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" Assassino implacabile"

TESTI
Stefano Vietti
DISEGNI
Enrico Bagnoli

Holsey

Pagine correlate:

Una storia degna del più classico BVZM, ma che pecca di ingenuità a poche pagine dalla fine: peccato!

Chi ha paura dell'uomo nero?
recensione di Martina Galea

Stefano Vietti imbastisce una storia piuttosto classica, ricca di buona parte di cliches mysteriani e di quel pizzico di azione e cazzotti che non guasta negli albi del BVZM. L'idea di partenza non è affatto male: la Grande Mela è un'ambientazione suggestiva e non ci si stanca mai di scoprire cunicoli e gallerie nascoste nelle sue viscere. Stavolta, il mystero di turno chiama in causa Thomas Edison, e mescola realtà storica newyorkese a folklore a tinte fosche. Il boogeyman, o "uomo nero", è da sempre lo spauracchio del lato infantile e pauroso di ciascuno di noi, e l'idea di unire tecnologia ottocentesca e maledizioni funziona a dovere, permettendo a Martin di indagare su qualcosa che effettivamente potrebbe essere accaduto.

Il soggetto, quindi, è senza dubbio un buon punto di partenza, pur nella sua tipicità mysteriana. Quel che affossa l'albo è, purtroppo, la sceneggiatura: i dialoghi peccano di rigidità e a tratti annoiano in modo palese. Un esempio? Il monologo (a esclusivo uso del lettore) di pag.33/34 è decisamente troppo forzato per essere gradevole, e non contribuisce certo a rendere scorrevole la storia.

"...il castello di carte costruito da Vietti crolla proprio a pag.94..."
   
Eppure, non è quest'aspetto della sceneggiatura che maggiormente ha indebolito la storia, anche se certamente collabora alla sua scarsa fluidità. Ciò che ha definitivamente fatto crollare ogni possibile buona riuscita della vicenda è la conclusione: non è accettabile che il boogeyman dica a Martin che gli uomini che lo hanno imprigionato lo tenevano sotto controllo tramite l'amuleto. Non è ammissibile perchè questo snatura l'intera storia: che senso ha "imprigionarlo per sempre"? Non si imprigiona "per sempre" una creatura del genere: o la si sfrutta, oppure la si distrugge.

Forse gli uomini che cattuirano il boogeyman appartengono ad "Altrove", o ad un suo ramo deviato, fatto sta che si parla di agenti del governo americano, e, come il BVZM ci ha sempre insegnato, si tratta di persone pronte ad approfittare di queste creature, oppure disposte a eliminarle dalla faccia della Terra. Una conclusione così semplicistica, quindi, impedisce di godere degli aspetti positivi dell'albo, perchè vengono a mancare i presupposti logici per la riuscita della storia.

(15k)
Un primo piano di Tom Holsey
disegno di Enrico Bagnoli (c) 2005 SBE
   
 

Può sembrare una minuzia, ma il castello di carte costruito da Vietti crolla proprio a pag.94, appena prima della fine, ed è senza dubbio un peccato, perchè da una soggetto tutto sommato buono si poteva senza dubbio trarre qualcosa di molto più accattivante, e soprattutto rispettoso dei canoni del mondo del BVZM.

I disegni di Bagnoli meritano la sufficienza perchè complessivamente rendono bene l'aria inquietante del boogeyman e le ambientazioni claustrofobiche della storia, anche se i corpi peccano spesso di legnosità, al pari delle espressioni del viso, decisamente troppo fisse e prive di qualsiasi tensione emotiva.
 

 


 
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