il gran finale:
      22° a : Lo sceriffo porta in prigione i rissaioli, sotto lo sguardo di Ned.
      22° b : Herbert ammazza tutti in prigione.
      22° c : Scena di Ralf alla porta, con l'intervento di Ned.
      22° d : Sparatoria tra Ned e Rivet.
      22° e : Bust scappa.
      22° f : Poe e Ned sanno da Milly che Herbert è a Denver.
      22° g : Herbert uccide Bust.
  • "Che dire di più? Tutti i fumetti dovrebbero essere scritti così, cioè bene"    

    Si può immediatamente notare la complessità della scrittura: diversi i personaggi, anche quelli di secondo piano (ad esempio Milly) risultano assolutamente funzionali alla narrazione; frequentissimi i cambi di scena, in un ritmo di narrazione che già altre volte avemmo modo di definire sincopato, autentica esaltazione della tecnica del montaggio alternato; frequenti incastri narrativi, che specificano il loro significato solo pagine dopo (il delitto sul treno di Herbert per anticipare la scena finale e giustificare la sua disintossicazione; il sogno premonitore di Ned); ritmo assolutamente coinvolgente, con sapiente miscela di azione e parlato.

    Che dire di più? Tutti i fumetti dovrebbero essere scritti così, cioè bene.

    Indipendentemente dalla storia, dalle idee, da quello che si vuole dire...

    Semplicemente scritti bene, senza lasciare buchi di sceneggiatura, senza dimenticarsi particolari disseminati precedentemente, senza privilegiare il codice iconografico su quello verbale e così via. Il soggetto è avvincente nella sua dimensione di avventura, e la sceneggiatura è un meccanismo perfetto, che nulla lascia al caso e che tutto giustifica.



    DISEGNI
    Luigi Piccatto    

    (21k)
    Herbert non risparmia pallottole. Disegno di L.Piccatto
    (c) 1999 SBE
       
     

    Ben più che nella valutazione di una storia, nella valutazione dei disegni agisce un ineludibile componente soggettiva. Certamente anche criteri oggettivi di validità devono essere tenuti presenti, ma ciò che piace lo decidiamo comunque in base ai nostri gusti personali. E comunque, sia detto qua ancora una volta, le valutazioni sono davvero l'aspetto più esteriore per giudicare una storia o i disegni della stessa.

    In definitiva, gusti personali a parte, questa prova di Piccatto è da considerarsi riuscita, capace com'è di guidare il lettore in un plot con molti personaggi e ambientazioni differenti.

    Alcuni volti di Poe non ci sono piaciuti (pag. 27, terza vignetta), l'allucinazione di Herbert è parsa poco sfruttata pur essendo l'occasione per sfociare nel visionario (pag. 39-40 soprattutto), nelle scene di azione non tutti i personaggi risultano immediatamente riconoscibili (la rapina al treno alla pag. 16 e sgg.).

    In sintesi, però, Piccatto disegna con espressività un'avventura ricca di tranelli figurativi, cavandosela ampiamente.



    GLOBALE
     

    La copertina di Venturi ci è piaciuta molto: abbiamo trovato particolarmente adatti a catturare l'attenzione i particolari della mano guantata a terra e gli stivali, nonché lo straordinario colore viola del cielo.

    Inoltre continua ad essere una carta jolly per Magico Vento la sua continuity, che non disorienta minimamente il lettore occasionale, ma che gratifica quello affezionato: il finale lascia intuire che nel prossimo numero si giungerà ad uno scontro diretto tra Ned e Herbert, e già il Giornale della Sergio Bonelli Editore ha promesso che si tratterà di un cambiamento, un nuovo inizio per la serie. E quando lo dicono in Bonelli non è come quando lo dicono altri...


     


     
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