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Angeloid

Sora no Otoshimono
Recensione di  |   | manga/


Angeloid
Angeloid


La sinossi del manga che vi andiamo a presentare è curata direttamente dal protagonista.
Prego la Regia di mandare la testimonianza:

La storia, in breve
Tutti i personaggi in scena

(c) 2012 Planet Manga

La storia, in breve<br>Tutti i personaggi in scena<br><i>(c) 2012 Planet Manga</i>
Sono immagini dure che non vorremmo commentare, ma il dolore fa share e quindi rincareremo la dose ricordando che nella missione di rovinare la pace del giovane Tomoki alla violenta amica d'infanza Sohara, all'impassibile Sugata Sempai, alla volonterosa ma goffa Ikaros si affiancheranno, fin dagli esordi, altre decine di squilibrati dai retroscena comici o drammatici.
Certo, sarebbe ingiusto attribuire solo alle "compagnie sbagliate" gli eventi che rovineranno la pace e la quiete di Tomoki. Innanzitutto la sua pulsione erotica, per quanto si tratti di un adolescente, va a volte un po' oltre quello che potremmo definire "salutare" (non fosse altro per i danni potenzialmente letali in cui incorre nel momento in cui viene scoperto da Sohara). Ma se questo potrebbe essere normale per un giovane in salute, meno normali sono i sogni in cui una creatura angelica gli parla. Sogni da cui si risveglia piangendo e che lo accompagnano da sempre. Sogni che lo porteranno ad incontrare la misteriosa Ikaros, androide alato che si autodefinisce "da compagnia" ed è pronta ad esaudire i suoi desideri.
Il tutto mentre da un continente fluttuante, invisibile all'occhio ed alle tecnologie terrestri, una razza di esseri superiori e decadenti gioca oziosamente con le Angeloid e gli esseri umani, considerando, gli uni e gli altri, meno di niente.

Saltando i convenevoli dichiariamo subito che Angeloid (titolo che in Italia è stato preferito all'originale: Sora no Otoshimono, forse inaugurando anche nel manga la pessima abitudine dei titoli "a capocchia" imperversante nel cinema) si trova al livello zero dell'originalità.
Il soggetto: harem manga con protagonista femminile la "bambola (apparentemente) incapace di provare sentimenti" si è già visto innumerevoli volte e ogni stereotipo del genere è rigorosamente rispettato: il giovane erotomane dal cuore d'oro, la manesca amica di infanzia apparentemente infastidita ma in realtà cotta persa del protagonista, l'impassibile e misterioso ragazzo prodigio, l'impeccabile ragazza di buona famiglia che nasconde (neanche tanto) l'animo di una sadica e, ovviamente, una pletora di donzelle aliene chiaramente prive di senso comune e dotate di devastanti capacità sovrumane. Ne consegue che le situazioni sono ESATTAMENTE quelle prevedibili: il giovane erotomane riesce sempre a fare la cosa giusta esattamente dopo aver agito in maniera sbagliata, la giovane manesca inevitabilmente gli si avvicina sempre di più per poi respingerlo con danni fisici (potenzialmente letali), il ragazzo prodigio intuisce che "qualcosa non quadra" sempre in anticipo e le "bambole senza sentimenti", indipendentemente dalla loro iniziale missione, inevitabilmente scoprono di essere attratte o proprio innamorate del protagonista.

Showdown!
Da sinistra: Sonohara, Ikaros, Tomoki, Sugata

(c) 2012 Planet Manga

Showdown!<br>Da sinistra: Sonohara, Ikaros, Tomoki, Sugata<br><i>(c) 2012 Planet Manga</i>

Insomma, leggendo le prime pagine di un capitolo, un lettore con un minimo di esperienza, potrebbe probabilmente non solo sapere come andrà a finire, ma anche scrivere i dialoghi.
Ma questo è irrilevante.
Shu Minazuki ai testi ed ai disegni non sembra farsene minimamente un problema e, piuttosto, punta a fare "le cose per bene". Le situazioni stereotipe sono rese da manuale, senza alcun imbarazzo, si ride e si ride parecchio assistendo a tutte le incredibili sventure che Tomoki attira, e quando si "fa sul serio", ovvero la situazione vira al drammatico o all'azione, le emozioni sono tratteggiate a tinte forti e tutti i "ferri del mestiere" sono utilizzati. Spesso poi, quando gli eventi descritti sono o molto stereotipi o molto assurdi, Minazuki ricorre al trucco mai troppo abusato di far iniziare il capitolo a metà se non addirittura dall'epilogo, per poi raccontare l'accaduto a mezzo di un flashback.
Ci troviamo quindi di fronte ad una scrittura "di mestiere" che, nonostante gli Harem Manga siano moneta corrente in Giappone, quasi mai si può dare scontata (si veda il pacchiano Rosario + Vampire arrivato in Italia in questi mesi per paragone).

Il tratto grafico sarebbe il comparto debole, potendo aspirare ad una sufficienza appena risicata. Le anatomie sono "morbide" esattamente come questo tipo di manga, molto orientato al "fanservice", richiede. L'espressività dei protagonisti è affidata principalmente ai dettagli dei loro sguardi o, per converso, ad espressioni abbondantemente caricaturali ed allo sfondo "espressionista" che chiarisce il "sentimento" della situazione, spesso però ne viene fatto abuso: il lettore ha quasi difficoltà a ricordarsi che il protagonista è un normale adolescente anche abbastanza atletico, visto che nel 90% dei casi questi viene rappresentato in versione "Super Deformed". Il disegno poi dimostra i limiti di una mano forse più avvezza al disegnare "name" (gli storyboard) e scrivere la sceneggiatura: in molti casi il tratto è sporco, abbozzato, le chine e gli effetti grafici imprecisi.
A compensare questo, portando anche la sezione grafica al di sopra della sufficienza, abbiamo un gusto per l'iperbole grafica che avevamo visto pian piano cadere in disuso nel genere comico e che richiama alla mente il predecessore storico del genere Harem Comedy: Uruseyatsura. In più di un'occasione l'autore non si fa scrupolo di utilizzare anche intere pagine per "esagerare". Quando il protagonista compie uno di quegli atti tipici che gli valgono la "pena capitale" (infilarsi in uno spogliatoio femminile, sottrarre mutandine, il solito...) viene mostrato il momento in cui viene deliberata la sentenza e poi intere pagine vengono dedicate alla commossa elegia funebre, con visioni di cieli sereni e natura incontaminata. Altresì, quando una situazione innocente degenera in maniera catastrofica, l'epilogo viene mostrato con scene da vera e propria fine del mondo. Anche in questo caso prego la regia di mandare una testimonianza:

Apocalisse!
Il "normale" esito di un torneo di paese.

(c) 2012 Planet Manga

Apocalisse!<br>Il "normale" esito di un torneo di paese.<br><i>(c) 2012 Planet Manga</i>

Concludendo, il manga proposto già da qualche mese da Planet Manga, appare come un buon Harem Manga con un robusto comparto comico ed una equilibrata componente di azione e dramma cortesemente fornita dagli abitanti del "Continente Fluttuante", misteriosi individui che hanno creato le Angeloid come schiave senzienti a cui fare tutto ciò che passa nelle loro teste di aristocratici annoiati.
Chiaramente la lettura ne è consigliata agli amanti del genere, per intervallare tra una lettura e l'altra di Negima! con quello che si aggiudica il nostro premio alla "qualità artigianale". Sora no Otoshimono - Angeloid di Suu Minazuki (testi e disegni) - volume brossurato con sovracopertina - b/n - Planet Manga - 5,90€

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