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Harlequin o Erlik Khan?

origini aliene di una maschera
Recensione di C.A.Rossi |   | dampyr/


Harlequin o Erlik Khan?
Dampyr 81 "Harlequin"


Harlequin o Erlik Khan?

Scheda IT-DP-81

Dopo un albo senza mordente, di cui Boselli non è comunque responsabile, una storia gradevole, che offre molti spunti per futuri sviluppi della saga.
L'idea della storia e' affascinante: un tema apparentemente slegato da temi orrorifici, quale le Harlequinades inglesi (pantomime favolistiche), fa da sfondo a macabri avvenimenti da cui non sembrano essere assenti i Maestri della Notte.

Una storia ricca di rivelazioni

La sceneggiatura è anche buona, l'unica pecca forse risiede nella conclusione un po' affrettata della vicenda, in cui il ruolo di Deus ex Machina e' riservato a un grande ritorno, ovvero Erlik Khan, assente ormai da più di due anni. Harlan in questa storia è più un braccio per Erlik Khan, che sembra padroneggiare la scena come pochi; Kurjak e' ancora più assente, e il classico ruolo del partner è giocato dal simpatico Dean Barrymore.
Questo però non toglie nulla alla storia, dal momento che lo scenario è ottimo per Erlik Khan. Ed è qui che sta anche la bellezza di questo albo: nel ritorno di uno dei più carismatici Maestri della Notte, fra quelli “buoni”, quello che potrebbe rubare la scena a Draka, di cui è anche amico. Per di più, la sua presenza serve anche a fare alcune rivelazioni sui Maestri della Notte e sull'eterna disputa fra Draka e il suo arcirivale Marsden: scopriamo prima di tutto che non esistono solo Maestri della Notte, ma anche altri esseri provenienti dal loro mondo ormai morto (Kagyr Khan, che scopriamo essere ben altro che cavallo/mastino/belva...anche un ineccepibile maggiordomo inglese, in contrasto con la sua natura belluina); che Erlik condivide con l'amico Draka la passione per il collezionismo di artefatti magici (l'elmo mutaforma del n.22 “Il segreto delle sette città”), e che Draka e Erlik sono alla ricerca del segreto dei mondi ulteriori, oggetto del contendere millenario con il sedicente pioniere di tali studi, ovvero Marsden, come letto nel secondo Speciale di Dampyr.
Insomma, la presenza di Erlik Khan fa da catalizzatore per una serie di rivelazioni importanti sull'universo di Dampyr: al di là della buona storia, che però non brilla rispetto ad altre, questo albo è importante per queste nuove scoperte, tutte legate alla ricomparsa di una figura assente da troppo tempo.

L'incubo di Kemp
disegni di Michele Cropera

(c) 2006 SBE

L'incubo di Kemp<br>disegni di Michele Cropera<br><i>(c) 2006 SBE</i>

L'esordio di Cropera

I disegni dell'esordiente Michele Cropera, proveniente dallo staff di Lazarus Ledd, sono ottimi: le caratterizzazioni dei personaggi sono fedeli alla “tradizione”, e le tavole a sfondo onirico sul mondo di Harlequin sono splendide, e rendono davvero bene l'assurdità di tale piano di esistenza. Il tratto di Cropera si situa nelle vicinanze di quello di Genzianella, soprattutto per quanto riguarda le sfumature, presenti soprattutto nelle tavole oniriche; qualche rassomiglianza si puo' anche ravvisare, in questo tipo di tavole, anche con Luca Rossi, una delle colonne portanti di Dampyr, e in alcune fisionomie si puo' riconoscere anche Corrado Roi. Insomma, un ottimo esordio e dei grandi (involontari?) ispiratori per Michele Cropera.

L'incontro
disegni di Michele Cropera

(c) 2006 SBE

L'incontro<br>disegni di Michele Cropera<br><i>(c) 2006 SBE</i>
Come ultima nota, Boselli ha ormai reso chiaro a tutti come i Maestri della Notte “buoni” siano gli unici a concepire sentimenti come l'amicizia: anche Erlik Khan, come risulta ovvio nella parte finale dell'albo, vede Kagyr non come un inferiore, ma come un amico di cui si preoccupa sinceramente. Diversamente da Maestri come Marsden, che alla morte del “figlio”, si limita a constatare la sua imperfezione.

Dampyr n.81, Harlequin - Sergio Bonelli Editore, mensile, Dicembre 2006, in edicola, 100 pagine, brossurato – € 2,50

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