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" Spettri a Cambridge"

TESTI
Mauro Boselli
DISEGNI
Fabrizio Russo

La resa dei conti

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Una storia 'normale', senza Kurjak e Tesla ma anche senza Maestri della Notte o supernemici. E due fantasmi al prezzo di uno non bastano a non farli rimpiangere.

Gli assenti hanno sempre ragione
recensione di Guido Del Duca

Ritornano i ghost hunters, e Harlan, accompagnato da Milius, si trova a partecipare ad un'indagine in cui la sua presenza dimostra di avere una qualche utilità solo alla fine.
La storia in sè non è particolarmente originale, d'altronde il tema dei fantasmi è quantomai usurato, ma è comunque ingegnosa, con ben due fantasmi, e un lontano passato colmo di ingiustizia.
La sceneggiatura è rigorosa, precisa, non tralascia nulla, se esistesse un computer che scrive automaticamente sceneggiature, questa sarebbe sicuramente opera sua, solo il finale è un po' macchinoso. Ma la precisione e il rigore non bastano. C'è un ottimo uso della suspance, pochi personaggi ma usati bene, un ritmo sostenuto ma non eccessivamente, con alcune pause gradevoli, ma questo non basta a farne una storia memorabile

Perchè una sceneggiatura esemplare di per sè non basta a creare emozioni, e infatti questa storia non ne crea. Assistiamo man mano alle inquietudini della matricola che scopre di dormire in una stanza infestata, osserviamo con curiosità l'altro studente che sembra non avere di questi problemi, ci interessiamo al processo che, in anni bui, portò ingiustamente al rogo un professore di Cambridge. E poi assistiamo alla inevitabile resa dei conti. Insomma, una bella storia, raccontata bene ma senza capacità di coinvolgere.

"Dopo un periodo di alta qualità, la 'normalità' sembra un imperdonabile difetto"    
Dopo un ultimo anno in cui la serie ha toccato picchi qualitativi molto alti, grazie soprattutto ad una sterzata nella continuity, questa storia rappresenta una pausa che in un prodotto seriale è assolutamente comprensibile e forse inevitabile. Già in passato si era notata la grande differenza che intercorre fra le storie riguardanti i nemici ricorrenti e i vari filoni della continuity e le storie 'normali', in cui si fatica a mantenere gli stessi livelli qualitativi e anche lo stesso grado di interesse. La figura di Harlan risulta ancora una volta sminuita, tenuta in disparte, ma se in altre occasioni questo è comprensibile, avventure di questo genere potrebbero essere l'occasione di approfondire maggiormente la figura e la psicologia del protagonista.

Anche i disegni di Fabrizio Russo, proprio come la storia, sono buoni ma non esaltanti. Il disegnatore, all'esordio nella serie, centra perfettamente la figura del protagonista, e ne dimostra già una certa padronanza, ma proprio questo fa emergere le differenze con gli altri personaggi, che purtroppo non sono tratteggiati con la stessa precisione, e alcuni, in particolar modo Fred Richards non sono caratterizzati con efficacia.
Molto più efficaci invece le architetture e i chiaroscuri. Non si segnalano vignette particolarmente memorabili ma i due fantasmi sono decisamente riusciti. Insomma, una prova che fa sperare molto bene.

(35k)
La resa dei conti
Disegni di Fabrizio Russo (c) 2004 SBE

Anche in questo caso, il voto globale, positivo perchè la storia è scritta bene e con cura, viene abbassato a causa della copertina. Dispiace dover di nuovo parlare in termini poco lusinghieri del lavoro di un professionista come Enea Riboldi, ma ancora una volta la cover è del tutto insoddisfacente. I colori sono contenuti e non sgargianti, anche se l'unione delle tinte è solo abbozzata, ma non è questo il problema maggiore. Il volto di Harlan risulta ancora una volta non in linea con altre interpretazioni, lo sfondo e l'ambientazione sono poco curate e lo spettro, anche se ben disegnato, non ha assolutamente nulla a che vedere con nessuno di quelli apparsi nell'albo.

Vedi anche la scheda della storia.
 

 


 
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