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WebManga allo stadio maturo

articolo di Luca Cerutti


Scott McCloud teorico e "pratico" (ovvero autore) di fumetto, dando la sua definizione di fumetto ("Arte Sequenziale") stabiliva che questi fosse completamente "indifferente" al supporto. Nello stabilire questa regola, probabilmente, gi´┐Ż pensava allo sviluppo che, a partire proprio dagli anni in cui pubblicava "Understanding Comic", avrebbero avuto i "webcomics", ovvero i fumetti distribuiti nel web.
Sebbene un numero consistente di queste pubblicazioni sono, come spesso capita nella vastit´┐Ż della rete, approssimativi e dilettanteschi tentativi di autogratificazione, spesso interrotti dopo pochi aggiornamenti, vi sono anche opere che per diversi motivi (qualit´┐Ż grafica, costante applicazione, gradevolezza della "prosa" o semplice carica innovativa) giungono o superano la soglia della professionalit´┐Ż. Per citarne alcune: "Dork Tower" la striscia periodica che ha conquistato il variegato universo dei "gamers", venendo raccolta e venduta non solo in formato di "e-book" ma anche in curati volumi cartacei; "Nodwick", parodia fantasy di lungo corso; l'italiano "Eriadan".
E tra questi il "web-manga" "MegaTokyo" disegnato dall'americano Fred Gallagher e dallo stesso sceneggiato dopo l'abbandono dello sceneggiatore Rodney Carston.
Per inquadrare meglio questo prodotto e la sua definizione (l'autore lo definisce anche "web-doujinshi" ovvero: "manga dilettantesco") ´┐Ż bene specificare che, laddove la maggioranza dei webcomics reperibili in rete sono spesso "webstrips" (strisce o tavole autoconclusive) come "Dork Tower" o "comicblogs" (strisce giornaliere con come protagonista l'autore stesso o un suo doppio rivisitato) come "Eriadan", in questo caso ci troviamo di fronte ad un "testo" costruito di diverse tavole che si protrae raccontando una storia, ovvero un vero e proprio "comic" strutturato in capitoli (attualmente 6 completi pi´┐Ż un prologo, due "speciali" e un settimo capitolo appena iniziato) dall'evidente debito nei confronti dell'immaginario grafico giapponese.

In giro per la rete..
MegaTokyo: Edizione Originale
MegaTokyo: Traduzione Italiana
Nuvolelettriche: portale di informazione sui webcomics
La Fiera del Fum-etto: portale di webcomics e traduzioni>
Free-Books Editore italiano di MegaTokyo
Iniziato come uno dei tanti "comicblog", "MegaTokyo" inscenava ovviamente le vicissitudini dei doppi immaginari degli autori, ovvero il timido Piro (Gallagher) e l'incontenibile Largo (Carston), due "geeks" (termine che indica i fanatici di tutte quelle attivit´┐Ż "agonistiche" espletabili in una stanzetta chiusa: videogiochi, assemblaggio computer e, ovviamente, lettura smodata di fumetti) che tentano di fare tutto ci´┐Ż che un geek che si rispetti cercherebbe di fare. Quindi, nell'ordine: imbucarsi al pi´┐Ż famoso Expo di Videogames, importunare i professionisti del settore per ottenere un posto di lavoro, combinare atti di distruttivo fanatismo e, quindi, espatriare in attesa che le acque si calmino.
Insomma, niente di particolarmente rivoluzionario, niente che il gi´┐Ż citato "Dork Tower" o "Full Frontal Nerdity" o decine di altre webstrips non avessero gi´┐Ż rappresentato (stesso target, ma soprattutto stesso vissuto comune degli autori).
Il punto di "frattura" con l'archetipo della "geekomedy" avviene proprio dopo poche decine di strisce, con il viaggio nella favoleggiata "Tokyo" che taglia i ponti (forse) con il passato e catapulta i due protagonisti in una realt´┐Ż a cui sono preparati solo dalla loro cultura videoludica.


Piro e Largo si spiegano
(c) 2000-2005 Fred Gallagher
Traduzione a cura di: www.megatokyo.it
La transizione, ovviamente, non ´┐Ż secca, ed il primo ad accorgersene ´┐Ż proprio l'autore che indicher´┐Ż retrospettivamente come "capitolo 0: Prologo" tutto la prima serie di tavole. L'arrivo a Tokyo non cambia immediatamente lo spirito "blogger" del fumetto: gli eventi, per quanto comici, mantengono ancora la frammentariet´┐Ż di una narrazione per "sketch" e la realt´┐Ż rappresentata continua a non essere "vincolante".
Lentamente, per´┐Ż, la Tokyo disegnata, diventa realmente MegaTokyo, comincia a modellarsi intorno ai due protagonisti e a diventare una proiezione delle loro manie.
Per far capire meglio quello che intendo, ´┐Ż opportuno "spezzettare" questa presentazione dell'ambientazione, per dedicarci ai due protagonisti.
Da una parte abbiamo Piro, l'immagine del "bravo ma noioso", calmo, posato, realista fino alla autofustigazione, perennemente inibito nell'allacciare rapporti con le rappresentanti dell'altro sesso e giocatore instancabile di "Dating Sims" (simulazioni di appuntamento, genere in gran voga in Giappone). In possesso di una nascosta carica aggressiva ed espressiva che, per´┐Ż, sfoga solo nei videogames e nel disegno dando vita da una parte a Piroko/Pirogoeth, inarrestabile personaggio femminile che usa nei videogames e dall'altra a disegni in grado di esprimere le sue emozioni.
La sua ovvia controparte ´┐Ż Largo o, meglio, "L33t M4st3r Largo", videodevastatore maniaco del "modding" (modifica estrema dei Personal Computer), della birra (benza), e di ogni gioco ad alto tasso di avventura e violenza. A tal punto coinvolto da s´┐Ż stesso da reinterpretare la realt´┐Ż secondo le regole dei videogames che gioca.
Diventa allora perfettamente comprensibile che la citt´┐Ż in cui si muovono ´┐Ż un luogo dove la Polizia fa rispettare una "Tabella Catastrofi" ad una variegata schiera di invasori, dove i ninja possiedono regolare licenza di esercizio, le "Magical Girls" (le maghette) si ritirano e mettono su famiglia e dove ´┐Ż possibile noleggiare un Godzilla (o, meglio, un Noleggiozilla) per seminare distruzione. Altrettanto ovvio ´┐Ż che accanto a questo si sviluppino gli aspetti della vita di tutti i giorni: i negozi di videogames, la scuola, lo "star-sistem" ipertrofico a base di idol dalla cortissima durata, il lavoro, ritmi e convenzioni troppo caotici per allacciare rapporti.
Paradossalmente, per´┐Ż, questo "modellarsi" della realt´┐Ż in senso sempre pi´┐Ż "duale" e fantasioso, non accorcia il respiro del fumetto, come sarebbe ovvio pensare, soffocandolo ancora di pi´┐Ż nelle vesti dei protagonisti, ma lo espande, come se gli autori avessero finalmente il mondo a loro misura e potessero quindi dare spazio a nuovi personaggi, invece di far continuamente agire i loro doppi.

 
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Narrazioni sovrapposte 1:
Piro e Kimiko
(c) 2000-2005 Fred Gallagher
Traduzione: www.megatokyo.it
Non vorremmo, per´┐Ż, che emergesse un'idea sbagliata e, quindi, ribadiamo che la "dualit´┐Ż" dell'universo rappresentato non ´┐Ż fattore di frattura ma di coesione. E questo si deve soprattutto ad una sceneggiatura forte e in continua crescita che costituisce probabilmente il maggiore e pi´┐Ż interessante pregio di quest'opera.
L'espansione del "cast" ´┐Ż tale da renderne l'enumerazione prolissa e noiosa e, con il progredire della trama, non ´┐Ż neanche pi´┐Ż possibile separare nettamente i personaggi "lato Piro" dai personaggi "lato Largo". Per dare qualche esempio, Erika, sarcastica ed aggressiva commessa di un negozio di videogames e gadgets, salvatrice dei due protagonisti da un destino da "homeless", si origina indubitabilmente nell'universo di Piro dati i suoi connotati a met´┐Ż tra "real life" e simulazione romantica (il personaggio della "donna vissuta" ´┐Ż un classico di tali prodotti), eppure con il progredire della storia viene sempre pi´┐Ż trascinata nel folle mondo di Largo. D'altro canto, Miho, colei che Largo chiama "L4 M4lv4gi4", misteriosa ragazza "goth" (con predilezione per abbigliamenti e atteggiamenti dark), pur essendo a suo agio nel paranoico immaginario di Largo non riesce ad evitare di venire trascinata nel mondo pi´┐Ż materiale di Piro. Forse, i pi´┐Ż capaci di rimanere ancorati ad una delle due facce della medaglia sono due coppie molto particolari e, per questo, meritorie di menzione. Da una parte i due agenti operativi della Autorit´┐Ż di Supporto alla Coscienza, la ironica e severa Seraphim, assegnata a vigilare su Piro e sulle sue innocue ma ingovernabili manie (tra cui una "pavloviana" passione per le ragazze in divisa scolastica), e l'Agente Interinale Boo, un criceto alato a cui spetterebbe di vigilare su Largo, con i prevedibili risultati. L'altra coppia, forse la pi´┐Ż divertente nella sua (malvagia) coerenza, ´┐Ż costituita da Ed, violento agente della Sezione Operazioni Coperte della Sony e Dom, cinico operativo del Servizio Segreto della Sega; entrambi nominalmente amici di vecchia data dei protagonisti ma, in realt´┐Ż, "agenti corporativi" freddi e spietati al servizio di due multinazionali dell'intrattenimento.

Narrazioni sovrapposte 2: Largo ed Erika
(c) 2000-2005 Fred Gallagher (Versione originale)

Nelle ormai pi´┐Ż di 600 tavole disegnate negli ultimi 5 anni, infatti, Fred Gallagher ´┐Ż riuscito progressivamente a narrare eventi sempre pi´┐Ż interdipendenti e funzionali gli uni agli altri. I personaggi, dal canto loro, sono cresciuti coerenti con s´┐Ż stessi ma, non per questo, monocordi o privi di sfaccettature, anzi, quasi ogni personaggio ha spesso stupito (ma mai sconcertato) il lettore rivelando un secondo "volto". Cos´┐Ż il mansueto Piro in talune condizioni gratifica il lettore di uno sguardo glaciale a cui si accompagna una inarrestabile determinazione mentre il maniacale Largo, tra un folle piano per la difesa della terra e l'altro (che spesso, se non salva la terra, scombina per lo meno i piani dei due "corporativi"), si rivela capace di agire con inconsueto tatto e razionalit´┐Ż. Altrettanto dicasi dei comprimari, prima tra tutte la misteriosa Miho, apparentemente creatura distaccata dall'umano ma, inaspettatamente fragile e sofferente.
L'aspetto che intriga maggiormente ´┐Ż il fatto che tutto questo l'autore lo sta proponendo tramite una pubblicazione non per "capitoli" ma per "tavole": secondo una convenzione consolidata dei webcomics, ad ogni periodicit´┐Ż (dai due ai tre giorni), tutto ci´┐Ż che il lettore ottiene ´┐Ż una tavola.
Sembra di essere tornati ai tempi "epici" del fumetto, a Milton Caniff e ad una narrazione che, pur estendendosi su pi´┐Ż tavole, imponeva all'autore di inserire un "micro-climax" in ciascuna di queste, in modo da non creare insoddisfazione.
Gallagher, possiamo asserire con convinzione, questo "ritmo" deve avercelo nel sangue: sia che sia letta in sequenza, sia che sia letta con ampi intervalli tra tavola e tavola, "MegaTokyo" regge e regge molto bene. Non solo ma, per fortunata combinazione, il fatto che gli eventi abbiano questa frammentariet´┐Ż, il fatto che i personaggi pianifichino o cerchino di comprendere le loro vite a brevi istanti e brancolando con solo brandelli di eventi in mano, d´┐Ż al tutto una "verisimiglianza" quale da tempo non si vedeva in una commedia sentimentale. Ai livelli di un Mitsuru Adachi potremmo dire, ma senza quella "provvidenza" onnipresente che, per quanto divertente ed umorisitica, a volte falsava la narrazione.

 
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La misteriosa Miho
(c) 2000-2005 Fred Gallagher
Traduzione: www.megatokyo.it
Punto debole di questo prodotto, oltre chiaramente agli esordi incerti che potrebbero allontanare il lettore di poca pazienza, ´┐Ż probabilmente il disegno.
In questo campo bisogna riconoscere a Gallagher di aver avuto una crescita costante che, muovendosi da una originaria strip dilettantesca ´┐Ż arrivato a consolidare un tratto personale imbevuti tanto di elementi tipici della strip statunitense (occhi a puntino, visi condensati in stilizzati tondi e ovali con pochi tratti "caratterizzanti") quanto di contaminazioni pi´┐Ż tipicamente "manga" (sopratutto gli occhi delle ragazze e le anatomie affusolate) con un debito, peraltro esplicitamente ammesso, verso il tratto di Ken Akamatsu autore di "Love Hina". Anche la costruzione di tavola ha avuto un progresso analogo, passando da un banale schema "quadrato quadripartito" (che gi´┐Ż si presentava come una rivoluzione nei webcomics, laddove la stragrande maggioranza ´┐Ż o a striscia verticale o a striscia orizzontale) ad una vera e propria tavola complessa a schema libero di stampo prettamente giapponese. Tavole che, di tanto in tano, mostrano costruzioni "sperimentali" di un buon valore espressivo (ne diamo esempio nelle due "narrazioni sovrapposte").
D'altra parte, il "set" di inquadrature usate dall'autore ´┐Ż piuttosto ridotto e, per la stragrande maggioranza delle vignette, i personaggi sono rappresentati a mezzobusto o in "piano americano", ridottissimi, quasi assenti, i piani pi´┐Ż estremi come primi piani o, all'opposto, campi lunghi e panoramiche. Certo, a giustificazione dell'autore si pu´┐Ż notare che, dovendo ogni tavola avere un suo sviluppo "isolato" (per l'influsso di quella periodicit´┐Ż di cui dicevamo), i piani "estremi" richiederebbero molto pi´┐Ż spazio per essere "motivati" e compresi dal lettore.
Ma il difetto, inteso qui davvero come "mancanza", della parte grafica di quest'opera ´┐Ż data dalla sua pubblicazione in bozzetti. Come si ´┐Ż notato, infatti, ci´┐Ż che periodicamente appare sugli schermi dei lettori, altro non ´┐Ż che la scansione di bozzetti a matita ripuliti. Se da una parte questo pu´┐Ż conferire una certa, grezza, espressivit´┐Ż, dall'altra trattiene questo fumetto in un eterno "limbo" di incompletezza, anche perch´┐Ż le poche prove di Gallagher ai colori ed inchiostro non possono certo deporre a favore di una piena professionalit´┐Ż. Anche qui bisogna comunque riconoscere che ci troviamo di fronte ad uno standard comunemente accettato nell'ambito dei webcomics, dove la "rifinitura" non ´┐Ż importante o apprezzata quanto la capacit´┐Ż di mantenere una costante produzionee un continuo contatto con i lettori. I tempi, allora, si restringono parecchio.

"Il fatto che i personaggi pianifichino o cerchino di comprendere le loro vite a brevi istanti e brancolino avendo solo pochi brandelli di eventi in mano, d´┐Ż al tutto una "verisimiglianza" quale da tempo non si vedeva in una commedia sentimentale. "    

Tirando le consuete somme, con questa prima immersione nel mondo "webcomics" possiamo vantarci di aver sottoposto all'attenzione dei nostri lettori un prodotto che merita certamente una lettura. In particolar modo se si apprezzano le "sit-com" sentimentali in salsa giapponese.
Dotato di una sceneggiatura "forte" e di una originale "coerenza interna", di personaggi divertenti ed a loro modo carismatici, "MegaTokyo" compensa ampiamente quei pochi difetti individuati e si piazza di autorit´┐Ż tra le commedie sentimentali superando molte delle pi´┐Ż "escapiste" (tra cui la citata "Love Hina") grazie, appunto, ad una solida "verosimiglianza" (non "realismo"... "verosimiglianza").
Inoltre viene probabilmente opportuno menzionare, in chiusura di pezzo, l'abbondanza di "bonus" che l'autore dona al suo pubblico, non solo le consuete illustrazioni fatte per farsi perdonare il mancato rispetto di una consegna, non solo i "fuori onda" in cui l'autore interpella direttamente il pubblico, rendendolo partecipe di eventi vissuti, ma anche alcuni "omake", ovvero "microstorie" che usano i personaggi del fumetto principale per variazioni. Alcuni di questi sono in forma di singola tavola, come il "Lasciate fare a Seraphim", breve inserto comico in cui la coscienza (nella vita reale Sarah, moglie dell'autore) del protagonista divaga su vari temi, dalla moda all'ecologia; altri sono vere e proprie storie che, finora hanno attinto o al lato "demenziale" del fumetto principale, come "Grand Theft Colo": parodia del videogame "Grand Theft Auto", oppure al lato "malinconico", ed in questo caso viene in mente l'omaggio al drammatico "Haibane Renmei" (Ali Grigie)", recentissimo successo di animazione giapponese di cui l'autore ´┐Ż grande fan.
Quindi, se siete in possesso di una connessione stabile non potete esimervi dal clickare uno dei link sopra scritti ed immergervi nella caotica "MegaTokyo". Buon Divertimento.

Addendum: come gi´┐Ż successo ad altri webcomics, tra cui "Dork Tower" ed "Eriadan", anche "MegaTokyo", ´┐Ż stato trasposto su carta. L'edizione per il mercato ´┐Ż stata curata dalla Dark Horse, mentre l'edizione italiana sar´┐Ż curata dalla Free Books a partire dall'autunno 2005.

MegaTokyo di Fred Gallagher (testi e disegni)
2000-2005 - webmanga pubblicato all'indirizzo www.megatokyo.com.
Traduzione italiana (in progresso): www.megatokyo.it
Pubblicazione italiana a cura della Free Books a partire dall'autunno 2005

 

 


 
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