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" I sogni di Lisa"

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Kiss me Kurjak


Pagine correlate:

Sotto il giubbotto di pelle di Harlan batte un cuore, e qualcuno è pronto a spezzarlo...

All'improvviso, una sconosciuta
recensione di Guido Del Duca



TESTI
Sog. e Sce. Mauro Boselli
   

Kiss me Lisa. Dura la vita per un uomo d'avventura che, tra una caccia al vampiro e una gita sulle alpi, è costretto a star chiuso in una libreria con la sola compagnia di una cornacchia dal passato discutibile.
Poi all'improvviso, uno scambio di sguardi e tutto cambia, soprattutto se lo sguardo è ricambiato. Ma le cose non possono essere così semplici per Harlan, che una volta tanto si lascia andare dove lo porta il cuore. Proprio lui, che non ha battuto ciglio quando Sophie Mutter si è stancata di aspettarlo, lui che fa spasimare Hanneke senza curarsene troppo, cade finalmente in trappola. Quella dell'amore? Sarebbe troppo facile, anche se tutto porta a crederlo.

Love Story. Per Lisa e Harlan non ci sono tempi morti: conoscersi, andare a cena e poi a letto insieme è un tutt'uno. Certo, non tutti gli uomini hanno la fortuna di poter condurre la propria innamorata per i vicoli di una città magica e infine in un Teatro inesistente, quindi non c'è troppo da meravigliarsi che Harlan riesca a conquistare così facilmente la sua bella. Ma le cose non sono mai semplici, e Harlan scopre che Lisa ha dei problemi, seri problemi mentali. Non potendo chiedere consiglio a Dylan Dog, un vero esperto nel campo di ragazze problematiche, Harlan si affida a Caleb, Tesla e Kurjak. Quest'ultimo in particolare non si rivela di grande aiuto, cerca di fare qualche battuta per sdrammatizzare e forse è anche per questo che Tesla penserà bene di tappargli la bocca, come potete vedere nella vignetta sotto. E anche il freddo e duro Harlan ha un cedimento, non esita a recriminare con Caleb, a litigare con Tesla, ad aprirsi fin troppo con Lisa. E a questo punto nel lettore suona il campanello d'allarme, anche se lo sceneggiatore tiene giustamente il freno a mano tirato sulle rivelazioni.

Lacrime e sangue. E infine Harlan scopre i sogni di Lisa sono in realtà i suoi incubi , che lo fanno ripiombare nella agghiacciante e splatter disavventura vissuta in Svizzera.
Ma prima di tutto questo dovrà ascoltare il racconto di un superstite dei lager, che quasi gli fa dimenticare che Lisa/Ljuba sta tramando qualcosa dietro la sua aria innocente e indifesa. E il finale è dietro l'angolo. Ed è l'unico finale possibile

"La storia, come Lisa, mette a nudo l'anima più intima di Harlan"    

L'amore rende ciechi, e non a caso Harlan finisce per perdere la vista, sia pure temporaneamente. Fuor di metafora, la storia, così come Lisa, mette scompiglio nei personaggi, crea reazioni a catena che difficilmente potranno essere ignorati in futuro. E' una storia che parte senza troppi preamboli, acquista ritmo con il procedere delle pagine e arriva al vorticoso finale senza affanni. Una storia che mette a nudo (proprio come Lisa, o ciò che rappresenta) l'anima più intima del dampyr, che troppo spesso abbiamo visto rappresentato unicamente come un avventuriero senza paura, con l'incredibile capacità di lasciarsi alle spalle tutte le tragedie che lo accompagnano. Un eroe che confessa di svegliarsi piangendo quando ripensa a Rose e Ljuba. Ma che, a giudicare dal suo comportamento abituale, riesce a nasconderlo benissimo.
É, infine, una storia 'furba', nel senso buono, per il modo in cui riesce a seminare tra le pagine quelle situazioni e quegli sviluppi tanto attesi che mandano in deliquio i fans.



DISEGNI
Arturo Lozzi    

   
 

Ottimo l'esordio di Arturo Lozzi ai disegni. L'ex disegnatore e copertinista di Lazarus Ledd prende subito confidenza con la serie e riesce ad interpretare alla perfezione, anche grazie all'uso dei grigi e delle matite, una sceneggiatura come questa, il cui senso non risiede nelle scene d'azione (che pure non mancano) ma nelle espressioni, negli sguardi e nei gesti dei protagonisti, da cui emerge il senso di angoscia e di ineluttabilità che pervade l'intero svolgersi della storia.
Molto buona la resa grafica di Lisa: se la sceneggiatura sottolinea in maniera discreta ma costante l'infantilità della ragazza, i disegni mostrano efficacemente il conflitto tra la donna/Lisa e la bambina/Ljuba. Meno convincente la resa grafica di Harlan, che appare meno definito e caratterizzato rispetto agli altri protagonisti (da sottolineare un Caleb dallo sguardo degno di Diabolik).

(40k)
Kiss me Kurjak
Disegni di Arturo Lozzi (c) 2005 SBE



GLOBALE
 

Se in passato abbiamo sottolineato una certa macchinosità della continuity, una scarsa crescita dei personaggi e una sorta di compiacimento nella prolissità, non si può non sottolineare come 'I sogni di Lisa' superi tutti questi problemi in una volta sola, presentando personaggi vivi e vitali, una progressione degli eventi che getta le basi per futuri sviluppi (che speriamo siano all'altezza), e una sceneggiatura ben dosata in tutti i suoi elementi.

Buona anche la copertina. Non era facile rendere il senso di angoscia che emerge dall'albo e Riboldi ci prova con una soluzione interessante, mettendo da parte per una volta mostri, pistole e affini. Peccato per la colorazione eccessivamente fredda, che attenuta l'effetto globale.

Vedi anche la scheda della storia.
 

 


 
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