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Cronaca dopo un disastro

Storie del dopo Chernobyl
Recensione di  |   | italia/


Cronaca dopo un disastro
Cronaca Storica 2


Cronaca dopo un disastro

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Un editore con una precisa identità

La BeccoGiallo non è proprio l'editore dalla vocazione “popolare” destinato a risollevare l'asfittica situazione del fumetto italiano, ma è fuor di dubbio che in breve tempo abbia trovato una precisa identità e una linea editoriale coerente e rigorosa.

In giro per la rete

BeccoGiallo
sito ufficiale della casa editrice
sito sulla vicenda di Chernobyl

Alla collana dedicata ai casi di cronaca nera italiana, da Unabomber al delitto Pasolini, dal caso della Saponificatrice di Correggio ai delitti di Alleghe al caso di Rina Fort, è stata quindi affiancata la collana della "Cronaca storica", che tratta di grandi accadimenti storici. Dopo lo splendido volume dedicato al terremoto del Friuli - opera di Paolo Cossi, che con questo suo racconto ha confermato le notevoli doti messe in mostra con "Tina Modotti", opera del 2003, e più recentemente con "Unabomber" per la stessa BeccoGiallo e "La storia di Mara" per l'editore Lavieri - è la volta di "Chernobyl", di Paolo Parisi, che con Cossi condivide l'ancor giovane età (sono entrambi del 1980).

Economia di mezzi e capacità di suscitare emozioni

E' un racconto intenso, davvero singolare, che unisce una sobrietà misurata e raccolta con una visibile forza d'impatto emotivo, che nasce tutta dalla capacità delle immagini di innescare la riflessione e soprattutto di toccare la sensibilità del lettore.

Foto degli impianti della centrale

(c) aventi diritto

Foto degli impianti della centrale<br><i>(c) aventi diritto</i>

I dialoghi ridotti al minimo, la narrazione affidata alla forza descrittiva e rappresentativa dei disegni, un ritmo rallentato allo spasimo, quasi al fermo del tempo narrativo, per esasperare il senso di attesa e purificare l'essenza stessa del dramma; la lenta scansione delle vignette, i cui contorni tremolanti raccontano di eventi che appartengono al passato, ma la cui onda d'urto si trasmette ancora oggi e permarrà nel futuro, subisce pochissime accelerazioni e detta il tono del riverbero intimista e privato dell'evento storico.

Dalla seconda di copertina:
Prima, quando gli amici di mia madre venivano a trovarla,
ridevano e parlavano per lo più di politica e di arte.
Dopo, le loro le loro conversazioni si concentravano
sempre più sulle malattie dei loro bambini
e sui guai delle famiglie
dei loro amici e conoscenti.

Aleksandr Sirota, 9 anni al tempo dell'incidente.

Il disegno di Parisi è scabro ed essenziale, ma le sue linee si arrotondano gentili e ariose nelle figure umane - in special modo nell'addolcita raffigurazione dei bambini - mentre diventano fredde e dure negli aridi e spopolati paesaggi e nelle città screpolate del deserto radioattivo. I grigi plumbei, abbondanti, scandiscono la cupezza del tono, uniformano la dimensione privata e quella storica del racconto; fino a fondersi, confondersi e perdersi nel bianco livido della fitta nevicata che pervade il quarto e ultimo capitolo, come una chiusura definitiva della vicenda, sorda alla tanta pena mostrata nelle pagine precedenti.

Il fallout
mappa del fallout radioattivo da Cesio137 dopo il disastro

(c) J.Smith e N.A.Beresford

Il fallout<br>mappa del fallout radioattivo da Cesio137 dopo il disastro<br><i>(c) J.Smith e N.A.Beresford</i>

Dal risvolto della seconda di copertina:
I danni: 31 persone muoiono immediatamente per l'esposizione diretta alle radiazioni.
Centinaia sono i ricoverati.
135.000 gli evacuati.
Una nube radioattiva contamina buona parte dell'Europa, Italia compresa.

Chernobyl dopo Chernobyl

Vincente, sotto il profilo evocativo e drammatico, la scelta di non mostrare la cronaca del disastro della centrale ucraina: dopo una fulminante introduzione che intuitivamente si interrompe, senza mostrarlo, al momento dell'avvenimento, Parisi salta a qualche anno dopo, narrando momenti di vita di alcuni sopravvissuti, facendo la cronistoria dell'agra vita di chi ha scelto (se di scelta si tratta o non di disperata necessità) di non allontanarsi dalla propria casa contaminata, mostrando il lavoro di un medico che quotidianamente lotta con gli effetti di Chernobyl. Nessuna concitazione, ma appunto l'abilità di cogliere il nucleo dei fatti. Di mostrare la natura priva di dramma evidente del dolore più autentico. La capacità della tragedia di spezzare vite ed esistenze non nel momento contingente - o comunque non soltanto in quel momento - ma soprattutto dopo, quando il primo dolore, quello urlato, si smorza e insorge il dolore sordo della quotidianità, fino a scolorirsi in quella morte anticipata che è l'abitudine a una vita amputata.

Chernobyl - testi e disegni di Paolo Parisi - collana Cronaca Storica n.2, edito 2006 da BeccoGiallo - prezzo €14,00 - il racconto a fumetti è completato da circa trenta pagine di testimonianze, bibliografia, una cronistoria della vicenda di Chernobyl e un glossario in materia di energia nucleare.

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