La fine del viaggio


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Una lettura col cervello, una lettura col cuore

Per chi sa leggere sia col cervello (per poter cogliere piccoli indizi disseminati in alcuni punti chiave della storia) sia col cuore (per poter in ogni caso interpretare le ultimissime pagine dell�episodio sul filo delle emozioni che esse suscitano), Faccia di rame potr� peraltro diventare, del tutto inaspettatamente, anche una vera e propria conclusione della saga di Ken. La chiave di lettura che pu� consentirci di interpretare Faccia di rame come l�epilogo della �umana avventura� di Ken � fornita dalle datazioni della storia. Come gi� accaduto per alcune delle altre vicende retrospettive raccontate da Ken si ha, a un primo sguardo, una stridente incongruenza. Se il primo incontro di Ken con Ishi avviene nell�estate del 1878, il loro secondo incontro, essendo situato a �tre o quattro anni� di distanza (p. 31), non pu� che aver luogo nel 1881 o nel 1882, anni in cui, prestando fede alle indicazioni temporali inserite negli episodi che non rientrano fra i dime novels inviati a Buntline - o anche solo pensando al fatto che Teddy, che aveva non pi� di sei anni in Chemako, ambientato nel 1871, sia, ne Le avventure di Teddy Parker, ancora adolescente -, Ken dovrebbe trovarsi, fuggiasco, in Canada (ovvero ben lontano da Oroville, in California), se non addirittura in prigione. E poich� la data della morte di Ishi � spostata di altri cinque anni in avanti (p. 189), quello che si presenta come un racconto retrospettivo si concluderebbe, mostrandoci Ken in raccoglimento davanti alla tomba dell�amico, in un momento di gran lunga successivo a quello in cui lo stesso Ken, prigioniero a Fort Lauderdale, sta scrivendo. Tornando all�ipotesi dell�inaffidabilit� del Ken narratore, si giungerebbe quindi al perfezionamento della falsificazione autoconsolatoria: dopo aver ricreato (o anche solo significativamente alterato) il proprio presente e il proprio passato, Ken finirebbe con l�inventarsi un immaginario futuro da uomo libero.

Questa � la lettura fatta col cervello, l�unica, a mio avviso, che pu� spiegare razionalmente le incongruenze di datazione. Le ultime cinque pagine � le pagine in cui la voice over di Ken ripercorre con toni malinconici gli anni trascorsi da Ishi a San Francisco - sembrano per� invitare piuttosto a un�interpretazione da farsi col cuore, secondo la quale Faccia di rame diventerebbe, a dispetto delle incongruenze, un racconto del tutto affidabile in cui Ken, ad anni di distanza dall�epoca in cui � ambientato I condannati, rivela indirettamente, pur senza spiegare come possa essere accaduto, di essere effettivamente uscito di prigione e di aver ripreso a vivere avventure, lasciate suggestivamente nel vago, che lo restituiscono alla sua natura di irrequieto vagabondo.

Ken � libero e vagabonda insieme a noi
KP speciale n.4, disegni di Ivo Milazzo

(c) Panini Comics

Ken  libero e vagabonda insieme a noi<br>KP speciale n.4, disegni di Ivo Milazzo<br><i>(c) Panini Comics</i>

So long, Ken

Non ha senso attendere ancora il seguito (e la �vera� conclusione) delle avventure di Ken Parker, continuare a sperare di poter leggere episodi inediti in cui venga raccontato come Teddy e Lita riusciranno a far evadere Ken e quale destino sar� riservato a questo terzetto. E� Faccia di rame la conclusione delle avventure di Ken, perch� quello che ci viene mostrato nell�ultimissima � e stupenda - tavola di questo episodio �, secondo una lettura poetica che lo stesso Berardi ci invita a percorrere, il Ken pi� �vecchio� che ci sia dato di conoscere. E in ogni caso questo � l�epilogo della serie perch� questo finale - cos� poetico, per l�appunto, cos� suggestivo - con Ken che si ferma a San Francisco appena il tempo di salutare un vecchio amico per rimettersi subito on the road - chiss� verso quali luoghi, chiss� per quali motivi� � � il miglior commiato che Berardi e Milazzo potessero rivolgere ai loro lettori pi� affezionati, a tutti coloro che hanno profondamente amato le storie di questo personaggio, la visione del mondo che esse propugnavano, le emozioni che suscitavano; a tutti coloro che, in un modo o nell�altro, consapevolmente o meno, sono stati influenzati almeno un poco da questa visione del mondo e hanno cercato di ricreare e rivivere in prima persona, nel loro rapporto con gli altri e con tutto ci� che li circonda, queste emozioni.

(c) Panini Comics