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Biografia
Dicono di lui
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  Robin Wood
Nato a: Nuova Australia (Paraguay)
Data di Nascita: ??.?? 1944
scheda di Marco Pesce

Robin Wood �, se non il primo in assoluto, di sicuro uno dei pi� prolifici sceneggiatori di tutti i tempi. Paradossalmente, � anche tra quelli di cui si sa meno. Provate a cercare una qualunque notizia su di lui, una cronologia delle opere, una biografia, e cercherete invano. Non esistono libri o articoli, n� su carta n� in rete, n� in Argentina n� altrove, che contengano informazioni bio-bibliografiche sufficientemente dettagliate e attendibili sul suo conto: quel poco che si trova � vago, scarno e frammentario. In Italia, inoltre, la sua sterminata produzione � sempre stata pubblicata senza alcuna indicazione cronologica, affiancando di continuo serie recenti ad altre molto pi� vecchie.

Quella che segue � quindi soprattutto una panoramica contenente indicazioni cronologiche di massima, ricavate in parte in base alle interviste rilasciate dallo stesso Wood, in parte in base a come varia lo stile dei disegnatori nel corso del tempo, in parte in base alle poche informazioni di cui si diceva, integrate e messe a confronto fra loro.

Biografia

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Robin Wood
foto (c)2000 Clarin Digital
   
Robin Wood nasce nel 1944 in una localit� del Paraguay chiamata Nuova Australia, sorta di colonia fondata nella giungla da un gruppo di australiani di origine irlandese: un'ascendenza da parte materna che a suo dire lo influenzer� molto nella sua attivit� di scrittore. Dopo un'infanzia e una giovinezza difficili, arriva al grande successo grazie al fumetto ma scrive anche per teatro, televisione, cinema e riviste di studi storici. La Storia � di sicuro la sua grande passione, ma ha praticato e pratica hobby meno tranquilli come arti marziali, paracadutismo e pesca subacquea. E soprattutto viaggia, viaggia moltissimo, dapprima per necessit� (camionista in Brasile), poi per diletto. Risiede all'estero per lunghi periodi (Australia, Danimarca dove si � sposato e attualmente vive, e pure in Italia, quattro mesi a Napoli negli anni '70) ed ha almeno tre cittadinanze: paraguayana, argentina e danese.

Gli esordi
1965| Trasferitosi a Buenos Aires, con gi� nel bagagliaio mille mestieri e mille attivit�, dopo essersi proposto anche come disegnatore inizia a sceneggiare singoli episodi liberi di genere storico-avventuroso per l'Editorial Columba, da allora sua unica editrice in Argentina. In questa prima fase della sua carriera, e probabilmente per tutti gli anni '70, utilizza oltre al suo nome svariati pseudonimi: Robert O'Neil, Noel Mc Leod, Roberto Monti, Carlos Ruiz, Mateo Fussari.

1967| E' l'anno della svolta: crea il celebre personaggio di Nippur di Lagash, eroe sumero del terzo millennio a.C. le cui avventure porter� avanti fino al 1995 per un totale di oltre 400 episodi (ma la serie non � ufficialmente conclusa). I disegni sono inizialmente di Lucho Olivera (episodi inediti in Italia) e passano in seguito a Enrique Villagran, poi a Jorge Zaffino, poi di nuovo a Villagran e via via nel corso degli anni ad altri disegnatori tra cui ricordiamo Ricardo Villagran (fratello di Enrique), Sergio Mulko e, ultimo in ordine di tempo, Muller.

Con Nippur, Wood mette gi� in mostra alcune delle sue caratteristiche salienti, soprattutto la passione per la Storia e per l'avventura dai toni epici. Ma il personaggio acquister�, nel tempo, tratti di bonaria ironia e disincantata saggezza che lo renderanno inconfondibile tra tutte le creature woodiane. Essendo la serie in continuity, Nippur cambia e matura con il passare degli anni: la sua vita � segnata da eventi cardine come la perdita dell'occhio e, molti anni pi� tardi, la nascita del figlio Hiras.

Di poco successiva a Nippur � Mi novia y Yo (in Italia Lei e io), commedia sentimentale che prosegue (probabilmente con interruzioni) almeno fino a met� degli anni '90, per i disegni di Carlos Vogt. Il filone prettamente umoristico � minoritario in Wood, ma non per questo meno interessante. Ipotizziamo che nasca nello stesso periodo o poco dopo anche Pepe Sanchez, parodia demenziale di James Bond disegnata sempre da Vogt e anch'essa portata avanti fino a tempi recenti.

Jackaroe, western disegnato da Juan Dalfiume alla fine degli anni '60, rimane invece inedito in Italia. E' molto probabile vi siano altre serie di Wood che non sono mai state importate nel nostro paese.

Sempre alla fine degli anni '60 risale la creazione dello studio grafico editoriale Estudio Nippur IV di cui fanno parte Wood e i due fratelli Villagran.

Gli anni '70
Oltre a proseguire le serie gi� iniziate, Wood ne mette in cantiere numerose altre che spaziano su vari generi e sottogeneri e diventa in breve tempo una delle colonne dell'Editorial Columba, casa editrice "popolare" per eccellenza in Argentina che dedica al suo Nippur la testata omonima. Wood si inserisce perfettamente nella tradizione avventurosa della Columba e si pu� considerare l'erede naturale di autori come Carlos Albiac (noto in Italia per Calico Jack) e soprattutto del prolifico Alfredo Grassi, sceneggiatore di migliaia di storie di ogni genere (ricordiamo fra tutte Io, cyborg).

  • Dennis Martin, disegnato da Angel Fernandez, ha per protagonista un ironico agente segreto britannico. La serie � stata scritta anche dallo sceneggiatore Ray Collins, altro grande nome del fumetto argentino.

  • Big Norman, disegnato da Daniel Haupt con alcuni interventi non accreditati di Horacio Altuna, � un giallo-poliziesco da ricordare soprattutto perch� � l'unica serie di Wood pubblicata anche in Italia con uno pseudonimo (Robert O'Neill).

  • Los Amigos, disegnata da Alberto Macagno (ora nello staff di Julia) e ambientata prevalentemente a Marbella, ha invece per protagonista una coppia d'azione sul modello del telefilm "Attenti a quei due" con Roger Moore e Tony Curtis.

  • Gilgamesh, disegnato da Lucho Olivera, � forse il fumetto pi� denso e complesso creato da Wood. Ispirato all'omonimo poema epico sumero, propone un lungo excursus attraverso le epoche della Storia umana, che il protagonista immortale percorre cambiando periodicamente identit�. Finch�, approdato all'et� contemporanea, testimone dell'olocausto nucleare, � costretto a partire per le stelle alla ricerca di una nuova patria per ci� che resta dell'umanit�. Da qui in avanti la serie diventa un vero e propio fumetto di fantascienza e non raggiunge pi� i livelli di molti episodi della prima parte, risentendo anche del drammatico calo qualitativo dei disegni di Olivera.
    Ultimata da Wood nel 1986, dopo un periodo d'interruzione, a livello di storia la serie si risolleva con il finale, che ne chiude circolarmente la vicenda.

  • Con Dax (1976), disegnato da Ruben Marchionne con sporadici interventi non accreditati di Enrique Breccia e Domingo Mandrafina, Wood introduce un protagonista dotato di poteri extrasensoriali in una serie a sfondo puramente storico. La vicenda prende le mosse dalla rivolta dei boxers e si svolge nella Cina dei primi del '900, una delle ambientazioni preferite dall'autore paraguayano.

  • Helena, disegnata dal grandissimo Ernesto Garcia Seijas e proseguita fino al 1988, inaugura invece il filone sentimentale e telenovelistico di Wood, rivisitato poi successivamente con Amanda. E' la storia di una ragazza della provincia argentina che diventa giornalista prima a Buenos Aires e poi a Parigi, vivendo avventure di volta in volta tinte di rosa, giallo e nero. Forti le affinit� d'atmosfera con il fotoromanzo.

  • Savarese, proseguito fino alla fine degli anni '80, � un altro dei pi� celebri personaggi woodiani. La storia del piccolo Giovanni, ragazzo siciliano reso orfano dalla mafia ed emigrato negli Stati Uniti, dove diventa uno degli "intoccabili" dell'FBI, � anche un vasto affresco sugli Anni Ruggenti e sul Proibizionismo americano. I disegni di un altro grandissimo, Domingo Mandrafina, conferiscono al protagonista tratti di sofferta umanit�.

  • Qui la Legione, per i disegni di Luis Garcia Duran, � il primo e unico fumetto corale di Wood: i protagonisti non sono solo il colonnello Max Chevalier e i suoi ufficiali, ma anche la truppa dei semplici legionari. Dall'episodio n.73, la serie passa nelle mani dello sceneggiatore Armando Fernandez con i disegni di Beto Formento. Dopo una lunga interruzione, la conclusione della saga arriva nel 1994, per i disegni di Angel Fernandez.

    Gli anni '80
    Nascono nuove serie-fiume e nuovi personaggi, tra cui Dago, e la gi� monumentale produzione di Wood arriva finalmente in Italia grazie all'Eura editoriale, che inizia a pubblicarlo sui suoi due settimanali Lanciostory e Skorpio a partire dal 1982 (la prima a sbarcare � Helena subito seguita da Savarese, rispettivamente in Lanciostory n.2/82 e n.3/82). Dal 1988 le serie pi� importanti e richieste dal pubblico sono ristampate a colori nei volumi cartonati della collana mensile Euracomix.

  • Dago (1981) � sicuramente il pi� famoso e celebrato personaggio creato da Robin Wood. Ambientate tra l'Europa e l'Oriente del XVI Secolo, le avventure del rinnegato veneziano Cesare Renzi hanno riscosso negli anni un successo sempre crescente, tanto da ottenere nel 1995 una testata monografica in formato bonelliano con avventure prodotte appositamente per il mercato italiano. Tra serie inedita su Lanciostory, serie inedita mensile e due ristampe (in volumi Euracomix e in inserto da raccogliere su Skorpio), nelle edicole italiane arrivano annualmente pi� di tremila pagine di Dago: soltanto Tex e Dylan Dog possono vantare cifre superiori. Il grande Alberto Salinas, a lungo disegnatore del giannizero nero, ha trovato nel 1997 un degno erede in Carlos Gomez che attualmente porta avanti la serie settimanale.

  • Il Cosacco, per i disegni di Carlos Casalla e successivamente di Furlino, ha per protagonista Sacha Veblin, figlio del principe russo atamano dei cosacchi. Questa serie, che si svolge nel XIX Secolo tra la corte moscovita e le steppe selvagge, si pu� considerare la quintessenza dello stile epico-avventuroso pi� classico di Robin Wood: il suo modo di scrivere ricco di lunghe didascalie altisonanti, dotate per� di un loro particolare fascino, � qui perfettamente rappresentato. La serie si conclude nei primi anni '90.

  • Kozacovich & Connors (1987). Disegni di Luis Garcia Duran. E' l'evoluzione della coppia d'azione di Los Amigos: stavolta il dinamico duo non agisce ai giorni nostri ma in vari scenari avventurosi durante la Prima Guerra Mondiale. La serie si conclude nei primi anni '90.

  • Kevin, disegnato inizialmente da Ernesto Garcia Seijas, � una delle serie pi� anomale e suggestive di Wood: alla base, lo scontro tra Bene e Male rappresentati fisicamente da due fratelli inglesi che si ritrovano, dopo molti anni di separazione, nel deserto africano. Magia e mistero per una serie dal grande potenziale rimasta a lungo incompiuta: il finale arriva nei primi anni '90, ancora una volta per i disegni del subentrante Angel Fernandez.

  • Ronstadt - Il soldato e la morte. Disegni di Enrique Villagran. Il protagonista, soldato olandese nella Cina del periodo successivo alla Guerra dell'Oppio, ha un proiettile vicino al cuore che potrebbe farlo morire in qualsiasi istante. Idea forte per un'altra serie davvero promettente ma rimasta purtroppo incompiuta.

  • Mojado, disegnato da Carlos Vogt, � sicuramente (assieme a Tino di Lei e io) il personaggio pi� autobiografico di Wood. Nella storia di questo ragazzino messicano, che passa la frontiera clandestinamente per arrivare in Florida dove si adatta a fare mille mestieri prima di diventare un campionissimo di pugilato, ci sono molti punti di contatto con la vicenda personale dell'autore paraguayano. La serie si interrompe a met� degli anni '90, senza un vero e proprio finale riconoscibile come tale (sorte comune ad altre serie woodiane).

  • Morgan - Hard World. E' il primo e sicuramente il pi� riuscito tentativo di Wood di cimentarsi con un fumetto interamente fantascientifico. Futuro prossimo, cupo e violento, scenari urbani degradati dove convivono umani e mutanti. I protagonisti sono un investigatore privato e la sua mascolina assistente (ricorda qualcosa?), i disegni di un Mandrafina quanto mai scarno ed essenziale. Serie relativamente breve, anch'essa priva di un finale vero e proprio.

    Gli anni '90
    Altro decennio, altra fase creativa: in questi ultimi anni Wood vara soltanto due nuove serie continuative, Martin Hel e Amanda, preferendo dedicarsi prevalentemente alla produzione di serie brevi (per i suoi standard, s'intende) che si concludono in un numero relativamente limitato di episodi. L'ideale per i volumoni bimestrali dei Giganti dell'Avventura, nuova serie di ristampe in bianco e nero inaugurata dall'Eura nel 1996, dove le sue storie fanno ancora una volta la parte del leone. A questa collana vanno sommate le due testate monografiche inedite nate nel 1995 (Dago e Martin Hel), la terza contenente ristampe che si � aggiunta nel 1999 (dapprima con Gilgamesh, poi con Amanda) e naturalmente gli Euracomix e i due settimanali Eura, per un totale approssimativo di oltre 5000 pagine annuali. Questa cifra fa di Wood l'autore di gran lunga pi� presente nelle edicole italiane nella seconda met� degli anni '90, periodo che ha visto la vera e propria esplosione del "fenomeno Robin" nel nostro paese: si pu� ben dire, anzi, che quello italiano sia ormai divenuto il pubblico di riferimento per l'autore sudamericano. La quantit� di nuovi titoli prodotti � tale (a suo dire, nel 1994 sono una ventina le serie portate avanti contemporaneamente) che ci limiteremo a parlare solo dei pi� significativi. Da notare anche un importante cambiamento stilistico: a cominciare dagli episodi scritti per i due monografici, nelle storie recenti diventano pi� rarefatte e si assottigliano progressivamente, fin quasi a sparire, le tipiche didascalie ricche di testo che avevano sempre caratterizzato la produzione woodiana, diminuendo cos� in modo considerevole i tempi di lettura.
    Diversamente dai decenni precedenti, l'anno tra parentesi si riferisce all'inizio della pubblicazione italiana, che salvo dove indicato non dovrebbe (il condizionale � sempre d'obbligo) discostarsi molto da quello della pubblicazione argentina.

  • Dracula l'uomo (1990 prima parte, 1995 seconda parte). Disegni di Alberto Salinas per quello che � un vero e proprio spin-off di Dago, dalle cui pagine proviene la figura di Vlad Tepes, principe di Valacchia: il personaggio che ha dato origine al mito del conte vampiro mantiene dei tratti tenebrosi e affascinanti, anche se molto pi� brutali, ed � qui rappresentato con rigore documentaristico nel suo vero ruolo di difensore della Valacchia contro le invasioni turche nel XVI secolo.

  • Ibanez (1991). Prima collaborazione ufficiale tra Wood e il grandissimo Enrique Breccia per una storia ambientata nella Spagna dell'Imperatore Carlo V.

  • Chaco (1992). Disegni di Alberto Salinas e successivamente Carlos Casalla.

  • Martin Hel (1992). Seconda serie dopo Dago ad approdare in monografico (attualmente bimestrale) nel 1995, � il primo serial horror di Wood e per rimanere in ambito bonelliano si pu� definire una via di mezzo tra Dylan Dog e Martin Myst�re: storie soprannaturali ma basate su miti e leggende ben documentati, mostri e splatter a profusione, tante belle donne. Il disegnatore principale rimane Angel Fernandez, coadiuvato da assistenti nel monografico e sostituito per brevi periodi da Ruben Marchionne nella serie settimanale che prosegue alternando pause e nuovi cicli di episodi.

  • Munro (1992). Disegni di Pedrazzini.

  • Nan Hai (1992). Disegnata da un Luis Garcia Duran al suo meglio nelle storie ambientate in oriente, � con Danske l'unica serie avventurosa di Wood che ha una donna per protagonista. Cinese e letale, Nan Hai � una bad girl come raramente se ne sono viste. Finale sorprendente per una delle migliori serie brevi dell'autore paraguayano, stranamente mai ristampata.

  • Danske (1993). Disegni di Enrique Villagran.

  • Starlight (1994). Prima collaborazione tra Wood e Juan Zanotto, una serie di fantascienza che finisce per trasformarsi in fantasy.

  • Il pellegrino (1994). Disegni di Walter Taborda.

  • Holbeck (1994). Disegni di Alberto Macagno.

  • Merlino (1994). La leggenda di Re Art� rappresentata in maniera piuttosto fedele alla tradizione. Prima collaborazione con Enrique Alcatena che usa un tratto pi� sporco rispetto ai suoi standard. Pi� convicente Ulster, di poco successivo, seconda brevissima collaborazione basata stavolta sulla rivisitazione di leggende irlandesi.

  • Putifat (1994). Disegni di Vega De Lyra. Unico (per fortuna) e difficilmente databile tentativo di Wood di cimentarsi anche con le strisce umoristiche. Dovr� pur esserci qualcosa che non sa fare ;-)

  • Larsen & Finch (1994). Disegni di Carlos Casalla.

  • Amanda (1995). Disegni di Alfredo Falugi. Inizialmente diretta evoluzione di Helena di cui ripercorre le orme nello spostamento dalla provincia alla grande citt�, ha poi preso una strada caratterizzata da meno realismo e molta pi� avventura, con frequenti viaggi in luoghi esotici. Ristampata gi� due volte, prima in Euracomix e nel 2000 in monografico mensile.

  • L'impiccato (1995). Disegni di Leandro Sesarego. Storia di un marinaio al seguito di Cristoforo Colombo. Anche il navigatore genovese ha un ruolo di rilievo in questa serie piuttosto anomala per Wood, che non aveva mai raccontato il periodo della scoperta e conquista del Nuovo Mondo.

  • Port Douglas (1995). Disegni di Gerardo Canelo.

  • Mark (1996). Disegni di Enrique Villagran.

  • Anders (1997). Disegni di Alfredo Falugi.

  • Kayan (1997). Disegni di Jorge Zaffino, Eduardo Barreto e Enrique Villagran. La lavorazione di questa serie � sicuramente di molto precedente alla pubblicazione italiana (vedi link).

  • Raycon (1997). Disegni di Emiliano.

  • I Borgia (2000). Disegni di Alberto Salinas.

  • Clochard (2000). Disegni di Alberto Ascanio.

    Luglio 2000| Scrive tutte e dieci le sceneggiature dei fumetti liberi contenuti in "Un giorno, un secolo", volume che celebra i venticinque anni dell'Eura Editoriale. Ai disegni, fra gli altri, Enrique Breccia e gli italiani Massimo Carnevale e Pino Rinaldi.

    Novembre 2000| per la prima volta Wood viene pubblicato in Italia da un editore diverso dall'Eura Editoriale e con un personaggio non di sua creazione: suoi sono infatti i testi del nono gigante di Dylan Dog (il primo ad ospitare un unico lungo episodio di 236 tavole) edito dalla Sergio Bonelli Editore.


    Dicono di lui..

    "Di Robin Wood, dico che se si dovesse fare una classifica dei primi dieci sceneggiatori a livello internazionale, Wood sarebbe certamente fra questi."

    Bepi vigna, in Speciale Eura - 1994


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    2002| al02


     

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