ubcfumetti.com
Indice del SitoNovità !Cerca nel SitoScrivi a uBC
MagazineRecensioni




" Skip, il ladro"

TESTI
Giancarlo Berardi
DISEGNI
Marco Soldi con la collaborazione di Laura Zuccheri

Pagine correlate:

E tutto finì in farsa
recensione flash di Francesco Manetti


Dopo tre anni di vita editoriale, è ormai chiaro quello che possiamo aspettarci comprando un numero di Julia. Chi ama, ad esempio, la continuity, ha ormai capito da tempo che è meglio cercarla in altre serie bonelliane (in Magico Vento, in Jonathan Steele...): Julia, infatti, vivrà in eterno (come Pippo e Topolino, come Tex e Carson, come Dylan Dog e Groucho...) in un mondo pressoché immutabile, in cui Webb e Leo continueranno a corteggiarla senza mai farsi avanti in maniera esplicita, in cui Norma continuerà a drogarsi senza mai riuscire a smettere, in cui Lillian continuerà a vivere nella sua casa di riposo senza decidersi a tornare nel mondo esterno e via dicendo.

Dopo questi tre anni, dopo questi trentasei numeri, chiunque si sarà reso conto, insomma, che è inutile continuare a ricercare in Julia quel che Julia non vuol dare. Sarebbe come pretendere che Zagor fosse verosimile come Nick Raider, che Gregory Hunter fosse impegnato come Gea, che Napoleone ci facesse raggomitolare dalla risate come certi numeri di Legs... Julia, al pari della maggior parte delle altre serie bonelliane, vuol essere essenzialmente un fumetto "d'evasione", scritto con un grado di professionalità che, salvo poche eccezioni in positivo e in negativo, si attesta su livelli medi, congrui con quel che ci si può attendere da una serie che mira a raggiungere il maggior numero possibile di lettori.

Date queste premesse, "Skip, il ladro" può essere considerato uno dei numeri più rappresentativi della serie, un numero che si potrebbe consigliare al classico "amico che non ne ha mai letto uno". Un numero "mediocre", eppure brillante nella sua mediocrità. Un numero che non ha niente di eccezionale rispetto a tanti altri numeri che l'hanno preceduto, ma che risulta comunque perfetto per chi vuol concedersi tre quarti d'ora di relax.

Da uno spunto già visto (un bambino testimone di un delitto) Berardi riesce a creare una storia ritmata, ricca di spostamenti da un luogo all'altro, di sorprese, di personaggi ben delineati, pur nel loro macchiettismo, per poi regalarci, nell'ultimo terzo del racconto, un finale in cui la tensione del noir si smorza, inaspettatamente e godibilmente, nel farsesco, se non addirittura in una compiaciuta demenzialità (il vecchietto rincoglionito, ma che ricorda alla perfezione un numero di targa); un aspetto, questo, che da qualche numero a questa parte sta prendendo sempre più il sopravvento, a tal punto da essere diventato, di fatto, uno degli elementi caratterizzanti della serie - ed infatti più che Skip il ladro, quel che ci resta in mente, una volta chiuso l'albo, è Maylee la (finta) svampita :-).

Parlando di demenzialità, mi viene peraltro da domandare a Berardi dove voglia andare a parare col nuovo tormentone (le incursioni in casa di Julia del topo di fogna ribattezzato da Emily, con notevole scatto di fantasia, Speedy Gonzales). Giancarlo, abbiamo accettato di tutto: posaceneri tenuti nella borsetta a scopi offensivi, gatte antipaticissime, diari melensi... Liberaci, ti prego, di questo roditore! :-)

Per quel che riguarda i disegni, soliti alti livelli per Soldi, anche se qui il suo stile mi pare un poco più "affrettato" rispetto alle prove precedenti. Non per fare della dietrologia, ma probabilmente la collaborazione di Laura Zuccheri è dovuta alla necessità di rispettare tempi di consegna un po' stretti.

Spiccano, in negativo, proprio le sei tavole dedicate a Speedy Gonzales (pag.45-50), quasi come fossero state realizzate in tutta fretta per "tappare un buco", forse in fase di revisione editoriale dell'albo. Se ci fate caso, del resto, la prima striscia di pag.45 potrebbe benissimo essere spostata al posto della prima striscia di pag.51).
 

 


 
(c) 1996 uBC all right reserved worldwide
Top