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" Rapimento su
Cygnus tre "


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John Lennon

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recensione di Riccardo Panichi



TESTI
Sog. e Sce. Stefano Piani    

In quanto prima storia non scritta da Serra, Rapimento su Cygnus tre incuriosisce a priori: come si esprimeranno altri autori su di una testata così anacronistica e singolare?

La risposta, almeno per quanto riguarda questa prima occasione, è bene. Stefano Piani imbastisce infatti un soggetto molto brillante, capace di sfruttare ottimamente la sconfinata varietà di possibili ambientazioni. Molto azzeccata l'idea di partenza, che gioca sulle possibilità create dall'esistenza di una Terra parallela, in cui vive Gregory, che si è separata narrativamente dalla nostra solo dagli anni '60. Ciò che storicamente è avvenuto dopo quel decennio è dunque completamente reinventabile, così il mitico John Lennon può essere ancora vivo e vegeto e può finalmente aver realizzato la sua utopia peace & love su di un pianeta lontano.

L'intreccio, potendo contare su questo ottimo spunto, non può che dipanarsi con estrema naturalezza: alla rottura degli equilibri del "pianeta felice" seguirà l'intervento di Gregory e Badger che, coadiuvati da una Lory sempre più combattiva, scorrazzeranno da una parte all'altra dell'universo per stanare il colpevole e ripristinare l'armonia iniziale.

(34k)
Signore e signori, John Lennon!
di Mandanici (c) 2001 SBE
   
 
Sebbene esposta nella sua nudità, questa sinossi non implicherebbe una piattezza della narrazione, anzi. Ma, mentre Serra finora, pur partendo da soggetti ridotti all'osso, aveva reso le sue storie godibili grazie agli avventurosi e talvolta sorprendenti ricami che guidavano il lettore dall'inizio alla conclusione del racconto, Piani non riesce a vivacizzare la narrazione.

I limiti di questa storia non sono dunque legati ai limiti della testata, bensì a quelli dell'autore. Troppo spesso ci siamo trovati a rilevare la piattezza delle sceneggiature di Piani, che pure il più delle volte porta a termine l'operazione più difficile - trovare un'idea - con buoni risultati. Anche in questo caso i personaggi, ma soprattutto i comprimari, mancano di nerbo e personalità. Si prenda ad esempio Mormos, potenzialmente un villain interessante, che viene tristemente volgarizzato e sconfitto senza che di lui ci venga spiegato alcunchè.

Molto meglio comunque il primo albo rispetto al secondo, che, oltre ai difetti citati sopra, manca anche di quell'ironia che aveva reso comunque godibile la prima metà della storia.

Pericoloso inoltre il volontario effetto kitsch che traspare dalla storia, in particolare dalle ultime pagine. Pericoloso perchè il gioco stesso rischia a sua volta di divenire banale, scadendo in un effetto trash questa volta involontario.



DISEGNI
Patrizia Mandanici,
Antonella Platano,
Anna Lazzarini
   

Se generalmente sono i disegnatori ad alternarsi e gli sceneggiatori a rimanere fissi, su Gregory Hunter accade il contrario: se ai testi esordisce Piani, Patrizia Mandanici impugna invece le matite per la seconda volta consecutiva.

Pregi (molti) e difetti (pochi) sono dunque quelli già illustrati nella recensione precedente. Ancora una volta la disegnatrice si dimostra particolarmente portata all'invenzione: si noti, oltre alle decine di diverse razze aliene, anche l'accuratezza nella ricerca di un'ambientazione specifica per ogni pianeta visitato.

Notevole, seppur limitato, anche il supporto grafico di Anna Lazzarini e Antonella Platano, che hanno disegnato, dividendosi il lavoro, la seconda metà del n.10. Molto simpatiche, in particolare, le tavole ambientate sul pianeta Grus, che ci regalano un Gregory con tanto di parruccone.



GLOBALE
 

Delle due copertine di Elena Pianta si segnala soprattutto la seconda, uno sconcertante agglomerato psichedelico di forme e colori.

Nel complesso una storia riuscita a metà. La folgorante idea iniziale non è stata infatti seguita da uno sviluppo all'altezza delle premesse. Peccato, perchè il retrogusto che rimane al termine della lettura finisce per essere tutt'altro che piacevole, facendo torto all'effettiva qualità della storia, comunque discreta, ma che certo avrebbe potuto essere di gran lunga più interessante.

Vedere anche la scheda della storia.

 

 


 
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