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"Il tesoro di Saint-Exupéry"

TESTI
Luigi Mignacco
DISEGNI
Marco Bianchini & Marco Santucci

L'aereo perduto
Marcel e Mister No
Virata!

Pagine correlate:

"Un simbolo della libertà dell'immaginazione contrapposta al grigiore della realtà". Prendiamo a prestito le parole con cui il BVZM (o il BVZA, se preferite) ha descritto l'immortale "piccolo principe" per proporre una chiave di lettura di questa storia doppia di Mister No, con la quale Luigi Mignacco si congeda idealmente dal pilota.

Il sogno di Icaro
recensione di Cristian Di Clemente

Luigi Mignacco saluta il pilota che ha scritto per 18 anni (il mese prossimo comparirà ancora nella folla di credits ma l'odore di chiuso del cassetto in cui una storia altrui è rimasta per anni e ora da lui completata è troppo forte) con un racconto dal ritmo blando e dalle forti suggestioni, a tratti contemplativo, crepuscolare e malinconico più che avventuroso, restituendo parte dell'anima al personaggio vuoto ed appannato che ci ha raccontato negli ultimi anni.

E' una storia sulla libertà di immaginare e di sognare. E se, come ha detto Ennio Flaiano, "il sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole", il passo con il volo e l'Avventura è breve. Luigi Mignacco rende protagonista, dandole corpo in questa storia doppia, una delle grandi passioni di Mister No: volare nel cielo. Il pilota nordamericano addirittura ci parla, con il suo piper, come si fa con un vecchio amico.

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Mister No con il Laté 26-6 di Saint-Exupéry
disegni di Bianchini & Santucci (c) 2005 SBE

L'incontro con il simpatico pilota Marcel e lo sviluppo guascone del loro rapporto è scoppiettante e godibile. La rievocazione di un tempo ormai andato, quello delle pionieristiche compagnie aeropostali, è romantica e nostalgica, un pizzico retorica, come accade analizzando il passato con le lenti deformate dal ricordo... eppure riuscita nel fascino suscitato da queste pagine e nelle atmosfere evocative. Anche se la vita rischiosa di questi pionieri dell'aria, come Saint-Exupéry o Mermoz (vedere anche la scheda della storia), con ogni probabilità non era così scintillante ed ovattata.

"tutte le sequenze aeree sono magnifiche e tra le più efficaci e vibranti che si ricordino nella trentennale serie"    

Passato e presente si mescolano: Mister No dismette temporaneamente il proprio look abituale ed assume quello di un pilota degli anni venti per mettersi ai comandi di un vecchio laté 26-6, lasciandosi conquistare da un modo per lui nuovo di volare ("senti il vento in faccia e l'aereo nelle tue mani come se fosse una specie di... di rumoroso cavallo volante!... Sarà anche una macchina d'altri tempi, ma lì sopra mi sono sentito felice come un bambino, con il mondo ai miei piedi!").

Centrali sono, infatti, le emozioni che si provano lassù, nell'aria: quelle di Jerry, di Marcel, dello sfortunato Taun e dei pionieri del volo Mermoz e Saint-Exupéry, con quest'ultimo che "ha saputo volare ancora più in alto con le ali della fantasia".

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Il burrascoso incontro con Marcel Brest
disegni di Bianchini & Santucci
(c) 2005 SBE
   
 
Sono le sensazioni derivanti dall'inseguimento del sogno proibito di Icaro, di sfidare i limiti imposti alla natura umana con l'inebriante rischio che ne risulta. Ed è all'inseguimento di un sogno di trascinante libertà che Jerry ed Esse-Esse partecipano, aderendo alla proposta di Marcel, noi potremmo dire con ingenuità (la presunta lettera di Hitler, una vera bomba ad orologeria per la rischiosità dei suoi contenuti, è una trovata ben poco verosimile), ma solo come fanno gli uomini che si lasciano trasportare dal richiamo dell'Avventura.

Alla libertà di immaginare e sognare si contrappone, tuttavia, la "grigia realtà", come dicevamo in apertura. Il vero oggetto della ricerca ha un valore che più materiale non si può, di quelli che scatenano le ombre e le tenebre delle persone senza scrupoli. Neppure il simpatico pilota francese dai baffetti alla Dalì è stato del tutto trasparente con l'ingenuo amico di Manaus... Ed anche la cittadina adottiva del pilota, punto di partenza dell'Avventura, sta cambiando, ma su questo punto torneremo.

Ora è il momento di parlare della coppia di disegnatori Bianchini & Santucci, che accompagna le suggestioni e le rievocazioni del racconto offrendo un'ottima prova dal punto di vista tecnico: tutte le sequenze aeree sono magnifiche e tra le più efficaci e vibranti che si ricordino nella trentennale serie (pag.20-23, pag.46-47 e pag.56-57 nella prima parte, pag.6-11 e pag.39-48 nella seconda), grazie al loro tratto spettacolare ed al taglio delle inquadrature.

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Una brusca virata in volo
disegni di Bianchini & Santucci
(c) 2005 SBE
   
 
Di grande effetto anche vignette più statiche e riflessive, come la prima qui proposta, ed alcuni giochi di luce (prima vignetta di pag.32 nel n.360, prima vignetta di pag.68 nel n.361 e quella conclusiva dell'albo). Efficace anche l'espressività dei vari protagonisti (la collera di Marcel a pag.48, penultima vignetta, prima parte), anche se ogni tanto si coglie pò di indecisione nei tratti somatici proprio di Jerry (in particolare il mento) che gli conferiscono un aspetto troppo morbido (ultima vignetta di pag.7 nel n.360, seconda vignetta di pag.93 nel n.361). Peccati veniali, che passano in secondo piano per la sintonia di questi disegni con lo spirito che pervade la storia doppia.

Con "Il tesoro di Saint-Exupéry" Mignacco ha chiuso il cerchio del proprio operato con Mister No, strizzando l'occhio ad alcuni elementi della sua prima storia (la celebre "Le tigri volanti", n.145-148): l'inizio in aeroporto con una ragazza da condurre in giro, il tema del piper geloso, il cameo del personaggio ai comandi del P-40 che nel finale porta a Jerry una (inattesa) cartolina. Un inserimento gratuito e scorretto, quella del sorprendente mittente (che qui non rivediamo)? No, a nostro avviso. Il breve messaggio ("Io sono in viaggio. E tu, non hai voglia di partire? Papà") emoziona ed è impregnato dei significati e delle suggestioni emerse in questa storia e dalla vita di Drake Senior e Junior. Ed è anche un'anticipazione di quella che potrebbe essere la conclusione della serie che papà Nolitta sta ultimando.

"un'anticipazione di quella che potrebbe essere la conclusione della serie che papà Nolitta sta ultimando"    

Manaus, ed il mondo di Jerry con essa, sta infatti cambiando, come riflette malinconicamente il pilota nel finale. Antiche amiche l'hanno lasciata per cercare fortuna altrove, l'aeroporto è sempre più simile a quello di una metropoli, il telefono non si trova più solo nel bar di Paulo Adolfo. E in nome di quella libertà che ha eletto a proprio modello di vita, Jerry riparte senza preavviso con il suo adorato piper, canticchiando il suo inno "When the saints go marchin in" ed usando il classico calcio al cruscotto (malgrado il meccanico più sexy mai comparso nella serie glielo avesse da poco sistemato) e via, a salutare il padre ma, soprattutto, ad inseguire un sogno senza confini, quello di Icaro e di tutti i dreamers.

Per altre note e informazioni vedere anche la scheda della storia
 

 


 
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