I Buoni Vicini

l'urban fantasy edito da Rizzoli Lizard
Recensione di E.Romanello |   | comics/

I Buoni Vicini
I Buoni Vicini


La Rizzoli Lizard propone (in corso di pubblicazione) la graphic novel "I buoni vicini", scritta a quattro mani dal disegnatore Ted Naifeh e dalla scrittrice Holly Black, coautrice della serie per ragazzi Spiderwick e dei due interessanti urban fantasy La fata delle tenebre e Le fate sotto la città, incentrati sulle fate in un mondo di oggi visto anche nella sua cupezza e senza buonismi e eroismi da parte di queste creature.

L’urban fantasy è quel filone del fantasy in cui le creature delle leggende e dei miti, le fate in testa, entrano e interagiscono in realtà praticamente identiche alla nostra: "I buoni vicini" appartiene proprio a questo filone, raccontando la storia di Rue Silver, un’adolescente che vede la sua vita in una tranquilla cittadina di provincia di colpo cambiare. Fin da piccola Rue ha sempre visto strane cose, come piante che inghiottono le case e volti di creature fantastiche su quelle che tutti vedono come persone. In realtà Rue è figlia di Nia, un’appartenente all’antico popolo fatato dei Buoni Vicini, vinta da suo padre Thaddeus dopo alcune prove, con la condizione però che non tradisse mai sua moglie. Per imbarazzo verso l’eterna giovinezza della moglie Thaddeus è venuto meno alla sua promessa, e ora viene accusato dalla morte di una sua studentessa e della scomparsa della moglie, ripresa dai Buoni Vicini, che vogliono riconquistare gli spazi umani. Rue si trova divisa tra la sua parte umana e la sua parte fatata, desiderosa di mettere insieme di nuovo la sua famiglia, mentre i Buoni Vicini diventano sempre più minacciosi e inquietanti.

Il fantastico, come dice Stephen King, entra nella realtà di tutti i giorni come dell’acqua rovesciata in una borsa di plastica: la vicenda de "I Buoni Vicini", metafora del cercare un equilibrio tra varie diversità, riprende anche il tema dell’adolescente che lotta contro le forze del male, ma lo fa con toni originali ed interessanti. Innanzitutto la scelta del mondo del Piccolo Popolo, presente nel folklore di molti Paesi europei, emblema di incanto e di spavento, si dimostra molto interessante, con un recupero della tradizione e non con uno snaturamento di queste creature del folklore.

Una tavola del primo volume
disegni di Ted Naifeh

(c) 2011 Rizzoli Lizard

Una tavola del primo volume<br>disegni di Ted Naifeh<br><i>(c) 2011 Rizzoli Lizard</i>

Le copertine sono a colori, in un’edizione curata, con dentro le tavole in un elegante seppiato ricco di sfumature, che a qualcuno qui in Italia hanno ricordato i disegni di Corrado Roi per Dylan Dog, ma che sono molto ispirati al lavoro sul Piccolo Popolo, o meglio per dirla in lingua originale sulle Faeries, che fece Brian Froud a partire dagli anni Settanta.

A questo punto non resta che attendere il terzo capitolo, dopo "Famiglia" e "Fata", di una serie che mescola ansie e paure arcane, con un personaggio come Rue, emblema dell’impossibilità di essere normale in un mondo malato di realtà e dove quel qualcosa che c’è nei boschi è forse più reale di una vita che sta perdendo il suo senso.

I Buoni Vicini, di Holly Black (testi) e Ted Naifeh (disegni) - Rizzoli Lizard- 128 pp. € 13,50 cad.

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