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La Saga di Paperon de' Paperoni


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L'altra faccia della medaglia di Paperone

La forte presenza di elementi "adulti" è per l'appunto un'altra caratteristica saliente del lavoro di Don Rosa, che non si tira certo indietro di fronte a un tema come la morte (come già visto nel capitolo 8, ma soprattutto nel 10) e non ha remore nel mostrare anche la faccia peggiore e meno politically correct del personaggio Paperone, spesso senza usare quella bonaria indulgenza tipica di tante storie che tendono a stemperarne nell'umorismo i tratti più "biechi" come avarizia e irascibilità.
Don Rosa riesce a conciliare molto bene il lato divertente e ammiccante con una trattazione più realistica e umana dei personaggi
E senza per contro arrivare alla deformazione grottesca e parossistica di tali tratti, in cui eccellevano il grande sceneggiatore italiano Guido Martina e i suoi epigoni. Rosa ci mostra invece senza pudore la solitudine del tycoon americano, l'aridità nei rapporti umani che perseguita il self-made man che, da un certo punto in avanti, travalica il genuino slancio giovanile e dimentica l'entusiasmo per l'americanissima ricerca della felicità, per l'autorealizzazione e il riscatto dalla miseria attraverso la libera impresa avventurosa; lasciandosi invece completamente possedere da un'unica, ossessiva passione: la ricchezza. Per raggiungere e moltiplicare la quale non esita a compiere anche azioni riprovevoli, finendo con l'essere perseguitato per terre e per mari da un'implacabile coscienza-zombie (splendida rielaborazione della storia di Barks "Paperino e il feticcio", del 1949).

Ma attenzione: umorismo e gag di certo non mancano nella saga, anzi è utile sottolinearlo per non dare impressioni sbagliate. Semplicemente, Rosa riesce a conciliare molto bene il lato divertente e ammiccante con una trattazione più realistica e umana dei personaggi. Fondamentale in questo senso l'ottimo capitolo 11, che riporta lo zione quasi ai livelli del suo prototipo, l'Ebenezer Scrooge di Charles Dickens prima della conversione natalizia. Fatto ancora più importante, la rottura tra Paperone e il resto della famiglia verrà solo in parte sanata dalla nascita del sodalizio con Paperino e nipoti nel capitolo finale (il 12): anzi, per quel che ne sappiamo dalla lettura della Saga in sé, il conflitto con le sorelle non verrà MAI appianato, e questo dà alla pur lieta conclusione una patina di amarezza certo non usuale nella produzione Disney. Solo ad alcuni anni di distanza dalla pubblicazione della Saga, Don Rosa ha realizzato una nuova storia ("Una lettera da casa", su Zio Paperone n.181, 10/2004) nella quale mostra il riavvicinamento tra Paperone e una delle sorelle.

1930: Paperone rompe con le sorelle e si isola da tutti
testi e disegni di Rosa, capitolo 11 de "La Saga di Paperon de' Paperoni"

(c) 1997 Disney

1930: Paperone rompe con le sorelle e si isola da tutti<br>testi e disegni di Rosa, capitolo 11 de "La Saga di Paperon de' Paperoni"<br><i>(c) 1997 Disney</i>

I disegni

Dal punto di vista grafico, il riferimento è sempre ovviamente Barks, cui Rosa si approccia con reverenza e attenzione specie nel gusto per le inquadrature panoramiche e per le grandi vignette spettacolari che, improvvise, spezzano il ritmo occupando gran parte della tavola.
Dal punto di vista grafico, il riferimento è sempre ovviamente Barks, cui Don Rosa si approccia con reverenza e attenzione specie nel gusto per le inquadrature panoramiche e per le grandi vignette spettacolari
L'autore stesso ammette però che il disegno in sé non rappresenta il suo punto di forza, preferendo il lato narrativo del fare fumetti. Non si può negare una certa legnosità iniziale del tratto, in alcune anatomie papere e in certi volti (pardon, becchi), tuttavia la mano si fa sempre più agile di tavola in tavola e i difetti residui passano decisamente in secondo piano rispetto agli scenari ricchi di dettagli e alla carica recitativa dei personaggi, dinamici ed esplosivi quanto e più di quelli di Barks.

Le citazioni

Non si possono dimenticare infine le citazioni. A parte gli ovvi Barks e Dickens, segnaliamo tra le maggiori l'incontro con gli avi nel capitolo 5, che richiama una molteplicità di fonti (dal sesto libro dell'Eneide in avanti); Jack London e il suo Klondike, la Bibbia (Sansone) ma soprattutto Henry David Thoreau ("Walden; or, Life in the Woods") nel grande capitolo 8; "Citizen Kane" ("Quarto Potere") di Orson Welles nel capitolo 12.

1947: i nipoti riescono a scuotere l'anziano Paperone dal suo torpore
testi e disegni di Don Rosa, capitolo 12 de "La Saga di Paperon de' Paperoni"

(c) 1997 Disney

1947: i nipoti riescono a scuotere l'anziano Paperone dal suo torpore<br>testi e disegni di Don Rosa, capitolo 12 de "La Saga di Paperon de' Paperoni"<br><i>(c) 1997 Disney</i>

E senza dubbio ce ne sono parecchie altre, non solo letterarie e cinematografiche (lo stesso Rosa indica "Il fantasma e la signora Muir", film cui si è ispirato per il capitolo 10) ma anche legate a folklore e leggende delle varie regioni attraversate da Paperone nel suo peregrinare in cerca di ricchezze, come ad esempio il mito della Grande Onda in Australia; così come non mancano numerosi riferimenti a precisi fatti storici e la presenza di due personaggi realmente esistiti come Wyatt Earp e Theodore Roosevelt, con quest'ultimo che dev'essere particolarmente caro a Rosa dato che è coprotagonista di ben due capitoli.

In definitiva, chi vuol sapere tutto ma proprio tutto di Paperone e dei paperi ha decisamente trovato pane per il proprio becco. Un solo mistero resta irrisolto e ci tormenta giorno e notte: chi sarà mai il padre di Qui, Quo e Qua?

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