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" Soldi sporchi"

TESTI
Michele Masiero & Luigi Mignacco
DISEGNI
Fabrizio Busticchi & Luana Paesani

O Bispo

Pagine correlate:

Mister No presto cesser� la propria vita editoriale ed alcuni storici personaggi della serie gli fanno visita e si congedano simbolicamente dai lettori.

Al capezzale di Jerry
recensione di Cristian Di Clemente

Nell'ultima vignetta di questa storia doppia, Mister No elogia lo scenario delle sue avventure e la sua volont� di non allontanarsi dal Brasile troppo a lungo ("Questi sono i luoghi pi� belli del pianeta, per me... gli unici nei quali voglio sempre tornare dopo ogni viaggio!", pag.98 del n.356). Una dichiarazione d'amore che non � isolata in questi ultimi mesi, quando si tratta di trovare la frase di chiusura di un episodio (si vedano anche le ultime tavole dei n.343, "Il piper rubato" e n.350, "La ragazza rapita"). Affermazioni profonde che, tuttavia, suonano posticce nelle storie che le contengono e che acquistano significato solo alla luce del lontano, glorioso passato "amazzonico" del pilota. Lo stesso passato in cui queste frasi sarebbero state superflue poich� bastava un dialogo, una situazione, un disegno, un personaggio per lasciare tale sensazione al lettore.

Chi ha seguito Mister No solo negli ultimi 10-15 anni, leggendo questa storia doppia non pu� immaginare che Bispo � stato uno dei comprimari pi� originali e dissacranti del periodo classico del pilota, una delle tante facce dei contrasti del Sudamerica.

"Bispo � svuotato della sua carica trasgressiva, normalizzato e degradato a semplice macchietta"    

E' un ex-prete che manda al diavolo la persona di cui ha appena celebrato, controvoglia, il funerale, che nella sua chiesetta ha, al posto dell'altare, una Santabarbara di fucili, che contrabbanda droga e che si lancia in opportunistiche citazioni del Vangelo. Sempre pronto a coinvolgere Mister No nei suoi traffici, i due sono legati da un rapporto pluriennale che (si � intuito tra le righe) si � sviluppato nei primi tempi di Jerry in Brasile, quando il nostro era ancora inesperto di quel continente e delle sue contraddizioni. Bispo � stato uno dei maestri di Mister No, di quelli negativi, da cui Jerry ha imparato a guardarsi, acquistandone maggiore forza e consapevolezza di quello che � stata la sua anticonformistica scelta di vita, senza scendere a compromessi con soluzioni illegali per sbarcare il lunario.

In "Soldi sporchi" Bispo, sempre coinvolto in affari poco leciti, � svuotato della sua carica trasgressiva, normalizzato e degradato a semplice macchietta: un fifone e codardo che chiede aiuto, senza neppure tentare un colpo gobbo finale.

(10k)
O Bispo
disegni di Busticchi & Paesani
(c) 2005 SBE
   
 

"Soldi sporchi" �, quindi, una storia doppia che magari gira se presa da sola (pur con le ingenuit� che segnaleremo), ma che si rivela piatta, senza pathos n� anima se collocata nel contesto "misternoiano". Un soggetto semplice semplice (boss prepotente che spadroneggia in una citt�), una sceneggiatura fiacca nei dialoghi, nelle caratterizzazioni e dal finale troppo concitato, vecchi comprimari (rivediamo anche le tre garotas) che si limitano a timbrare il cartellino della presenza e nuovi personaggi incolore o poco coerenti. Paco "Fera" dovrebbe essere una belva, ma chi lo direbbe dopo aver chiuso l'albo? Il boss Guimar�es �, nella prima parte, pi� potente di Al Capone, potendosi permettere di rapire un turista straniero perch� la polizia se l'� comprata ma, nella seconda parte, quella mossa si rivela per quella che �, una colossale stupidaggine, denotando uno scarso acume strategico e subendo la morte pi� scontata. Renard, il cliente di Mister No, ha l'aria troppo spaccona per rendere credibile il dramma della sua prigionia. Di una delle figure minori della prima parte (lo sgherro Santiago) si perdono le tracce nel finale. Per taluni aspetti � probabilmente complice l'inconsueto (e poco coordinato) passaggio del testimone ai testi tra Masiero e Mignacco.

I disegni della coppia Busticchi-Paesani sono da sempre caratterizzati da un aspetto "datato" e poco gratificante da guardare. Uno stile dal contrasto bianco-nero leggibile ma che, anche se privo di errori o sbavature dal punto di vista tecnico/espressivo (sebbene i volti appaiono un p� troppo spesso torvi o imbronciati), si rivela precario come emozioni e sensazioni trasmesse a chi legge, componente essenziale per il medium fumetto. E se anche i testi sono deboli come in questo caso, il risultato complessivo del connubio tra parola e immagine non pu� che essere insoddisfacente.

Per altre note e informazioni vedere anche la scheda della storia
 

 


 
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