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Sesso, bugie e virus letali

Fury scende a patti con il diavolo Castle per salvare un virus letale
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Sesso, bugie e virus letali
Mother Russia - The Punisher (Max) 13-18


Sesso, bugie e virus letali

Frank & Nick contro tutti

Nuova storia per Frank Castle/The Punisher, coinvolto in una missione di puro spionaggio nel cuore della Siberia in cui il senso di deja-vu e l'ultra-violenza la fanno da padroni. Alle sue spalle Nick Fury, iracondo e arrapato come mai lo si era visto, lo copre al punto che, se non fosse fisionomicamente diverso, lo si potrebbe confondere con il Punitore stesso.
Al contrario, lo stile di scrittura è riconoscibile tra mille: quello di Garth Ennis. Questa volta però c'è qualcosa di diverso: l'autore di Hellblazer, The Preacher e Hitman ci aveva abituato a messaggi linguisticamente e visivamente spietati che erano solo uno specchietto per allodole sotto cui si celava un messaggio ben preciso, sempre positivo. Questa volta, come per il recente Thor: Vikings, non è così.

Qualunque cosa pur di portare a termine un lavoro

Nick Fury, pur di ritornare al comando dello SHIELD, accetta di gestire una missione per un gruppo di generali della Marina
"Cosa può fare un pazzo fuori di testa che ha a disposizione trenta missili nucleari?"
Americana, in cui un virus letale deve essere prelevato da una base missilistica nucleare russa nel cuore della Siberia. A questo scopo convoca Frank Castle, il Punitore. Frank accetta l'incarico in cambio di informazioni governative in possesso dello SHIELD su criminali più o meno importanti. A complicare le cose ci pensa lo scienziato creatore del virus che, prima di morire e non sapendo dove nasconderlo, lo inietta alla figlia di circa sei anni assieme al relativo antidoto. Come se ciò non bastasse i militari che hanno organizzato l'operazione non sono stati proprio cristallini con Fury sulle modalità dell'intera missione. Avendo solo 48 ore a disposizione prima che l'antidoto distrugga completamente il virus, il Punitore, aiutato dall'ambiguo Capitano Martin Vanheim, penetra nella base in cui è tenuta prigioniera la bambina e si scatena il caos. Ma le cose non vanno come devono e ad un certo punto ci si trova dinanzi ad un semplice quesito: cosa può fare un pazzo come Frank Castle, affiancato da un Delta Force esperto in sistemi di sicurezza, in trappola e con a disposizione trenta missili nucleari balistici nel cuore della Santa Madre Russia?

Punisher (Max) 15 Tavola 19 Vignetta 3
Disegno di Dougie Braithwaite

(c) 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics

Punisher (Max) 15 Tavola 19 Vignetta 3<br>Disegno di Dougie Braithwaite<br><i>(c) 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics</i>

Come ammazzare un centinaio di soldati senza tanti perchè

Garth Ennis scrive da sempre storie violente ma in questi episodi di Punisher versione Max
"Sangue, corpi smembrati, budella, teste, arti piovono letteralmente in un delirio di carne triturata."
(etichetta Marvel che produce fumetti Parental Advisory Explicit Content, non adatto a un pubblico infantile) si lascia andare: sangue, corpi smembrati, budella, teste e arti piovono letteralmente in un delirio di carne triturata. Frank spara indiscriminatamente, con il risultato di un'autentica mattanza i cui risultati cadono sul pavimento, ammucchiandosi in un'orrenda pavimentazione rossastra. Inutili i tentativi di umanizzare un personaggio talmente brutale con le attenzioni nei confronti della bambina: grazie a Ennis, Frank diventa un pazzo omicida che per portare a termine la sua missione non si pone alcuna remora nell'uccidere centinaia di persone.
Viene quindi il dubbio che, forse, l'autore abbia voluto semplicemente riportarlo a una sua precedente peculiarità: punire tutti i colpevoli di qualsiasi reato, dallo spaccio di droga al passaggio in macchina con il rosso al semaforo. Detto questo quel che colpisce è sicuramente l'ostentazione di corpi seviziati, budella, crani che esplodono e altre orrende mutilazioni.

Punisher (Max) 15 Tavola 17 Vignetta 1
Disegno di Dougie Braithwaite

(c) 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics

Punisher (Max) 15 Tavola 17 Vignetta 1<br>Disegno di Dougie Braithwaite<br><i>(c) 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics</i>

Esplicitamente cattivo

Il segno di Braithwaite è sporco, tanto a somigliare a quello di Zaffino, autore che, assieme a Klaus Janson, contribuì a rappresentare la cupezza di The Punisher e di Batman nei primi anni novanta, disegnando storie scritte da autori in grado di non tradirne lo spirito originale, come invece succede in questa storia. Le pagine orlate di nero sono adeguate all'atmosfera di un disegno che non lascia spazio alla fantasia e che ben rappresenta l'inferno in Terra Russa che si scatena dalla metà del volume in poi.

Punisher (Max) 16 Tavola 4 Vignetta 4
Disegno di Dougie Braithwaite

(c) 2005 Marvel Comics / 2006 PaninI Comics

Punisher (Max) 16 Tavola 4 Vignetta 4<br>Disegno di Dougie Braithwaite<br><i>(c) 2005 Marvel Comics / 2006 PaninI Comics</i>

Dalla Russia con Rancore

Parecchie sono le considerazioni da fare su questo volume che, al contrario di altri "100%", contiene una storia che non poteva essere altrove collocabile. Storia che colpisce più per l'inutilità che per la spietatezza.
"Sono tutte trovate che un tempo venivano liquidate con un'unica parola: americanate."
Perchè se è vero che manca assolutamente un messaggio di fondo positivo ce n'è più di uno negativo. Quello che più rispecchia i tempi che sono è che un uomo entra in una nazione diversa dalla sua nel più assoluto segreto, squarta, uccide, crivella e ruba, per poi tornare indisturbato indietro. Il fatto che i russi in questa storia siano senza scrupoli non giustifica tale gesto arrogante. Il secondo è la violenza di cui sopra, troppo esplicata per essere semplicemente un voler essere a tutti i costi un prodotto "max". Terzo, c'è un machismo compiaciuto di fondo che non si riesce a confondere con l'antimilitarismo a cui Ennis ci ha abituati: Fury che prende a cinghiate il Colonnello responsabile dell'attentato dei falsi terroristi islamici, costato la vita di un centinaio di turisti americani; Frank che intimorisce un gruppo di soldati americani con la sua sola determinazione; il terribile Nikolai Alexandrovich Zackharov che definisce Castle non un americano ma "un russo nato là per errore"; Frank che usa un missile nucleare per fuggire. Sono tutte trovate che un tempo venivano liquidate con un'unica parola: americanate. Ma ciò che non balza all'occhio (cosa molto più preoccupante) è che il volume è venduto in libreria senza alcun avvertimento in copertina: in Italia qualsiasi ragazzino può procurarselo per 10 euro. Nessuna meraviglia: in Italia si possono pubblicare storie di questo tipo per il circuito librario senza che generi scalpore alcuno, ma appena si compra un fumetto il cui protagonista è un bambino con il pisellino di fuori (Dragon Ball) immediatamente si diventa pedofili. Viviamo proprio in una nazione bizzarra. Collezione 100% Marvel: Punisher Max 4 (Punisher Max 13/18 di Ennis & Braithwaite - Gennaio/Maggio 2005) Panini Comics - Marzo 2006 - 17 x 26 cm, brossurato, colore, 10 € - aperiodico

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