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" L'idolo della folla"

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Se scompare qualcuno a Portsmoor, è meglio non rivolgersi all'ufficio persone scomparse, soprattutto se questo qualcuno viene rimpiazzato da uno sconosciuto che permette alla squadra di calcio di passare dalla lotta per la retrocessione a traguardi ben più ambiti. Meglio quindi non farsi domande e accettare la situazione così come è, perché...

Il fine giustifica i mezzi
recensione di Marco Zucchi



TESTI
Sog. e Sce. Pasquale Ruju    

Spesso al calcio, purtroppo, si associa la violenza, in quanto il calcio, sport popolare, viene visto da una parte dei cosiddetti tifosi come valvola di sfogo del proprio malcontento.

Fare una storia a fumetti basata su questo argomento oltre ad essere riduttiva non è di facile svolgimento, si rischia di rappresentare azioni su azioni a se stanti senza null'altro aggiungere; Ruju invece è riuscito a confezionare una bella storia dove sì si rappresenta la parte peggiore del calcio, la violenza ad esso associata, associata ad una trama assolutamente diabolica.

Trenta anni prima pur di avere onore e gloria, il proprietario, l'allenatore ed un calciatore del Portsmoor, decidono di chiedere materialmente aiuto al diavolo per raggiungere i loro scopi: in cambio ci vuole un enorme sacrificio in termini di vite umane, e qualcuno dei tre all'ultimo si pente, facendo saltare in aria sia il progetto iniziale, sia lo stadio dove si doveva svolgere la partita della vita, mandando molti giocatori in una sorta di limbo dal quale ritorneranno appunto dopo trenta anni per porre termine a quel rito sacrificale rimasto in sospeso.

La trama si dipana quindi tra scomparse di calciatori, nuovi arrivi di esseri malvagi allo stato puro, incarnanti la cattiveria assoluta, che riescono a tirare fuori le parti latenti più orribili che sono in ogni persona, e ricordi del passato, somiglianze tra vecchi e nuovi calciatori, ed i tormenti dell'allenatore, sempre lo stesso da trenta anni a questa parte, che sa cosa c'è sotto, ma è talmente impaurito da non riuscire a dire nulla.

Sarà l'intervento di Dylan Dog, che assocerà alla strana forma dello stadio dove si svolgono le partite diaboliche, quella di un antico poligono magico, a porre termine al crescendo di violenza, ed a fare risaltare la positività di alcune persone rispetto alla malvagità di molte altre.



DISEGNI
Montanari e Grassani    

Per quanto riguarda i disegni non è che vi sia molto da aggiungere a quanto detto nella recensione precedente. Il tratto di Montanari & Grassani garantisce la solita sicurezza e ben si adatta anche ad un situazione come questa ben più reale dell'ambientazione precedente.

Anche in questa storia abbiamo un presente ed un passato che convivono, ma non in maniera onirica, in modo ben reale. La diabolicità dei personaggi cattivi è sicuramente ben rappresentata e da un senso di inquietudine che raggiunge lo scopo, così come, da contraltare, la dolcezza di Drew, angelo che si oppone alla malvagità dei suoi concittadini e alla inettitudine di chi non vuole reagire.

Qualcuno potrà continuare a dire che il tratto della coppia è poco espressivo e forse anche in questa storia si nota una certa staticità nelle espressioni dei volti e delle persone, compensata però dall'accuratezza degli sfondi, delle ambientazioni e dalla cura dei dettagli.



GLOBALE
 

In questa storia dove ritornano ben graditi zombie, arcane alchimie e diavoli allo stato puro, il tutto viene ben amalgamato con la realtà, dimostrandoci ancora una volta, senza inutili moralismi, che la vera cattiveria è reale ed è ben insita nella vita di tutti i giorni, e che se l'uomo ha fatto molta strada da trenta anni a questa parte (21 luglio 1969, atterraggio sulla Luna), anche la violenza non è stata da meno.
 

 


 
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