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Lectio Mirabilis

le due lezioni di Manfredi
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Lectio Mirabilis
Magico Vento 97 "Guerra di Toro Seduto, La"


Lectio Mirabilis

Scheda IT-MV-97

E’ capitato in precedenza di affermare come Gianfranco Manfredi sia abilissimo nell’arte così difficile di raccontare con semplicità (da ultimo in La carica dei bisonti). In questa occasione per molti versi egli va oltre, innestando su questa ardua semplicità del narrare la complessità delle molte vicende umane che si intersecano a costellare di tanti bozzetti la rada trama sovrastante. E soprattutto aggiungendo l’ulteriore lezione di come sia possibile, con estro, convinzione, professionalità e passione, fare ancora un buon utilizzo delle più abusate e raccontate storie per trovare strade poco battute, dove esercitare la propria creatività, per rinnovare il fascino di ciò che è logoro. Ma principalmente per raccontare una storia vera e solida. Che è il compito di chi fa il lavoro di Manfredi.

Un filo esilissimo

La trama in sé è quasi inesistente, un filo esilissimo che a partire dagli errori di un militare ottuso (il colonnello Reynolds) mette in scena la fase iniziale della guerra tra l’esercito degli Stati Uniti e la confederazione di genti indigene che si riunì sotto la guida dei leader da noi conosciuti come Toro Seduto e Cavallo Pazzo.

La preoccupazione del colonnello Reynolds!
n.97, pag.25

(c) 2005 SBE

La preoccupazione del colonnello Reynolds!<br>n.97, pag.25<br><i>(c) 2005 SBE</i>

La trama in sé è la partita a scacchi innescata da quel militare ottuso, che contrappone Toro Seduto al generale Crook.

Dopo novantasei episodi

Una storia raccontata molte volte, ma forse mai così
Si tratta probabilmente della guerra indiana più raccontata della storia, tanto al cinema quanto nel fumetto e nella letteratura, ma è probabile che sia inedito l’approccio “lungo” di Manfredi che giunge infine all’evento centrale della vita del suo personaggio dopo novantasei episodi mensili della testata, oltre novemila tavole di sceneggiatura, nelle quali, tra le altre cose, ha saputo come pochi farci entrare dentro la vita quotidiana dei Sioux, ma anche dei soldati che si contrapporranno loro, e delle tribù che dei soldati saranno alleate contro il popolo adottivo di Magico Vento.

Per apprezzare il "progetto western" di Manfredi, consigliamo, a chi si avvicina per la prima volta alla testata, di reperire qualcuna delle storie presenti nella Top Ten di uBC.

Dietro questa e le prossime storie fino all’albo n.101 si scorge un progetto rigoroso e certosino che travalica largamente il valore che possano avere (avuto) tutti i precedenti novantasei albi, il presente e, arrischiamo, i prossimi fino alla nota conclusione della vicenda, arrivando a comporre l’architettura organica di un’autentica epopea umana, sociale e letteraria.

L’affresco di “La guerra di Toro Seduto” pare riassumere, nella variegata struttura dei personaggi in campo e delle loro relazioni, il senso complessivo della serie, e non a caso una

Un albo che pare riassumere il senso della serie
conoscenza della serie e dei “precedenti” di molti personaggi arricchisce molto la lettura dell’episodio, pur godibile anche a sé stante.

Dando prova di pregevoli doti di sintesi, Manfredi mostra di ciascuno la personalità e spiega i moventi con grande economia di mezzi; per Toro Seduto gli è sufficiente una sola vignetta a pagina 32 per rappresentarne con efficacia la visione politica, i sogni, i limiti che gli pose la Storia.

Muore con Toro Seduto la visione che fu di Metacom, Pontiac, Tecumseh...
n.97, pag.37

(c) 2005 SBE

Muore con Toro Seduto la visione che fu di Metacom, Pontiac, Tecumseh...<br>n.97, pag.37<br><i>(c) 2005 SBE</i>

Nell’arco delle novantaquattro pagine della storia, osserviamo la maturazione e rivendicazione di autonomia dell’adolescente figlio di Nuvola Rossa, Jack; il delinearsi della personalità cauta e sfaccettata, politicamente scaltra del generale Crook; la conferma della sostanziale stolidità di Lungo Sacerdote; l’insufficiente accortezza di Poe nella sua lealtà verso l’amico Ned; il rimpiattino delle responsabilità tra il colonnello Reynolds e i suoi ufficiali subalterni, figure che Manfredi lascia libere di svelare i propri limiti ed insipienza attraverso le loro azioni; il rigore morale di Cavallo Pazzo e il pragmatismo di Toro Seduto, che pure non bastò; l’ansia di riscatto di Spirito della Notte; l’ingenuità all’apparenza calcolatrice di Lava Incandescente e, dietro di lui, del leader della nazione Shoshone: Washakie.

L'ingenuo Poe e lo scaltro Crook
n.97, pag.65

(c) 2005 SBE

L'ingenuo Poe e lo scaltro Crook<br>n.97, pag.65<br><i>(c) 2005 SBE</i>

Magico Vento potrebbe apparire eccentrico rispetto alla narrazione, una delle voci del coro, spesso periferica rispetto all’azione ed alla riflessione. Manfredi gli riserva invece, a ben vedere, il ruolo di raccordo delle fila dell’albo. E’ Ned a rendere evidente la stupidità della condotta di Lungo Sacerdote; rappresenta il miglior collaboratore possibile per Toro Seduto e Cavallo Pazzo, il solo che comprenda il loro mondo morale e spirituale; capisce alla perfezione Lava Incandescente e ne anticipa il comportamento; porta il giovane Jack a compiere la propria scelta di autonomia; detta la politica da tenere verso i prigionieri; rappresenta per Spirito della Notte l’esempio della sua possibile integrazione; è la sua presenza a innescare le azioni di Poe.

Magico Vento, il guerriero
n.97, pag.45

(c) 2005 SBE

Magico Vento, il guerriero<br>n.97, pag.45<br><i>(c) 2005 SBE</i>

Analisi e sintesi

E’ in sostanza l’unico personaggio per il quale Manfredi privilegi l’analisi rispetto alla sintesi, definendolo attraverso la somma delle sue azioni e non l’isolamento di un fatto significativo. Darko Perovic offre un’interpretazione realistica ed efficace, aderente alla sostanza della narrazione.

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Annotazioni estese sull'edizione

Personaggi ed ambienti sono resi con grande attenzione al dettaglio caratterizzante non meno che al quadro d’insieme, alla capacità evocativa della tavola. Nelle scene notturne i neri sono troppo grevi e finiscono per sovraccaricare le vignette e stancare il lettore, ma le scene diurne e all’aperto restituiscono un naturalismo che va oltre la funzionalità narrativa per cogliere un pieno soddisfacimento estetico.

Magico Vento n.97 - Sergio Bonelli Editore, mensile, in edicola, brossurato – € 2,50

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