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" Destinazione cosmo"

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La verità non è dietro l'angolo
recensione di Riccardo Panichi

...anzi, è proprio il caso di dire che si trova a centinaia di anni luce da noi, tra i resti di una misteriosa città in cerca di linfa vitale.



TESTI
Sog. e Sce. Federico Memola    

Comincia a dipanarsi la fitta foschia di misteri che avvolge il fatato mondo di Jonathan Steele. Se nel precedente numero avevamo finalmente saputo qualcosa a proposito del passato del biondo investigatore, in questa fantascientifica doppia storia apprendiamo a grandi linee le circostanze che hanno portato al fatidico avvento della magia sulla Terra.

La saga continua e questa volta prosegue il suo cammino in modo spiazzante. La prima parte dell'avventura sembra infatti l'inizio di una vicenda di routine, che vede protagonisti Jonathan e Myriam, impegnati in una difficile indagine a proposito della misteriosa sparizione di alcuni treni della metropolitana parigina. L'ideale sviluppo non lascia di fatto presagire al lettore nessuna importante rivelazione in termini di continuity, tanto meno quando l'azione si sposta nello spazio profondo, lontano anni luce dalla Terra e dalla Luna, teatri del grande intreccio tessuto da Memola.

E proprio quando il lettore allenta la tensione, stancato da una storia tutt'altro che esaltante, ecco che arriva il colpo di scena, con il tanto atteso resoconto del mistero della comparsa della magia sulla Terra.

"La girandola delle rivelazioni inizia nel modo più inaspettato"
   
Il tutto reso attraverso un flusso di coscienza di Myriam, consapevole per la prima volta non solo delle sue esperienze passate, ma anche di quelle della sua controparte magica, quella fata che si reincarnò in lei nel corso della ormai celebre notte delle mutazioni. L'effetto è sorprendente, non tanto perchè sia particolarmente originale, ma poichè arriva in un modo piacevolmente inaspettato, a migliaia di anni luce dalla Terra. Alzi la mano chi non s'aspettava che tutta la vicenda sarebbe stata spiattellata da Selene e dagli altri dei con un bel riassuntone!

E' un peccato a tal proposito che si sia scelto di narrare il tutto attraverso l'uso di didascalie, espediente troppo banale. La prima didascalia a tutta vignetta è di grande impatto, ma il resto del racconto è reso in maniera un poco pedante. Sarebbe stata una soluzione più interessante lasciare al disegno la funzione narrante e privare le vignette di ogni forma di descrizione.

Questa faticosa doppia storia lascia inoltre intravedere le linee di evoluzione dei vari personaggi. Myriam è decisamente meno grottesca e per la prima volta dimostra di sapersela cavare senza Jonathan, togliendo infine lei stessa le castagne dal fuoco. Jasmine sembra messa quasi in disparte dai due amici e ciò potrebbe portare ad uno scontro di carattere soprattutto sentimentale. In effetti per febbraio è prevista una storia breve di una sessantina di tavole, che sicuramente porterà importanti sviluppi in questo senso.

Insolita è anche l'atmosfera fantascientifica del racconto, che affronta tematiche perlopiù lontane dal mondo strettamente "terrestre" di Jonathan. L'introduzione della vita extraterrestre nella serie è tuttavia condotta curiosamente quasi in punta di piedi. Emblematico a tal proposito il goffo tentativo di Jasmine di operare una riflessione pseudofilosofica sull'esistenza di vita su altri mondi, che si risolve in una simpatica gag, i cui protagonisti sono Myriam, Jonathan e un invadente Alien. L'impressione è che non rivedremo mostricciattoli verdi per un bel pezzo sulle pagine di Jonathan Steele. Meglio così.

"Una storia che assume senso compiuto soprattutto in funzione della continuity"
   
Nel complesso un'avventura dalle due facce: simpatica e frizzante la prima parte della storia, con un prologo movimentato e tanta ironia; ripetitive e monotone le seconde 94 tavole, con troppe sparatorie e qualche boiata di troppo da parte dei dimenticabili Eterni. Ma il jolly della continuity, giocato, come già detto, in modo eccellente, dona un buon equilibrio globale al racconto e permette di lasciare al lettore una sensazione piuttosto gradevole al termine della lettura.



DISEGNI
Tiziano Scanu    

Solo discreti i disegni di Tiziano Scanu, dal quale ci si aspettava onestamente di più dopo i margini di miglioramento che aveva mostrato nella precedente prova (cfr.n.2). Un tratto essenziale e troppo piatto per una storia dove ci si poteva veramente sbizzarrire. Gli sfondi della città aliena ad esempio sono assolutamente anonimi e le sequenze ambientate nello spazio profondo, che negli ultimi tempi sono diventate generalmente una gioia per gli occhi, mancano di spettacolarità. Fa eccezione a tal proposito la bella splash page in cui compare l'astronave aliena, inquietante e maestosa.

Fortunatamente Scanu si risolleva un po' nell'interpretazione dei personaggi. Molto buoni Myriam, espressiva nonostante la consueta prorompenza, e Jonathan, specie nelle dinamiche scene d'azione. Qualche difficoltà come al solito con Jasmine, anche se a onor del vero questo sembra essere un problema comune a molti dei disegnatori della serie (il meglio in questo senso si è forse visto con Rossi e Vercelli). Senza infamia e senza lode la colorita fauna aliena alla "stazione dei treni". Molti mostri sono citazioni di film e sceneggiati, e nel complesso, pur non esaltando, nemmeno sfigurano.



GLOBALE
 

Delle due copertine di Olivares preferiamo nettamente la seconda, dinamica nel soggetto e realizzata egregiamente. Concorre certamente all'ottimo risultato la strepitosa coloritura, che dona una profondità eccezionale all'immagine.

Molte delle testate Bonelli hanno avuto bisogno di un periodo di rodaggio, prima di riuscire a ingranare e salire di tono. Ebbe ad esempio i suoi problemi Martin Mystère, le cui scarse vendite inizialmente erano lo specchio di storie non esaltanti. E nemmeno il blockbuster Dylan Dog può certo vantare una partenza a razzo. E che dire, per tornare più vicini a noi, dell'incredibile impennata di Magico Vento, che dalla mediocrità dei primi numeri è diventato una fucina di capolavori? Ecco, Jonathan Steele sta vivendo la stessa situazione dei suoi illustri predecessori. Come già detto in precedenza, prime tre avventure a parte, la crescita del biondino è stata inesorabile ed è arrivata, negli ultimi mesi, a toccare cime apprezzabili. Al di là della confidenza con il personaggio, che certamente è aumentata con il passare del tempo, l'elemento che più ha influito sulla qualità delle storie è stato un piccolo cambio di rotta di Memola.

"Le avventure di Jonathan hanno acquisito sempre più spesso un secondo piano di lettura"
   

Chi ci legge ricorderà sicuramente che una delle critiche mosse inizialmente alla serie era quella di volere scrivere a tutti i costi storie per ragazzi senza utilizzare il linguaggio appropriato (cfr. ad esempio la recensione del n.4). L'impressione è che, con il passare del tempo, questa tendenza sia stata non solo abbandonata, ma praticamente invertita, tanto che le ultime avventure hanno trattato, anche se tra le righe, tematiche estremamente importanti e adulte, quali ad esempio l'eutanasia. Siamo lungi dall'affermare che tutto ad un tratto Memola si sia messo a scrivere storie adatte esclusivamente ad un pubblico più maturo, ma certamente ha fornito alle sue avventure un secondo piano di lettura, che probabilmente non era stato messo troppo in conto nei primi tempi e che invece era necessario non solo per il mondo dei "grandi", ma anche per quello degli smaliziati adolescenti, ai quali l'immediatezza del Jonathan prima maniera lasciava solo una sensazione di insipido sui loro palati fini!
 

 


 
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