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La maledizione del Cobra

misticismo indiano nell'America del ventunesimo secolo
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La maledizione del Cobra
 


La maledizione del Cobra

Scheda US-SKW-1

Virgin sul mercato

Uscita in sordina assieme ad altri tre titoli, Snake Woman rappresenta una delle testate del folto gruppo pubblicato dalla Virgin Comics. Come avevamo preannunciato nel nostro blog un po' di tempo fa, le testate di questa nuova casa editrice sono suddivise per filoni e Snake Woman appartiene a quello denominato Director's Cut, in cui registi cinematografici e autori di fumetti si cimentano in un lavoro cooperativo per realizzare un prodotto artistico che, nelle loro intenzioni, dovrebbe andare sotto l'epiteto di fumetto d'autore.
In giro per la rete:
Sito della Panini Comics
Sito della Virgin Comics
Abbiamo specificato dovrebbe perché oggigiorno è necessario procedere con cautela nell'assegnare questa onorificenza: Snake Woman è stato pubblicato dalla Panini nella collana Cult Comics (idealmente quella collana che raccoglie titoli come Rising Stars, Conan, Bone ed altri), ma è chiaro che questa sembra più una forzatura per mitizzare un fumetto di cui qui in Italia dobbiamo ancora imparare a fidarci e di cui in fin dei conti è uscito ancora pochissimo - dieci numeri negli Stati Uniti, cinque prima di maggio 2007, raccolti dalla Panini in questo solitario primo volume.

Un'avventurosa storia mistica

La storia è un classico dell'avventura, in cui fioccano misteri orientali, maledizioni, possessioni, visioni mistiche, fughe dal passato e chi più ne ha più ne metta. Nel 1769, l'equipaggio di una nave comandata da Sir James Harker, fa strage degli abitanti di un villaggio, i Kabini, spinto dalla brama dei tesori celati nel tempio del dio Serpente: durante questa micidiale scorribanda, Harker uccide il cobra maschio e dà fuoco alla dea consorte. Unica sopravvissuta all'eccidio è una bambina, Janahara, nata proprio in quegli istanti e messa in salvo dal dottore della nave, James Forbes.

Ricorda, Jessica!
I ricordi cominciano a riaffiorare

(c) 2007 Virgin Comics / Panini Comics

Ricorda, Jessica!<br>I ricordi cominciano a riaffiorare<br><i>(c) 2007 Virgin Comics / Panini Comics</i>

Passano gli anni, passano i secoli e tutto ha inizio: nella vita di Jessica Peterson, cameriera single di un bar frequentato solo da ubriaconi, piomba improvvisamente un vecchio dall'aria poco rassicurante. Brinkley, così si chiama l'uomo, le racconta di strane e confuse vicende del passato, secondo cui sembrerebbe che lei sia la reincarnazione della dea Serpente nella bambina salvata in India. La dea infatti si sarebbe impossessata della vita di tante donne, tutte discendenti di Janahara, il cui scopo di vita sarebbe stato quello di uccidere di volta in volta le sessantotto reincarnazioni dell'equipaggio della nave. Non anticipiamo altro della trama, più che altro per non rovinare il gusto della lettura.

...vi è la volontà di mettere in evidenza il misticismo e la spiritualità del cobra, un animale che esercita un fascino del tutto particolare.

Alla regia di tutto c'è Zeb Wells, il quale si basa su un soggetto scritto da Shekhar Kapur (il regista di Elizabeth) e che affida la stesura dei disegni a Michael Gaydos. La storia inizia in modo un po' confuso, con dialoghi un po' superficiali e forse più efficaci se fossero stati inseriti in un contesto cinematografico a livello di serial tv. Un po' forzata la parte riguardante le rivelazioni a Jessica del suo passato, ma leggendo le parole di Kapur in un'intervista d'appendice, si intuisce meglio il motivo che ha portato a certe scelte di soggetto e di sceneggiatura: spingere Jessica a tirar fuori in maniera violenta la sua reale natura rettile, oscurando la sua essenza di mammifero, rappresenta la volontà di mettere in evidenza il misticismo e la spiritualità del cobra, un animale che ovunque, nel mondo e soprattutto in India, esercita un fascino del tutto particolare. Questo strappa umanità a Jessica e imbestialisce la sua natura. La particolarità di questa vicenda tuttavia sta nella scelta del suo alter ego: un serpente, il cobra, oltre a disgusto, può ispirare eleganza, sensualità, sinuosità e la personalità di Jessica muta profondamente in questa direzione, un cambiamento decisamente radicale per una timida cameriera da bar.
La tecnica usata da Wells per narrare la storia è quella dei flashback, tuttavia all'inizio risulta un po' faticoso seguire il filo delle intenzioni degli autori, filo che fortunatamente scioglie i suoi nodi grazie alle provvidenziali rivelazioni dei protagonisti.

I due nemici
Jessica e Harker, reincarnazioni nemiche da sempre

(c) 2007 Virgin Comics / Panini Comics

I due nemici<br>Jessica e Harker, reincarnazioni nemiche da sempre<br><i>(c) 2007 Virgin Comics / Panini Comics</i>

Buona la seconda!

Gaydos riempie la pagina dei suoi bianchi e neri, passati poi al colore dal duo Keybar/Jeyamalan: il suo tratto è caratterizzato da alti e bassi, in cui capita di godere a pieno dello stato emotivo dei personaggi, grazie ad una buona realizzazione grafica dell'espressione dei loro volti, in un contesto tuttavia poco dinamico. Buono il taglio delle vignette, anche se spesso si nota in modo evidente come abbia seguito le indicazioni dello sceneggiatore, restando così a secco di libertà espressiva personale. E' una sensazione, non è detto che sia così, però l'impressione è proprio questa e si percepisce da flash di mancanza di coerenza grafica con le vignette circostanti.

Uno scarso successo?

Abbiamo atteso del tempo prima di parlare di questo titolo (ancora disponibile), più che altro per vedere come si sarebbero evoluti gli eventi nel secondo volume. E' passato quasi un anno ma non si sa ancora nulla: forse il prezzo elevato, dovuto al fatto di aver inserito Snake Woman in un collana di nicchia, non ha convinto i lettori ad acquistare questo titolo, unitamente alla poca convinzione che questo progetto di portare al mondo concetti e mitologie della terra indiana potrebbe ispirare, non provenendo da case editrici più blasonate. Eppure due dei tre autori provengono proprio dalla Marvel...

Snake Woman 1, di Shekhar Kapur (soggetto), Zeb Wells (sceneggiatura) e Michael Gaydos (disegni) - 17x26, 120 pp, colore - 13 euro, in fumetteria - Maggio 2007

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